402. IN CAMMINO – È arrivata la Befana

In anticipo di qualche giorno per portare i doni – delle cioccolate al latte – da consegnare ai bambini buoni il giorno dell’Epifania. Ha fatto una sosta al supermercato Raffaelli e noi ne abbiamo approfittato!

Con tutti i problemi di questi giorni non so se i bimbi verranno. In ogni caso le cioccolate sono a disposizione: sarà sufficiente toglierle dalle scatole e il gioco sarà fatto.

Certo è una “befana” un po’ triste non soltanto per l’epidemia ma pure per l’anzianità e la malattia che hanno messo alle corde le nostre carissime signore che, negli anni, hanno impersonato con successo questa simpatica vecchietta.

Voi lettori di paese sapete bene a chi mi riferisco…

Intanto la MARIA ROSA che si prestò a interpretare il personaggio nei primi anni della mia venuta al Forte. “Dama di San Vincenzo” fin dalla prima ora, si è spesa per i poveri del paese offrendo a tutti dolcezza e amore. Oggi, purtroppo, è confinata in un letto ma il sorriso col quale mi accoglie quando vado a farle visita è rimasto lo stesso di sempre.

E ancora la LILIANA un vero e proprio “personaggio” del paese. “Ufficiale” della Croce Rossa Italiana, “contralto” della Corale Fortemarmina, pure lei “Dama di San Vincenzo”, attiva professionista, ha interpretato con espressione il ruolo del “Befano” – il marito della Befana – ora facendo gli occhiacci ora invece offrendo i dolcetti ai piccoli che le si assiepavano intorno, incuriositi. Fin che ha potuto è venuta in chiesa; oggi pure lei, per prudenza, è costretta alla poltrona ma resta la donna forte di sempre pronta alla battuta anche con me.

E infine la CLARITA, “befana poetessa” perché interpretava il personaggio in un modo tutto particolare: offrendo ai piccoli carezze e doni e ai grandi – per un giorno pure loro bambini – canti di altri tempi e poesie in rima davvero pregevoli. La Clarita era cresciuta, per così dire, “dalle e con” le Suore Canossiane: avendo una voce straordinaria interpretava fin da ragazzina ruoli da prim’attrice negli spettacoli teatrali curati dalle Madri… La malattia, purtroppo, l’ha privata della sua bella voce: però riesce ancora a guardarmi e a sorridere.

Tre donne “speciali”. E, se consentite, tre grandi donne “cristiane”!

E tutte e tre amorevolmente assistite da figli ugualmente “speciali” che non le abbandonano nemmeno per un momento!

401. IN CAMMINO – In attesa…

Il tempo dell’attesa si caratterizza per lo stato d’ansia che determina in chi lo vive, nolente o volente.

Può essere tempo perduto quando l’ansia prende il sopravvento; oppure tempo guadagnato quando, costretti ad attendere e pure ansiosi, riusciamo a sfruttarlo pensando, pregando, scrivendo come sto facendo io in questo momento.

Sono in attesa della dottoressa per il secondo tampone. Il primo è andato bene ma adesso c’è il secondo… ma la dottoressa tarda a venire… e se fosse positivo?

Ho deciso così di recitare con calma le consuete preghiere del mattino, il Padre nostro, l’Ave Maria, il Gloria, l’Angelo custode e l’Eterno riposo.

Poi mi sono rivisto e riascoltato nel filmato di ieri: devo dire che mi sono piaciuto molto con quel lumino in mano a indicare la luce di Cristo che illumina il nostro cammino terreno… L’avete visto? Vi è piaciuto?

Poi mi sono messo a scrivere la presente nota. So benissimo che i lettori sono pochi, appena un centinaio, ma affezionatissimi perché non saltano una nota!  Questo mi fa sentire in buona compagnia, mai solo.

Driiin… È la dottoressa.

“Tranquillo, don Piero. È negativo anche stamani. Attenzione però almeno per altri due-tre giorni perché una ricaduta sarebbe pericolosa”.

Bene, ringraziamo Dio. Proprio adesso mi hanno telefonato per un funerale e trovare un prete per la funzione non è facile. Vorrà dire che riuscirò a celebrarlo io stesso senza scomodare nessuno.