146. IN CAMMINO – presepi in rete

Sono in ritardo tremendo… Ero a Pisa a conferire con l’Arcivescovo in vista della Cresima di Venerdì 22 Gennaio p.v. e sono tornato molto tardi. Provo a rimediare adesso con questa breve nota.

Intanto vi anticipo che, essendo i giovanissimi cresimandi assai numerosi, dobbiamo programmare due cerimonie: la prima alle 16.00 e la seconda alle 18.00 dello stesso giorno. Domani sera ne parlerò ai ragazzi in modo da verificare la possibilità e poi ci organizzeremo.

Quanto alla nota odierna, brevissima, spendo una parola per invitarvi a mettere “in rete” i vostri presepi. È semplicissimo: basta scattare una foto (in orizzontale, mi raccomando) al presepio di casa e inviarlo su wathsapp al mio cellulare  333.5024976.

E poi ?

Questo non ve lo posso rivelare. Sarà una sorpresa, anzi una bellissima sorpresa che vi farà tutti felici.

Anch’io partecipo. Infatti ho già preparato lo spazio per realizzarlo.

145. IN CAMMINO – San Giuseppe

Papa Francesco ha indetto un anno speciale “dedicato a San Giuseppe” indicato come “custode” della Santa Famiglia e della “Chiesa”.

Di conseguenza la Penitenzieria Apostolica ha emanato un decreto con il quale si concede la possibilità di “lucrare” l’Indulgenza plenaria a iniziare da questa settimana e fino al giorno 8 Dicembre 2021.

Nel documento si legge che: “San Giuseppe, autentico uomo di fede, ci invita a riscoprire il rapporto filiale col Padre, a rinnovare la fedeltà alla preghiera, a porsi in ascolto e corrispondere con profondo discernimento alla volontà di Dio”, poche parole che chiariscono il motivo di questa scelta.

Vengono poi suggerite alcune iniziative. Fra queste quella di dedicare ogni giorno 19 del mese a una preghiera speciale in onore di San Giuseppe.

La preghiera classica è quella che dice: “A Te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione” ecc. ma mi torna difficile recitarla con la dovuta devozione perché mi tornano alla memoria i tempi del Seminario quando, recitandola “a pappagallo”, davamo a San Giuseppe oltre che il nome anche il cognome.

Sul libro delle devozioni quotidiane in dotazione a noi seminaristi infatti la preghiera mancava di una virgola dopo il nome di Giuseppe e in più saltava a capo subito dopo l’aggettivo “stretti” per cui veniva fuori un “Giuseppe Stretti” che suscitava ilarità e il conseguente rimprovero dei Superiori. Si sa, eravamo ancora molto giovani e non prendevamo molto sul serio la devozione a San Giuseppe. Penso però che lui ci abbia perdonati proprio perché eravamo giovani e non lo facevamo con cattiveria.

Tornando dunque alla preghiera vi suggerisco quella che recita ogni giorno Papa Francesco e che dice:

Glorioso Patriarca San Giuseppe, il cui potere sa rendere possibili le cose impossibili, vieni in mio aiuto in questi momenti di angoscia e difficoltà. Prendi sotto la tua protezione le situazioni tanto gravi e difficili che ti affido, affinché abbiano una felice soluzione. Mio amato Padre, tutta la mia fiducia è riposta in te. Che non si dica che ti abbia invocato invano, e poiché tu puoi tutto presso Gesù e Maria, mostrami che la tua bontà è grande quanto il tuo potere. Amen”.

144. IN CAMMINO – Gigi e Alberto

Anche se gli anni passano l’amicizia resta. Questo detto vale per tutti e in particolare per noi sacerdoti che, pur invecchiando e pur cambiando paese, restiamo sempre in stretta relazione d’affetto con chi abbiamo frequentato.

In queste ultime settimane ho rivisto, con piacere, il carissimo Luigi già mio ragazzo quando ero viceparroco a Pontedera. Era arrampicato su un albero e dava disposizione ai suoi dipendenti per stendere le luci di Natale sugli alberi davanti alla chiesa (al riguardo ringrazio l’Amministrazione per il bel dono...). L’ho riconosciuto immediatamente e così lui. È stato davvero un bel momento. Mi ha raccontato del babbo, della sorella e di tante altre care persone conosciute in quegli anni. Ci siamo emozionati entrambi. Io più di lui perché comincio a essere anziano ma anche lui ha avuto un bel colpo al cuore a rivedermi.

Ma c’è stato un altro incontro, sempre in questa settimana, ancora più emozionante. Negli anni di San Casciano – la mia precedente esperienza di parrocchia – avevo un bel gruppo di giovani. Fra questi   X e Y   , lui medico e lei insegnante: eravamo molto legati anche a causa di un brutto imprevisto che aveva sconvolto la vita di questi miei due giovani amici.

Trasferito al Forte avevo mantenuto uno stretto legame con loro, pur rispettando una doverosa distanza trattandosi di una coppia giovane.

Successivamente avevo avuto modo di conoscere e di incontrare anche il loro figliolo, Alberto, al quale avevo anche dato dei suggerimenti circa la scelta della facoltà universitaria.

Ragazzo intelligentissimo mi era rimasto vicino, sia durante gli anni dell’università che dopo, dimostrandomi affetto e simpatia. Così, mesi addietro, me lo sono trovato di fronte con il brogliaccio di un testo che avrebbe voluto pubblicare.

Non sto a farvi molti ragionamenti. Gli gli dissi subito che se fosse riuscito a scovare un editore – i tempi non sono facili per gli scrittori – gli avrei curato la presentazione come, a suo tempo avevo fatto con mio nipote Marco.

Bene. ALBERTO LUPPICHINI ha pubblicato il suo bel libro: “L’urlo di dolore” con la prefazione di Vittorio Feltri.

A questo punto mi sento in dovere di aiutarlo nella diffusione. Le copie sono in vendita alla edicola BINELLI. Cercatelo e acquistatelo. Non ve ne pentirete. Se poi posso darvi un consiglio leggete subito l’ultima pagina e capirete lo spessore umano di questo mio giovane amico.

Mi permetto di passare parola, oltre che ai parrocchiani, anche agli altri amici che in tutta Italia leggono il mio blog. Il volume è presente in tutte le librerie.