225. IN CAMMINO – Sport e non solo

Amo lo sport e ne ho praticati anche molti negli anni giovanili sia in prima persona che in qualità di allenatore (anche se la cosa può sembrarvi strana visto il mio attuale stato di forma in sovrappeso di 25 Kg).

Diventato sacerdote l’interesse è rimasto anche se per ovvi motivi si è ridotto il tempo a disposizione. È rimasto l’interesse anche perché, almeno per la mia esperienza maturata ai tempi dell’Oltrera, la amata polisportiva  (curava infatti molte discipline sportive) di Pontedera, lo sport aiuta i giovani, ragazzi e ragazze, a forgiare il carattere e a crescere dal punto di vista sociale.

Non tutti gli sport però sono uguali. Alcune attività sportive non hanno bisogno di investimenti finanziari se non quelli essenziali; altre invece ne hanno un bisogno estremo ( in buona parte legittimo ) perché muovono un vero e proprio mercato (tesserati, spettatori ecc.)

E qui nascono i problemi. Sempre tornando alle mie esperienze passate se, per svolgere attività di atletica si spendeva pochissimo e si registrava la massima soddisfazione per atleti e genitori,  per il calcio invece, almeno con alcune squadre di calcio, c’erano molte criticità.

Alcuni (non tutti per fortuna) allenatori infatti pensavano a vincere e basta. Quindi trascuravano i ragazzi del vivaio a vantaggio di altri, esterni all’ambiente, ma però più bravi e disposti a sacrificare tutto (!) al calcio.

Non si trattava, come pensavo ingenuamente all’inizio, di un motivo di giusta soddisfazione per un campionato vinto ma di un motivo esclusivamente finanziario perché i predetti “bravi”, passando successivamente a squadre blasonate garantivano una buona percentuale, in soldoni, alla squadra d’origine. Più ingaggi di prestigio… più soldi!

I “nostri” sentendosi sempre esclusi dopo un po’ di tempo rinunciavano. Ma anche i “bravi”, dopo qualche anno di illusioni, facevano la stessa fine perché incontravano sulla propria strada altri ancora più bravi di loro e finivano miseramente nel dimenticatoio.

A ben pensarci la loro fine era peggiore perché si ritrovavano esclusi oltre che dal calcio anche dalla vita sociale/professionale avendo trascurato le amicizie e gli studi. Quale amarezza quando si sentivano “scaricati” dagli stessi personaggi che in precedenza li avevano esaltati (forse sarebbe meglio dire sfruttati).

E quanto impegno, per i dirigenti seri, nel “ricostruirli” umanamente o aiutandoli a trovare un’occupazione. E, confesso, quanta delusione anche per me nel constatare ragazzi “geniali” costretti a frequentare scuole serali con enormi sacrifici per vedere di recuperare almeno in parte il distacco dai coetanei ormai professionisti affermati.

Ecco allora il senso di questa mia riflessione odierna. C’è, nell’economia “politica” (e anche il calcio vi rientra) una scala di valori ben precisa che deve obbligatoriamente mettere al primo posto i valori “umani” e solo dopo quelli economico/finanziari.

Un appello quindi a tutti i dirigenti sportivi perché considerino i propri tesserati come persone e non come merce. Non me ne vogliano coloro che si sentono chiamati in causa per questo mio richiamo a favore dei giovani sportivi.

 

224. IN CAMMINO – sacrificio dell’alfiere

Le domeniche scorrono una dopo l’altra… Speriamo tutti, ma proprio tutti, che l’epidemia si decida a mollare la presa e a permetterci di tirare il fiato come si suol dire.

L’ apertura prossima a venire la considero come “il sacrificio dell’alfiere” nel gioco degli scacchi: la gente non ce la fa più a stare chiusa in casa, intere categorie professionali sono stremate (finanziariamente) dalle chiusure e quindi i nostri governanti hanno deciso per un’apertura “responsabile” che  sacrifica la sicurezza (alfiere) per salvare il paese (re) da prevedibili contraccolpi sociali (arrocco) con conseguenze drammatiche (scacco).

La speranza è che le persone, soprattutto i più giovani, si rendano conto della gravità del momento e si decidano ad avere un comportamento responsabile evitando assembramenti e simili.

Mi immagino che questo mi appello sarà “visionato” da migliaia di persone… di ogni parte d’Italia e del mondo!

Lo so che il blog coivolge appena un centinaio di famiglie (*) ma almeno per il nostro paese cento/duecento famiglie non sono poche.

Tenendo conto poi del fatto che queste famiglie aspettano con ansia l’inizio della stagione, unica risorsa in quest’anno difficile per poter guardare avanti con tranquillità, penso proprio che riusciranno a convincere i propri giovani a rispettare le regole.

(*) Alla Domenica, come avrete notato, pubblico sempre un breve filmato perché, come mi insegnavano a Bologna nel corso di filmografia, le immagini richiamano maggiore attenzione rispetto alle parole. E infatti il blog è seguito più la Domenica che non gli altri giorni della settimana.

Sempre a Bologna mi insegnavano che certe “fotografie/filmati” attirano più attenzione rispetto ad altre. Ad esempio il filmato di ieri ha avuto un numero maggiore di visitatori per il fatto che per un attimo era stata inquadrata la mia cagnolina, accovacciata, quasi ascoltasse la mia predica! C’è stato un boom di contatti! Qualcuno mi ha anche paragonato a San Francesco che parlava al lupo di Gubbio. Santo subito…

Il top dell’attenzione – stesse lezioni – si raggiunge proponendo immagini “spinte” ma è evidente che per aumentare le visualizzazioni del blog parrocchiale non posso certo pubblicare immagini di… donne nude!

Al massimo posso prometterlo, magari per il prossimo filmato. Può darsi che qualche giornalista ci creda!