296. IN CAMMINO – arrivi & partenze

Già di prima mattina c’è stata qualche lacrimuccia… Alcuni amici, esauriti i giorni della vacanza, tornano a casa: sono felici sì di rientrare dai loro cari, alle loro occupazioni, dai loro sacerdoti però…

Però vanno via malvolentieri e non solo perché lasciano il mare ma anche e soprattutto perché lòasciano il nostro paese e la nostra chiesa. Il nostro è un paese accogliente – retaggio dei nostri predecessori – e gli ospiti si trovano bene anche se spendono un bel po’ di soldi per affittare.

Anche la nostra chiesa – forse sarebbe meglio dire “la nostra comunità” – è accogliente e infatti molti che – bugiardi loro/bugiardo io – non vanno mai in chiesa qui ci vengono e ci vengono molto volentieri!

Allora, da queste poche righe, un caro e affettuoso saluto a questi cari amici. Il tempo passerà velocemente e ci troveremo di nuovo insieme – a Dio piacendo – nella prossima stagione estiva.

Cerchiamo di mentenerci uniti, di sentirci vicini. Alcuni, nel corso dell’estate hanno scoperto il nostro blog parrocchiale chiesa del forte e sono sicuro che non lo lasceranno più.

Per concludere un suggerimento. Può darsi che, giunti a casa, troviate qualche “viso lungo”: i vostri anziani oppure i vostri parenti che si sono sentiti abbandonati. Bene regalate loro una copia della nostra rivista estiva e vedrete tornare il sorriso.

Provare per credere!

295. IN CAMMINO – nuovi santi

Da quest’anno insieme con Santa Marta sono ricordati anche i fratelli Maria e Lazzaro. Non sono stati ancora pubblicati i testi liturgici ma c’è già il decreto di papa Francesco.

Nel decreto si specifica “l’importante testimonianza evangelica dei tre fratelli nell’ospitare Gesù, nel prestargli ascolto e nel credere in Lui.”

Si aggiunge poi che proprio “nella casa di Betania il Signore Gesù ha sperimentato lo spirito di famiglia e l’amicizia di Marta, Maria e Lazzaro e per questo il Vangelo afferma che Gesù li amava”.

Infine si conclude dicendo che se “Marta gli offrì ospitalità, Maria ascoltò docilmente la Sua parola e Lazzaro uscì dal sepolcro” segno vivente della potenza divina di Gesù.

Si fa anche un cenno rapidissimo sulla “incertezza della Chiesa antica sulla figura di Maria” considerata a torto o a ragione una donna peccatrice e sulle novità emerse dagli studi biblici contemporanei a proposito della sua identità. Non c’è scritto però – almeno io non l’ho trovato – di quali novità si tratta.

Quesata scelta mi ha fatto piacere: del resto già al catechismo dei piccoli ho sempre dato un’importanza speciale alle tre figure sollecitato in questo proprio dai bambini che non capivano il motivo per il quale Marta era considerata santa e gli altri due fratelli no!

I bimbi, almeno in questo caso, sono arrivati prima di noi grandi…

294. IN CAMMINO – bestemmie

Giorni indietro, in chiesa, ho invitato i genitori a prestare attenzione ai propri figli/nipoti che hanno preso il “vezzo” di insultare il Signore. Lo giudicano un intercalare innocuo e, anzi, ostentano questo pessimo modo di dire che, fatalmente, diventerà un vizio difficile se non impossibile da eliminare.

Dicevo dunque ai genitori che il Signore, peraltro buono e misericordioso, non promette niente di buono a chi lo insulta…

Citavo, nel caso, un passo che suona così:

“Il Signore passò davanti a Mosè proclamando: Io sono il Signore, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà, che conserva il suo amore per mille generazioni, che perdona la colpa, la trasgressione e il peccato, ma non lascia senza punizione, che castiga la colpa dei padri nei figli e nei figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione…”

Sarà vero… non sarà vero.. capisco che è una pagina piuttosto pesante ma è meglio essere sinceri con i nostri giovani perché altrimenti il Signore ne chiederà conto a noi. Sì, proprio a noi che facciamo di tutto per proteggerli materialmente ( e facciamo bene ) ma ci dimentichiamo di proteggerli spiritualmente.

Ovviamente il richiamo del genitore sarà proporzionato all’età del richiamato: con i piccoli sarà sufficiente farsi vedere addolorati; con gli adolescenti una certa fermezza; con i giovani un discorso serio da pari a pari. Ma, insomma, qualcosa va fatto!

Allo scopo non sarebbe male impostare il discorso anche dal punto di vista dell’educazione, della cultura senza dimenticare il buon esempio. I giovani, anche se non lo danno a vedere, sono molto attenti al nostro modo di parlare, di fare, di vivere…