185. IN CAMMINO – foibe

Alle 9.30 in punto, come da programma pubblicato sul giornale, mi sono presentato davanti al monumento in Via dell’Acqua che ricorda le vittime delle foibe.

La corona offerta dall’Amministrazione a ricordo era già stata posizionata e quindi mi sono limitato a fermarmi un attimo per una preghiera insieme con due signore che sono sbucate al momento dai palazzi-rosa.

Una folata di vento improvvisa ci ha rovesciato addosso l’acqua che scrosciava ma non ce ne siamo nemmeno accorti. Eravamo troppo concentrati nel riflettere e pregare.

Nella mia preghiera, estemporanea, ho invocato la pace eterna per le vittime e la pace terrena per il nostro mondo (anche quello italiano) lacerato da discordie senza fine nella speranza che almeno gli uomini di buona volontà -ce ne sono tanti, per fortuna- pongano un freno, un argine alla cattiveria imperante.

Questa sera ricorderò all’altare del Signore le vittime e coloro che hanno pagato con tante sofferenze fisiche e morali quei tempi tremendi. Fra questi i nostri cari sacerdoti fiumani che, all’epoca, seguirono l’Arcivescovo Camozzo a Pisa.

Il mio predecessore, don Janni, talvolta mi raccontava di quei brutti tempi. Non c’era nei suoi racconti astio o desiderio di vendetta nei confronti dei persecutori. Semplicemente registrava quello che era accaduto. Anche nei suoi confronti infatti era scattata la vendetta dei “titini”: pur essendo consapevoli della sua innocenza e, ancor di più della sua mitezza e dell’amore per il popolo espresso in gesti di aiuto materiale lo avevano umiliato sottoponendolo a inutili interrogatori e vessato moralmente esponendolo, nudo e mezzo accecato dalle luci, al ludibrio della gentaglia.

Non era mancato però chi, privatamente, gli aveva manifestato affetto e riconoscenza aiutandolo a lasciare il paese senza altre peggiori conseguenze: erano gli umili “cristiani nel cuore” che pur non potendosi esporre pubblicamente erano però pronti ad aiutare nel privato.

AVVISO: domani FESTA DELLA MADONNA DI LOURDES vi proporrò un breve filmato dal parco delle Madri, davanti alla grotta. PASSATE PAROLA.

184. IN CAMMINO – Benedizione

È iniziata la benedizione delle famiglie. Domenica scorsa un buon numero di fedeli si sono presentati per ricevere la confezione con il santino della Madonna e l’ampolla con l’acqua santa. Penso che altri verranno nelle prossime Domeniche fino a Pasqua.

Io naturalmente sarò a disposizione per coloro -anziani, malati, persone sole- che vorranno accogliermi a casa.

A proposito di queste categorie sopra indicate, come già vi avevo scritto, avrei bisogno dell’invito. Al momento sono andato da cinque ammalati ma, devo essere sincero, mi sono autoinvitato visto che li conoscevo benissimo. Però sono consapevole che le regole, soprattutto quelle sanitarie, sono stringenti e valgono per tutti, preti compresi. Vi chiedo quindi di aiutarmi e di passare parola.

Quanto alla preghiera di benedizione -molti me la stanno chiedendo- la riporto qui di seguito e poi anche sul bollettino parrocchiale. Avrei dovuto già farlo ma l’ho dimenticato. Vi prego di scusarmi.

PREGHIERA

da recitarsi nell’occasione della della Benedizione della famiglia.

La mamma consegna la preghiera al bimbo di casa che legge:

“O Signore, tu che al tempo di Mosè hai protetto il tuo popolo dal “Nemico” con il miracolo dell’acqua del Mare Rosso e lo hai dissetato con l’acqua della roccia nel lungo viaggio per il deserto, proteggi oggi la nostra famiglia dal “Nemico” e dissetaci con i tuoi Sacramenti. Per Cristo nostro Signore.”

Sempre la madre di famiglia apre l’ampolla dell’acqua e segna sulla fronte i suoi cari. Poi depone l’ampolla in un posto decoroso della casa insieme con l’immagine della Madonna a disposizione di tutta la famiglia per i momenti di difficoltà, di malattia, di nervoso ecc.

Intona quindi la preghiera alla Madonna (Ave Maria) e abbraccia e bacia i propri cari.

 

 

183. IN CAMMINO – predica

Ieri, Domenica, ho fermato l’attenzione dei fedeli presenti in chiesa sul tema del “Nemico” ossia il demonio che, stando al Vangelo, prova di continuo a metterci in difficoltà con le sue tentazioni e non solo.

Ne ho parlato soltanto alla prefestiva del sabato e alle prime due Messe del mattino quindi a pochissime persone ma evidentemente il tema è stato di grande interesse perché ho avuto dei riscontri molto interessanti e utili anche per me.

Può darsi che abbia influito anche la pubblicazione del breve filmato domenicale che viene visto da un buon numero di persone (sempre crescente).

Nel messaggio che mi è stato inviato, in lingua inglese, ho letto una frase davvero curiosa: “Quando ti porti dietro la Bibbia il “demonio” comincia ad avvertire mal di testa; se poi la apri rischia di collassare; e se poi ti decidi a leggerla o addirittura a mettere in atto la Parola del Signore… non potrà farti alcun male”.

Però, naturalmente, i dispetti fatti di tentazioni, di malattie, di umiliazioni continueranno perché fanno parte dei gioco. Starà a noi, con l’aiuto di Dio mettere un po’ di buona volontà per superarle.

Nella mia riflessione ho insistito sulla preghiera alla Madonna e in particolare sul Rosario che, come ben sapete, è una preghiera “biblica” in quanto ci fa riflettere sui “misteri” della vita di Gesù…

Quando uscirà, spero a breve, la rivista di Pasqua avrete modo di riflettere ulteriormente sull’argomento perché ho dedicato le ultime pagine ad approfondire questo argomento.