449. IN CAMMINO – Lavori in chiesa

Come avrete notato in chiesa, su in alto, ci sono delle brutte macchie di muffa. Nell’estate dello scorso anno avevo provato a farle togliere ma il lavoro (mi avevano avvisato in anticipo) non ha dato risultati definitivi. Mi sono deciso quindi a fare un lavoro come se deve sperando che duri almeno qualche anno.

La chiesa, come sapete, è già stata imbiancata due volte sempre prima del duemila. C’erano i ponteggi per il tetto e quindi ne approfittai per farla imbiancare: il primo lavoro venne male perché la chiesa era ancora troppo umida. Il secondo invece venne benissimo ma sono passati ormai più di vent’anni e ritengo necessario intervenire nuovamente per evitare che la muffa dilaghi ulteriormente.

Nelle prossime settimane quindi ci potranno essere dei contrattempi perché, per la sicurezza degli operai, intendo approntare un palco anche se i costi lieviteranno. Ma d’altra parte siamo intorno ai 13 metri e non mi va di far rischiare la vita a chi lavora.

Dovranno poi venire anche gli organari per smontare le canne più delicate e anche questo avrà un costo ma spero di poter far fronte agli impegni visto che organari, montatori e pittori mi faranno pagare a rate… visto che non ho diritto alle detrazioni oggi in essere.

Nelle chiese è come nelle famiglie… se non si interviene mai va tutto in rovina e questo non è giusto né per noi e nemmeno per chi viene dopo di noi.

Il prossimo anno, a Dio piacendo vorrei imbiancare la parte bassa: sarà un lavoro più semplice non per il lavoro di imbiancatura in sè ma per il fatto che l’altezza è ridotta e quindi sarà sufficiente un modesto trabattello con le ruote.

Anche l’esterno purtroppo ricomincia a sfaldarsi: il materiale usato era ottimo (Kerakoll) ma ho l’impressione che i cottimisti abbiano tirato un po’ via perché in alcuni punti l’intonaco regge benissimo, in altri invece si sta sgretolando. E questo in due punti ben precisi, uno sulla parte lato-monte e l’altro su quella lato-mare. Segno evidente che chi ha lavorato in quei due punti non ha lavorato al meglio. Devo dire però che la garanzia era decennale e gli anni, anche in questo caso, sono passati.

E va bene. Pazienza.

448. IN CAMMINO – profughi

I primi quattro profughi ucraini sono giunti in paese ieri sera. Questa mattina sono andato a incontrarli presso la famiglia che li ha ospitati. Sono una mamma con tre figlie femmine. Il papà purtroppo è morto.

Mi sono appoggiato alla dott.ssa S.P. che già da tempo conosce alcune famiglie russe/ucraine della zona ed è stato quindi piuttosto facile stabilire un contatto con le autorità ucraine e avere il permesso per accoglierle.

Resto a disposizione, sempre attraverso queste famiglie, per coloro che intendono ospitare qualche profugo. Ovviamente bisogna tener conto delle esigenze di queste persone che, al momento mancano di tutto, come pure delle disposizioni della Pubblica Sicurezza e dell’ASL in modo che non ci siano contrattempi di sorta.

Resto a disposizione anche di coloro che preferiscono passare attraverso la CARITAS. Per chi volesse fare da solo segnalo il numero di pronto intervento dsella CARITAS/SAN VINCENZO di Pisa  che risponde al n°  050 560952. È sufficiente lasciare il numero telefonico per essere poi contattati al bisogno.

Sarà possibile poi contattare anche don Roberto di Ripa che proprio in questi giorni è al confine ucraino per accompagnare in Italia qualche famiglia.

Tornando all’incontro di stamani è ovvio che soprattutto al vedere la bambina piccola (con un maglioncione che le arrivava ai ginocchietti) mi sono commosso. La bambina però mi è apparsa felice. Anche la mamma che mi ha voluto pure ringraziare per la visita e per il piccolo presente che le ho offerto.

Speriamo che il peggio ormai sia passato e che torni la pace fra questi due grandi popoli, uniti dalla comune fede cristiana.

Quanto a Ulla, la signora ucraina di cui avevo pubblicato la foto sulla rivista di qualche anno indietro, non sono riuscito ad avere notizie. Speriamo che non le sia accaduto niente di brutto.

 

447. IN CAMMINO – veglia per la pace

Ieri sera abbiamo pregato per la pace in Ucraina. Non eravamo moltissimi ma comunque in numero sufficiente per fare una celebrazione dignitosa.

Nel pomeriggio mi sono organizzato esponendo l’Icona della SS.ma Vergine Addolorata (non era mai stata ancora esposta) e preparando le candeline votive (quelle filiformi che non gocciolano).

Appena aperta la porta della chiesa sono subito entrate le persone che hanno proposto la veglia, la signora A.V, russa e altri signori moldavi e Ucraini che non conoscevo. Poi, pian piano tutti gli altri fedeli. La chiesa era in penombra con un faretto a illuminare la sacra Icona.

Ho suggerito, anche per coinvolgere maggiormente i presenti visto che la chiesa era in penombra, di recitare il Rosario al posto della Via Matris. Tutti hanno acconsentito e la preghiera ha avuto inizio.

Alla fine del Rosario abbiamo acceso le candeline ed è iniziato il momento litanico alternando canti della liturgia latina (Kyrie eleison) e orientale (Gospodi podinuy). Intanto io formulavo le intenzioni di preghiera iniziando dalla preghiera per le donne – visto che era la giornata dedicata a loro – per proseguire poi con le invocazioni per i giovani, per i piccoli, i defunti, la pace ecc.

Concluso il momenti litanico ho letto la preghiera per la nazione Ucraina che i russi (!) mi avevano tradotto: una bella preghiera molto simile a quella che siamo soliti leggere il IV Novembre alla presenza delle Autorità cittadine.

Ovviamente eravamo tutti molto commossi. Un signore che ha ancora i familiari in Ucraina faceva fatica a trattenere le lacrime ma anche le due signore russe presenti in chiesa erano emozionate.

Concluso il momento di preghiera una signora russa si è avvicinata con molta devozione all’Icona per una preghiera personale. Io nel frattempo mi sono messo da parte rispettando il loro dolore.