400. IN CAMMINO – Ultimo giorno dell’anno

Dopo tanti giorni piovosi è spuntato un bel sole…

In paese però, così mi ha detto la dottoressa stamattina, ci sono molti ammalati di Covid e questo non è per niente simpatico. È tutto un corri-corri a farsi il tampone per vedere di recuperare un poco di tranquillità in vista della cena dell’ultimo giorno dell’anno.

Anch’io stamani sono stato costretto a farmelo. Ho da due giorni un fastidioso abbassamento di voce e così per evitare problemi a me e ai parrocchiani sono ricorso al tampone…, negativo, per fortuna.

puff puff…

Ovviamente dovrò stare un po’ attento in questi giorni. Non vorrei che il fastidio si trasformasse in tracheite, già che ne soffro per discendenza di famiglia.

Ho già ricevuto un buon numero di telefonate: in tanti vogliono sapere l’ora della Messa, se e quando si canta il TE DEUM ecc. Non ci sono novità. È tutto come gli anni passati salvo il canto dell’inno di ringraziamento: l’epidemia ci suggerisce di starcene quieti e di limitarci a “recitarlo”; In più fa bene anche alle mie corde vocali.

Bene ora vi lascio e corro in chiesa a preparare. AUGURI!

 

399. IN CAMMINO – Perché lo strano titolo di ieri?

Ieri vi ho scritto, in modo serio, del sacramento della Confessione.

Dai commenti ho capito che sarebbe opportuno tornarci sopra magari nel corso dell’estate perché almeno su un punto non sono stato troppo preciso e, giustamente, i lettori vorrebbero ulteriori chiarimenti…

Oggi però voglio scrivere in modo lieve spiegandovi il perché del titolo curioso di ieri: grrr…

È molto semplice. Appena aperta la chiesa è venuto un signore a confessarsi. Era assai abbattuto e quindi mi sono dovuto trattenere più del consueto senza peraltro riuscire a calmarlo.

Solo che la canina era già pronta per uscire e non ha gradito il ritardo.

Si è messa a raspare alla porta della sacrestia costringendomi ad aprirle per evitare ulteriori graffi.

Non paga della brutta figura ha iniziato ad abbaiare forte contro il penitente che, già in difficoltà per i suoi problemi personali, ha accusato il colpo pensando a un segno dell’ira divina nei suoi confronti…

In effetti la Lola era scatenata: bau, bau… grrr…

Per fortuna la cagnetta dopo poco si è calmata e scondinzolando festosa gli è  saltata in braccio cosa questa che gli ha procurato quel sollievo spirituale che io non riuscivo a dargli.

A quel punto sono stato io a scorgere in quell’improvviso gesto di affetto un segno dell’amore di Dio che riesce a consolare i suoi figli anche attraverso un piccolo cane scodinzolante.