390. IN CAMMINO – tentato inganno (2)

Torno sull’argomento perché mi è capitata un’altra disavventura. C’è da dire che questi signori non mancano di fantasia. Sono dei veri professionisti dell’inganno. Meriterebbero una menzione d’onore.

Dunque, all’ora di pranzo, mi raggiunge una telefonata. All’altro capo del telefono una voce concitata mi chiede il mio numero di IBAN per inviarmi una somma da “girare” a uno straniero che sta per suonare al campanello.

Visto che non era un giorno qualunque ma la festa dell’Immacolata ne ho dedotto che la persona in questione non fosse troppo “esperta” di questioni religiose: mi è parso inverosimile che uno volesse inviarmi una somma proprio in un giorno festivo in cui notoriamente le banche sono chiuse.

Al mio diniego la persona non si è data per vinta e mi ha spiegato che era una questione serissima perché c’era un impellente bisogno di denari per un viaggio in treno ecc.

Mi ha fatto tutta una storia che non sto a raccontarvi perché ricalca il consueto cliché dei lestofanti: dal ritardo nei pagamenti al lavoro eseguito e non pagato ecc. insomma la solita solfa.

L’ho liquidata con poche parole poi però ripensandoci a freddo ho deciso di mettere in una busta la somma necessaria per il viaggio in treno (25,00 €) che però è ancora al suo posto perché evidentemente non c’era più la fretta del giorno precedente.

Occhio quindi a coloro che vi chiedo dati bancari. Meglio non farne di niente.

389. IN CAMMINO – tentato inganno (1)

Appena uscito dall’ambulatorio per la terza dose della vaccinazione anticovid mi si è fatto incontro un signore per sincerarci dello stato della caldaia.

Nello scorso inverno, soprattutto nei primi mesi del corrente anno, ho avuto dei problemi alla caldaia per cui sono intervenuti vari tecnici della ditta responsabile dei guasti per la riparazione. Dato che il problema riguardava la parte elettronica sono intervenute più persone. Essendo io quasi sempre assente perché impegnato in paese ha provveduto all’accoglienza  e alle firme la Flavia.

Quando dunque il predetto signore mi ha chiesto notizie sullo stato della caldaia mi sono premurato di assicuralo che tutto andava bene e l’ho ringraziato. Ovviamente pensavo che fosse uno dei tecnici a suo tempo intervenuto per la caldaia della canonica.

Continuando il discorso mi ha spiegato di essere impegnato con la ditta in un lavoro assai complesso presso il Camp Derby di Tirrenia. Ha aggiunto che, approfittando della sua presenza al presidio militare americano, poteva avere sotto costo del materiale di prim’ordine da offrire. Ha aggiunto che era presente presso l’hub vaccinale per consegnare detto materiale a un medico al momento impegnato nelle vaccinazioni.

Ha aggiunto, con tono familiare quasi fossimo vecchi amici, che poteva avere un regalo di Natale anche per me.

“Grazie – gli ho risposto – e cosa sarebbe?”

Ha tratto fuori dalla macchina un binocolo “militare” e me lo ha consegnato aggiungendo che mi sarebbe stato molto utile -essendo a infrarossi- per gli avvistamenti notturni di chissà chi…

Nel caso poi avessi avuto qualche soldo in tasca …

A quel punto ho capito e l’ho mandato a quel paese (ma in modo urbano perché ho imparato che con i delinquenti dobbiamo essere molto cauti per non finire nel torto).

La cosa non vi meraviglierà, mi immagino. Ma certo sapere che c’è qualcuno che si approfitta di persone anziane e fragili, per di più sotto ansia per il vaccino, per queste mascalzonate fa un certo effetto.

Siamo proprio messi male!

 

388. IN CAMMINO – Manuela Kavalici

No so chi sia ma mi piace per come scrive e per quello che scrive. Leggo ogni giorno (di fretta) il Corriere Fiorentino e spesso mi imbatto in articoli della giornalista in questione.

Articoli brevi, essenziali, che rendono “vivi” e vivaci i protagonisti menzionati. Stamani, ad esempio, ricorda il nostro amico e concittadino Massimo Polacci. Poche righe ma in queste c’è lui, il nostro Massimo, nella sua identità peculiare: amico del divertimento (sportivo), nemico dell’ambizione.

Ho scritto qualcosa anch’io, nei giorni passati e su questo stesso blog, a proposito di Massimo: uomo di poche parole, nemico delle smancerie, forte negli affetti, garante di serietà. Sono contento che sia stato ricordato oltre che su un modesto blog parrocchiale anche sul prestigioso quotidiano nazionale. E complimenti alla giornalista.

Anch’io scrivo. Di tutto. Ma …

Ieri a Roma, nell’intervallo della nostra accesa discussione sul bilancio della FACI, ho offerto ai presenti – sacerdoti di ogni regione d’Italia – la nostra Rivista parrocchiale.

Con mia grande soddisfazione ho visto che sono corsi a sfogliarla…; con un certo imbarazzo ho notato che si lasciavano andare a sorrisi neppure tanto velati. Ho scoperto che invece di leggere gli articoli interessanti erano corsi a leggere le pillole di sorriso! Mi hanno fatto arrossire…

E stamani sono arrossito di nuovo. Entrato nel bar per sorbirmi un caffè ho salutato i baristi e gli avventori. In quel momento sono entrati i carabinieri per chiedere il green pass e io non me lo ero portato dietro… Figuraccia!