139. IN CAMMINO – ringraziamento

Un doveroso ringraziamento a tutti coloro che mi hanno onorato con un cenno sul telefonino o sulla mail nell’occasione del mio 24° anniversario.

È andato tutto bene anche se non c’era l’allegria di sempre. Ho celebrato Messa, ho fatto un discorsetto spiegando che per i fiori, il rinfresco e la poesia del bimbo ci sarebbe stata un’altra occasione.

Quando pensavo che tutto fosse terminato è spuntata la maestra Anna che ha detto due parole.

Due parole ma dette col cuore, come piace a me, e allora ho avvertito un po’ di commozione. Mi rendo conto di non essere speciale. Cerco di fare il mio dovere con impegno e di voler bene a tutti. Questo perché è tipico del mio carattere ma anche perché voi lo meritate.

Rientrato in casa ho acceso il telefonino scoprendo con gioia che moltissimi amici mi avevano scritto inclusi alcuni miei vecchi parrocchiani di San Casciano che evidentemente non riescono a dimenticarmi.

A quel punto, pur essendo solo, ho stappato una bottiglia di spumante (dolce) e ho brindato alla nostra salute. Anche la mia cagnolina si è resa conto che ero felice e ha abbaiato con gioia (più probabilmente perché  spaventata dal botto).

È proprio bello volerci bene. Ringraziamo Dio e continuiamo a lavorare insieme, con affetto, per meritarci la sua benedizione.

Già che ci sono aggiungo che la “rivista” sta avendo un successone. Passate parola soprattutto a coloro che hanno avuto in famiglia una “canossiana”.

138. IN CAMMINO – 24° anniversario

Domani, 28 Novembre 2020, sarà il mio 24° anniversario di ingresso in qualità di Proposto di Forte dei Marmi.

Ventiquattro anni sono davvero tanti! Eppure quasi non me ne rendo conto tanto velocemente sono trascorsi.

Mi scorrono sotto gli occhi le immagini dell’ingresso. La pioggerella, il corteo dal pontile con l’amico Arnaldo ad accompagnarmi (eravamo emozionatissimi entrambi), l’Arcivescovo che mi accoglieva all’ingresso della chiesa, i canti della “mia” Corale paesana (scrivo “mia” perché l’avevo voluta a tutti i costi insieme al carissimo Bruno Casarosa), il saluto di Guglielmo, il quadro di Padre Pio e tanti altri particolari che adesso mi sfuggono.

Poi ci fu il rinfresco e il congedo dai miei ormai ex-parrocchiani in lacrime. Fra questi i molti giovani che, grazie a Dio, ero riuscito a crescere nel 14 anni di permanenza a San Casciano.

E così ebbe inizio la mia avventura che dura fino a oggi fra alti e bassi. Per “alti” intendo i momenti belli che abbiamo trascorso insieme che non sto nemmeno a citare in quanto numerosissimi; “bassi” quelli più difficili come la morte di tantissimi/e   amici/che   e   collaboratori/trici, la diaspora di tanti paesani che hanno lasciato la casa paterna, i momenti (come l’attuale) nei quali non sono riuscito a individuare “il bandolo della matassa” e, ancora, qualche abbandono, qualche incomprensione, qualche presa di posizione forte…

Dice Papa Francesco che “il pastore deve odorare di pecora” e al riguardo penso proprio d’averlo preso. Ormai, come ho detto nella lunga intervista rilasciata alla TV nelle scorse settimane, mi sento fortemarmino a tutti gli effetti, con i pregi e i limiti della nostra gente e spero che il Signore mi consenta di restare in mezzo a voi fino alla fine e anche dopo.

Bene. Domani, a Dio piacendo, celebrerò la Messa di ringraziamento e penserò agli oltre 1400 amici che ho suffragato in tutti questi anni. E voi, per piacere, pensate a me. Grazie.