394. IN CAMMINO – canti

La Patrì, conclusa la Messa con annessa Novena natalizia, mi ha fatto notare che i canti lasciavano a desiderare: poco coinvolgenti nonostante i presenti avessero sotto il naso il foglio con le parole e soprattutto poco “squillanti” a causa della mia intonazione baritonale cioè bassa.

Avendo una voce bassa tendo a intonare i canti in modo a me confacente per cui i fedeli restano “affogati” come si suol dire in ambito musicale perché non riescono a uniformare la loro voce alla mia.

È verissimo, lo ammetto. Però c’è poco da fare: a suo tempo il maestro Consani vista la mia buona predisposizione provò a insegnarmi il “falsetto” per riuscire a recuperare i toni alti ma fui costretto a rinunciare per problemi di infiammazione alle corde vocali.

Ho provato allora a modificare il repertorio canoro inserendo un canto più adatto e più musicale. Prima però di proporlo all’assemblea gradirei il vostro parere.

Eccolo qui di seguito.

La mia cagnolina Lola lo ha apprezzato moltissimo e ha provato a eseguirlo ma si è confusa e ha eseguito (peraltro con maestria) un altro canto della tradizione canora-canina.

393. IN CAMMINO – mercoledì di mercato

Ho aperto per l’ennesima volta la porta per la consueta “visita” degli africani che vengono al Forte, nel giorno del mercato, per offrire la loro modesta mercanzia fatta di tappetini colorati, accendisigari, mollette e simili.

Con la maggior parte di queste persone sono ormai in stretta relazione. Ci conosciamo da molti anni per cui ci intendiamo senza bisogno di molte parole. Alcuni sono di religione islamica mentre altri, una piccola minoranza sono cristiani, tutti molto convinti e devoti: Patrick, John, Augustin, Elvis…

Questa mattina ho approfittato della “relativa”calma della mattinata per scambiare qualche parola con loro. I problemi sono gli stessi: il lavoro che scarseggia, i figli che non danno ascolto, la paura della malattia, la nostalgia per il paese lasciato ecc.

Grazie alla vostra generosità (anch’io non mi tiro indietro ma riconosco che senza il vostro aiuto potrei fare ben poco) riesco a offrire sempre qualcosa oltre la solita moneta: latte, uova, pasta… In questo caso vedo brillare letteralmente il loro sguardo e il volto si apre al sorriso sebbene mesto.

È proprio vero quanto dicevano ieri sera i miei colleghi (per modo di dire perché loro sono tutti professori universitari… e io un semplice parroco anche se a suo tempo ho dato anch’io un contributo scientifico) della Fondazione di studi Tonoliani e cioè che i valori umani sono ben superiori  a quelli finanziari! In altre parole un sorriso e un augurio vale più di una moneta o di un pacco di pasta!

A questo punto ecco una foto con Patrick, mio amico da molti anni.

392. IN CAMMINO – brrr…

Sono rimasto chiuso fuori di casa e ho patito un bel po’ di freddo. Sono uscito in fretta e furia per incontrare don Alex e definire i dettagli per la collaborazione di don Martin – che verrà nei prossimi giorni ad aiutarci – e ho dimenticato di prendedere le chiavi.

Mentre passeggiavo, avanti e indietro, lungo la stradina a lato della canonica pensavo a coloro che sono senza casa, costretti a vivere arrangiandosi in qualche modo. Ne conosco personalmente alcuni che vengono ogni tanto a chiedere un aiuto. La cosa drammatica è che hanno tutti famiglia e parentela ma sono stati allontanati per un motivo o per un altro. Che dispiacere per loro soprattutto ora che si avvicina Natale!

E poi ho pensato ai profughi accampati nelle foreste dell’Europa dell’est, a quelli sulla costa francese, ai siriani nelle isole della Grecia, ai nostri in varie parti d’Italia.

Pensando a loro mi sono messo a pregare. Per loro e con loro perché sono certo che anche loro faranno lo stesso: quando le cose vanno male e la paura ci assale viene spontaneo affidarsi a Dio al di là del nome con il quale si onora.

Il Natale si avvicina. Come avrete notato dal bollettino parrocchiale ho deciso di anticipare alle 21.30 la Messa solenne di mezzanotte. Il momento non è facile perché l’epidemia continua a fare il suo corso e non se ne vede la fine. Per di più le previsioni meteo sono brutte: acqua e vento per tutti e tre i giorni della festa. Attendere la mezzanotte sarebbe assurdo. Spero che, pur con tutti questi contrattempi le feste trascorrano serenamente per tutti.

Vi anticipo gli auguri. Poi, nei prossimi giorni, tornerò sull’argomento.