211. IN CAMMINO – Settimana santa
Stamo per entrare nella settimana santa, la “settimana” per eccellenza almeno per noi cristiani. Abituati come siamo a viverla intensamente avvertiamo un pochino di sofferenza anche soltanto al pensare che certe bellissime celebrazioni dovranno essere ridotte data la situazione difficile che stiamo vivendo con contagi e morti.
Domenica, ad esempio, non ci sarà la benedizione dalle suore… Gli olivi verranno benedetti durante le varie Messe e dovrete portarveli da casa o ritirarli in chiesa confezionati in busta chiusa e sanificata…
Le Quarant’ore diventeranno dieci al massimo perché restando in fascia rossa saranno pochissimi quelli vorranno fare i turni di adorazione: io sarò in chiesa mattina e pomeriggio ma l’Adorazione si terrà soltanto dalle 16.00 alle 18.00 (sarà presente un confessore).
Il Giovedì santo ci sarà la celebrazione ma non la lavanda dei piedi e nemmeno la distribuzione del pane dei poveri. Il “sepolcro” verrà allestito come sempre ma la chiesa verrà chiusa alle 21.00.
Il Venerdì santo ci saranno le consuete tre celebrazioni, tutte in forma semplificata: alle 15.00 per ricordare il momento della morte in croce, alle 18.00 l’omaggio al crocifisso (il bacio non ci sarà… vi spiegherò al momento) e alle 20.00 la Via Crucis in chiesa (leggeremo le riflessioni sulla rivista). La cena dovremo … saltarla!
E la salteremo anche il sabato perché la Veglia dovremo iniziarla alle 20.00 per concluderla, anche questa semplificata, alle 21.00. L’acqua verrà benedetta ma non potrete ritirarla. Anche le uova potranno essere benedette ma dovrete tenerle in borsa… E dopo, tornati a casa, ci faremo una bella cenetta pasquale…
210. IN CAMMINO – Annunciazione
Oggi, 25 Marzo, è la festa liturgica dell’Annunciazione… questo vuol dire che fra nove mesi sarà la festa del Natale. Scommetto che in questo momento vi chiederete il motivo di questo accenno…
È senza dubbio un richiamo all’ottimismo: è vero che siamo in piena pandemia, aumentano contagiati e morti; mancano i vaccini, i politici ci rovesciano addosso fiumi di parole prive di significato: ci fosse, fra i tanti intervistati, almeno un responsabile tecnico a spiegarci se e quando potranno arrivare! Ecco allora il richiamo all’ottimismo a evitare che l’ondata, stavolta psicologica, ci porti all’esaurimento nervoso.
Ma c’è anche un altro significato. Nella nostra Diocesi Pisana si ricorda l’inizio dell’ANNO PISANO. I nostri predecessori, come sapete, iniziavano l’anno non il primo di Gennaio ma il 25 Marzo, festa appunto dell’annunciazione tanto erano devoti della Madonna. In questo giorno, fin dall’inaugurazione del Duomo e quindi fin dal Medioevo, il popolo si radunava in chiesa e attendeva pazientemente che, minuto dopo minuto, un raggio di sole illuminasse la mensola ovoidale posta sotto il matroneo di sinistra.
Quello era il segno dell’inizio dell’anno e allora i Canonici e i Reggenti politici della città procedevano alla preghiera a favore della città.
L’usanza continua ancora: oggi, a mezzogiorno in punto, Canonici e Consiglio Comunale al completo -pur in assenza di popolo a causa della pandemia- ricorderanno l’appuntamento e pregheranno per la città, per il Comune e per la Diocesi, noi compresi.
Vediamo quindi di non dimenticare questo appuntamento importante per la città di Pisa ma anche per noi. Forse non lo sapete/ricordate ma la nostra prima (veramente sarebbe la seconda) chiesa è dedicata alla Madonna e a San Ranieri segno evidente della considerazione che avevano, nel passato (ma penso anche nel presente) per il nostro paese. La lapide a ricordo è ancora ben visibile sullo stipite della Chiesa vecchia in Via Duca d’Aosta.