180. IN CAMMINO – Canonico onorario

Ieri pomeriggio mi ha telefonato il Cancelliere arcivescovile per comunicarmi d’essere stato nominato Canonico onorario della Cattedrale con tanto di titolo prelatizio ecc. ecc.

In altre parole mi hanno nominato Monsignore…

Penso che dietro questa nomina imprevista ci sia lo “zampino” di qualcuno di voi: poche settimane addietro infatti avevo scritto su questo stesso blog della impossibilità (teorica) di accedere al Monsignorato e invece sono stato smentito e qualche buontempone aveva ironizzato che presto ci sarebbero stati movimenti…

Cosa cambia per me? Niente. Infatti, essendo onorario, non ho obblighi di sorta se non quello di partecipare in Cattedrale a due/tre cerimonie religiose ogni anno.

Le reazioni alla notizia sono state quantomeno curiose. Non appena ho detto: “C’è una novità!” mi sono sentito rispondere, nell’ordine :

“Finalmente hai cominciato a dimagrire?”

“Chi è morto?”

“Ci risiamo…!” (in riferimento ai numerosi tentativi di inganno)

E quando ho spiegato della nomina mi è stato detto – con tenerezza –

“I canonici sono tutti vecchi…”

Ho protestato vivacemente ma è assai probabile che la mia età ormai avanzata sia stata uno dei motivi del canonicato.

179. IN CAMMINO – benedizione (2)

Vi scrivevo ieri a proposito della benedizione dell’acqua per le famiglie e della peparazione delle ampolle… Aggiungo oggi che le prime sono già disponibili in sacrestia per cui la distribuzione può iniziare.

Ma desidero stamani accennare alla preghiera di benedizione dato che alcuni me ne hanno fatto richiesta.

È una preghiera normalissima attraverso la quale si invoca la benedizione di Dio sull’acqua facendo riferimento ad alcuni episodi specifici presenti nella Sacra Scrittura. Ne accenno a uno soltanto, conosciutissimo.

Il popolo di Israele era schiavo in terra d’Egitto. Quando si presentò l’occasione di recuperare la libertà il Faraone si oppose. Ma grazie all’intervento prodigioso di Dio attraversarono l’acqua del mare e poterono iniziare il cammino verso la terra promessa. Quando poi, per la difficoltà del viaggio, levarono le suppliche al cielo ebbero il dono dell’acqua che li dissetò e li aiutò a riprendere il cammino.

Quindi nella formulazione della preghiera si fa riferimento all’acqua che ci libera dal Nemico e sempre all’acqua che ci disseta dall’Arsura del sentirci abbandonati da Dio.

Il Nemico cui si allude è il demonio. Prima se ne parlava fin troppo. Oggi, al contrario non se ne parla per niente quasi fosse un tabù… e così diventiamo facili prede, incapaci per di più di sottrarci alle sue suggestioni malefiche!

Quanto all’Arsura si tratta di quell’inquietudice che ci prende quando ci capita qualche problema e abbiamo l’impressione che il Signore si dimentichi di noi…

Quando dunque mi capitano momenti di tentazione o di abbandono, mi segno subito la fronte con l’acqua benedetta e riprendo coraggio.

Per questo è bene che in ogni famiglia ci sia l’ampolla dell’acqua e l’immagine della Madonna a sollievo delle nostre paure.

Per farvi capire ancora meglio la questione riporterò sul bollettino parrocchiale la formula di benedizione in modo che ci sia maggiore chiarezza.

 

178. IN CAMMINO – benedizione delle case

Ieri mattina, durante la Messa delle 10.00, ho provveduto alla benedizione solenne dell’acqua per le famiglie del paese e già da stamani sono al lavoro per organizzare la logistica insieme con le signore della San Vincenzo e il duo Eleonora-Agnese da sempre in prima linea quando si tratta di aiutare la chiesa!

Quest’anno, come ho sempre spiegato ieri  sul bollettino parrocchiale, non ci sarà la tradizionale benedizione casa per casa. La pandemia non lo consente: il sacerdote potrebbe essere contagiato e, a sua volta anche inconsapevolmente, diffondere il contagio; del vaccino ancora non se ne parla e quindi c’è poco da fare.

Verrà sostituite dalla consegna ai fedeli di una ampolla in vetro con l’acqua benedetta e di un santino-ricordo, il tutto racchiuso in un sacchetto di carta da regali.

Penso che l’iniziativa, peraltro già in uso da anni in varie parrocchie della diocesi, potrà dare buoni risultati ugualmente. Ovviamente tutto dipenderà dalla buona volontà dei fedeli chiamati a svolgere in prima persona questo compito delicato di “diffusori” della benedizione.

Personalmente potrò andare soltanto dove sono ammalati e anziani infermi A RICHIESTA/INVITO DEI FAMILIARI. Spero, al riguardo che si sparga voce e mi invitino a casa.

Io sarò a disposizione ogni giorno, mattina-mezzogiorno-sera, e mi presenterò indossando la maschera degli operatori del 118 per maggiore sicurezza!

Se poi qualcuno non se la sente di invitarmi non me ne avrò a male, come si suol dire, perché non voglio mettere in difficoltà nessuno. Però è chiaro che ci terrei moltissimo.

Domani, a Dio piacendo, vi scriverò e vi commenterò la bella formula della benedizione: potrei farlo anche stamani ma allungherei troppo l’articolo.

A domani.