182. IN CAMMINO – una settimana fantastica

È stata quella che sta per concludersi. Alla Messa feriale, contrariamente al solito, hanno presenziato numerosi fedeli e fra questi anche un buon numero di bambini.

Mi è sembrato di tornare alle Messe pre-covid quando l’altare era affollato di ragazzi festanti che rendevano godibile per tutti, anche per i depressi, la celebrazione. Con 10 bimbi all’altare, tutti “mascherati” e opportunamente distanziati, ho rivissuto quei momenti bellissimi che, spero, prima o poi ritorneranno.

Anche i fedeli erano felici. Qualcuno mi ha suggerito di cantare (in fascia gialla è consentito) ma ho preferito non esagerare visto che il virus è sempre in agguato.

Domenica prossima, alla Messa delle 10.00, penso ne verranno altri perché è la festa della Scuola Cattolica: in Diocesi ve ne sono poche ma tutte di livello. Fra queste la nostra “primaria” intitolata a Maddalena di Canossa.

Da notare che “di livello” non significa “d’elite”: i costi infatti sono assai contenuti e per di più scaricabili dalle tasse per cui è accessibile a tutti.

Ai bimbi presenti, ai genitori e ai presenti parlerò anche della mia esperienza diretta dapprima di alunno e poi di insegnante in “Santa Caterina” la scuola paritaria gestita direttamente dalla Diocesi.

È chiaro che festeggiare la scuola “paritaria” non significa sminuire l’importanza della scuola statale. Entrambe lavorano con impegno e successo. Per questo sarei felice se potessero presenziare anche gli insegnanti della statale.

 

181. IN CAMMINO – guarda avanti…

Con l’epidemia che non dà tregua e i problemi socio-economici che incalzano sarebbe opportuno che i nostri politici guardassero oltre i propri interessi di parte evitando bisticci inutili.

Guardare avanti! Sì, perché le questioni sono davvero molte e rischiamo di infrangerci contro un iceberg gigantesco che si chiama povertà diffusa, disordine sociale, violenza ecc.

Ecco allora il senso del richiamo “popolare” che che ho scelto come titolo per l’odierna nota.

Eravamo ad Amsterdam in gita parrocchiale. Non sto a raccontarvi quante “avventure” in quella gita!

C’era chi desiderava visitare i musei, chi le fattorie per degustare i formaggi, chi i negozietti per gli zoccoli e chi, ancora, le donnine in vetrina! Mettere tutti in accordo non era semplice! Ma a un certo punto, trovandoci in una situazione delicata, ci trovammo tutti compatti nel proteggere i nostri interessi e quelli dei nostri cari.

Il programma della gita prevedeva una gita in battello, in notturna, per i canali della città e poi in mare aperto. L’addetto alla navigazione faceva da “comandante” dell’imbarcazione, guida turistica e cameriere per servire i soliti formaggi. In più ci allietava con battute che dovevano essere spiritose lasciando il timone e volgendosi verso di noi…

Fu a quel punto che l’amico Agostino, col suo vocione, dal poppa, urlò: “Guarda avanti, bìschero, che ci fai sbattere!” Seguì un applauso di approvazione e il comandante riprese a fare il suo servizio seriamente.

L’aggettivo, nel dialetto pisano-livornese, non è così offensivo come potrebbe sembrare.  Serve soltando a far capire che non è il momento di scherzare.

Penso che l’espressione, in questi momenti drammatici, valga anche per tutti noi, politici in testa.