303. IN CAMMINO – San Lorenzo

Secondo round. Vi dicevo che quella in corso è una settimana pesante però è pure “esaltante” nel senso che mi permette di fare un po’ di bene… o almeno lo spero.

Oggi, dunque, festa di San Lorenzo, ho un primo appuntamento a Seravezza per festeggiare il Patrono con l’Arcivescovo e i confratelli; poi, sempre a Seravezza un incontro con le Suore per preparare l’arrivo di don Filippo; poi con gli amici (mezzi eretici) a mangiare le acciughe al distributore del … Granducato (*) e infine a guardare le stelle cadenti pronto a esprimere il mio desiderio più sentìto: diventare Papa!

A parte le battute sarà – spero – una giornata impegnativa ma molto bella.

Io spero di essere all’altezza del mio compito. Quando sono stato ordinato sacerdote ho voluto riportare nel “santino” ricordo quella frase di San Paolo in cui si legge che “il Signore ama chi  (si)  dona con gioia”. Ho sempre cercato di donarmi ai miei amici/parrocchiani ecc. tutto sommato con buoni risultati.

È chiaro che, adesso che comincio ad avvertire il peso degli anni, anche se l’entusiasmo resta le forze non sono più quelle di un tempo e quindi devo centellinare gli appuntamenti per evitare di stancarmi troppo.

Forza, quindi, e avanti!

ATTENZIONE: il Granducato Roma Imperiale esiste “de facto” per iniziativa di alcuni buontemponi ma non “de jure” come alcuni hanno ingenuamente pensato. Siamo infatti in una Repubblica da un bel po’ di anni!

302. IN CAMMINO – settimana di fuoco

Non mi riferisco al caldo ma agli impegni tutti importanti e pressanti. Di questi alcuni mi riguardano in quanto parroco, altri in quanto vicario e infine altri ancora in quanto amico.

Oggi, ad esempio, devo tornare nella mia parrocchia di un tempo per la prima Comunione di una bambina: risiede negli Stati Uniti ed è tornata di proposito in Italia nella casa dei nonni per la cerimonia.

Sono molto legato alla famiglia per un motivo… “indimenticabile”. Ovviamente tralascerò i nomi ma il motivo posso benissimo raccontarlo perché potrebbe essere un utile insegnamento anche per voi carissimi lettori che di giorno in giorno mi fate compagnia scorrendo le mie note e guardando i miei filmati (anzi nostri… perché ho la fortuna di avere chi mi aiuta).

Torno indietro dunque negli anni e precisamente a una notte freddissima di inverno, vigilia della festa dell’Epifania. Ero a letto quando verso le 3.00 venni svegliato dal suono del campanello…

Era il figlio maggiore della signora XYZ, anziana e ammalata, e mi chiedeva di correre al capezzale della mamma che voleva a tutti i costi vedermi a quell’ora di notte.

La signora aveva già ricevuto il Viatico e l’Unzione per cui rimasi sorpreso di questa richiesta ma non chiesi spiegazioni. Scesi e andai al palazzo. Le luci dell’androne erano tutte accese e così quelle per le scale. Conoscendo bene la casa salii in fretta e raggiunsi la camera della ammalata.

I sei figli, incluso il maggiore che mi aveva preceduto, erano tutti intorno al letto. La signora appena mi vide chiese foglio e penna e ansimando disse:

“Adesso che è arrivato il prete venite e firmate sotto i miei occhi”.

Sul foglio aveva scritto: “Promettiamo di volerci sempre bene!” Uno dopo l’altro i figli sfilarono davanti a lei e firmarono il documento. Poco dopo la signora spirò.

Bello, vero?