193. IN CAMMINO – La passione di Cristo
Ho esposto in chiesa insieme alla croce di passione, sempre per favorire la devozione a Gesù crocifisso, un quadro di Hans Memling (opera intorno al 1450) intitolato appunto “la passione di Cristo”.
Il quadro è di dimensioni ridotte per cui, a fianco della copia dell’originale, ho esposto un ingrandimento per renderlo fruibile anche dai piccoli.
Racconta, pittoricamente, la storia di Gesù dall’ingresso in Gerusalemme fino alla passione e risurrezione. Gli episodi rappresentati sono molteplici: nell’ordine vediamo l’ingresso in città, la cacciata dei mercanti dal tempio, l’ultima cena, la preghiera del giardino degli olivi, il bacio di Giuda, il processo-farsa davanti a Pilato, la flagellazione, la coronazione di spine, e poi la salita al calvario con la morte in croce e la successiva risurrezione.
Domani, Venerdì, ve la proporrò anche in filmato perché può essere usata anche come Via Crucis per la preghiera personale.
Sono incorso in un errore perché riguardando i particolari con la lente di ingrandimento ho scoperto che l’episodio che ho indicato come “consegna a Giuda dei 30 denari” in realtà indica il colloquio di Gesù con Pilato (?) ma sono certo che mi perdonerete.
Spero che vi sia utile: confesso d’aver durato molta fatica a studiarlo e a proporvelo ma ne valeva davvero la pena.
Ho preparato che delle foto-copie in A4 che consegnerò ai piccoli come lezione di Pasqua.
Un articolo breve stamani perché sono pieno di impegni e ho perduto un po’ troppo tempo a leggere il giornale.
192. IN CAMMINO – fedeli al servizio
Ieri sera ho ricordato all’altare del Signore, come usa fare fra noi cristiani, l’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci uccisi proditoriamente in Congo.
Mi sono tornate alla memoria tristi vicende di molti anni addietro quando alcuni aviatori italiani della base militare di Pisa vennero uccisi in circostanze analoghe a Kindu, allora Congo belga. Uno di questi era un mio compaesano: una persona di grande spessore umano sempre pronto ad aiutare il prossimo. In paese ci furono momenti di forte sofferenza appena sopiti dalla grandezza d’animo dei familiari disposti da subito al perdono.
In uno dei nostri ultimi pellegrinaggi a Montenero accompagnai i parrocchiani alla base militare pisana e, insieme con loro, pregai nella chiesa intitolata a loro.
L’episodio di questi giorni è ancora più grave perché è stato colpito un rappresentante ufficiale del nostro Paese e per di più un uomo che, sempre a nome dell’Italia, stava sostenendo una missione umanitaria promossa dai missionari italiani e dalla Comunità di Sant’Egidio di Trastevere a favore dei bambini del luogo vittime innocenti della tragedia in atto che vede contrapposti militari, ribelli e altre formazioni irregolari in lotta per accaparrarsi il dominio su quella zona d’Africa ricca di minerali preziosi per lo sviluppo della tecnologia.
La sera precedente l’eccidio i due, l’ambasciatore e il carabiniere di scorta, avevano cenato nella residenza dei predetti missionari gustando una semplice pizza preparata di padri. E probabilmente si erano congedati, come si una fare nei nostri incontri conviviali di sacerdoti, con una preghiera alla Madonna.
Voglia dunque la Vergine accogliere fra le sue braccia amorose questi due giovani e custodire chi lasciano: i genitori, i coniugi e i figli.