148. IN CAMMINO – Gli auguri dell’Arcivescovo

Cari amici, vi chiedo fraternamente di farvi portatori del mio augurio alle vostre comunità ben sapendo che se a volte – come adesso – dobbiamo limitarci nelle nostre attività, nessuno potrà mai limitarci nella capacità di voler bene…”.

“Don Paolo”, il nostro Arcivescovo,  ha inviato a noi sacerdoti una bellissima lettera di Natale che, facendo seguito al suo desiderio, mi piace riportarvi seppure in piccola parte.

Già questo incipit è importante. È vero infatti che se non possiamo fare più di tanto per i nostri fedeli – penso in particolare ai nostri amatissimi giovani/ssimi – però possiamo pregare e amare… aggiungendo magari una telefonata, una mail, un piccolo dono.

Continua l’Arcivescovo dicendo: “In questo panorama così oscuro non ci perdiamo d’animo; sosteniamoci a vicenda insieme ai nostri amati fedeli e soprattutto confidiamo nella Provvidenza del Signore che non manca mai di venirci incontro a misura delle difficoltà che incontriamo e soprattutto in rapporto alla nostra fede grazie alla quale ci affidiamo al Signore sapendo che non rimarremo delusi”.

Devo interrompere perché mi chiamano ma continuerò più tardi… a dopo.

Riprendo il discorso riportando ancora un passo della lettera del Vescovo: “Vorrei essere capace di trasmettervi questa profonda certezza che mi anima: Dio non ha raccorciato la sua bontà e la sua misericordia! Ci chiede di fidarci totalmente di Lui e di mettere in campo (…) ogni nostra energia. Non da soli ma tutti insieme, ciascuno di noi con i nostri fedeli!”

A questo punto lascio a voi di riflettere su queste parole e di farle vostre.

Ho già ringraziato personalmente e a nome del Vicariato l’Arcivescovo; chi poi volesse farlo personalmente si segni questo indirizzo di posta elettronica

[email protected]. it

e gli scriva qualcosa. Lo farà felice. don Piero

 

147. IN CAMMINO – presepio in chiesa

Ieri, se avete letto il messaggio pubblicato sia sul blog che su bollettino parrocchiale, ho chiesto ai ragazzi (e quindi ai genitori) di realizzare nella propria abitazione un bel presepio, di fotografarlo (in orizzontale) e di inviarmelo via Wz.

Ho promesso che avrei fatto altrettanto.

Così questa mattina mi sono messo subito al lavoro spargendo sul piano davanti all’altare centrale un bello strato di fogliame con paglia e annessi.

Ho posto molta attenzione al fine di evitare rimproveri dalle signore che provvedono alla pulizia della chiesa e sono salito nella stanza degli arredi per ritirare le (nuove) statue della Santa Famiglia: Gesù, Giuseppe e Maria.

Quanto tempo avrò impiegato… cinque minuti, ma nemmeno. Bene, tornato in chiesa ho trovato quanto avevo lasciato in bell’ordine terribilmente disfatto con la mia cagnolina che si rotolava felice nell’angoletto predisposto a ospitare la culla di Gesù Bambino.

Appena mi ha visto si è accovacciata con le zampe anteriori a terra nella posizione propria dei cani quando vogliono giocare e ha dato il via a una sarabanda incredibile spargendo la paglia e le foglie ovunque alla ricerca di un improbabile osso nascosto fra le foglie.

Mi è tornata in mente la filastrocca che mi insegnarono all’asilo visto che già allora avevo una cagnolina.

“La canina è molto astuta – ed ha un carattere bizzarro – porta gli ossi in un rifugio – ben nascosto tra il fogliame – poi ci va di sotterfugio – per mangiarli quando ha fame”.

Ho alzato la voce minacciando di lasciarla nel presepio legata alla catena come personaggio vivente ma ha inteso il richiamo come segno di approvazione e si è messa ad abbaiare festosa.

Dopo pranzo vedrò di ricominciare.