137. IN CAMMINO – Padre nostro

Ma la differenza maggiore – rispetto al messale precedente – si nota nella preghiera del Padre nostro che, nella seconda parte, evolve in questo modo:

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO E RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME ANCHE NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI E NON ABBANDONARCI ALLA TENTAZIONE MA LIBERACI DAL MALE. AMEN

Ho scritto “evolve” e non semplicemente “cambia” perché in questo caso si dà una interpretazione nuova al testo greco quasi a rispondere a coloro che pensavano che fosse lo stesso Signore a metterci in tentazione…

Può darsi che nei primi tempi ci sia un po’ di incertezza nell’usare la nuova formulazione ma per fortuna nei fogli liturgici è riportata con precisione e quindi sarà facile impararla.

C’è infine una dizione nuova -che riguarda soltanto noi celebranti- ma che dovranno aver ben chiara anche i fedeli perché è di capitale importanza anche se a una prima lettura possiamo restare interdetti per la ripetizione del termine “Agnello di Dio”.

La nuova formulazione inverte le parti rispetto a quanto di diceva prima. Quando il sacerdote mostra l’ostia consacrata dice: “ECCO L’AGNELLO DI DIO, ECCO COLUI CHE TOGLIE I PECCATI DEL MONDO. BEATI GLI INVITATI ALLA CENA DELL’AGNELLO.

Perché questa insistenza sul termine AGNELLO? Perché è il termine tipico con il quale si indica Gesù che continua a offrirsi per noi nel sacrificio eucaristico.

Quando, anni indietro, siamo andati in gita turistica-pellegrinaggio a Gand in Olanda siamo andati a visitare la famosissima tavola detta “L’AGNELLO MISTICO” una tavola di Van Eyck in cui si vede un Agnello ritto su un altare dal cui collo fuoriesce un fiotto di sangue. A lato gli sono gli angeli con l’incenso e numerosi altri angeli in adorazione.

Ecco, proprio per indicare che l’eucarestia non è soltanto sacramento ma anche sacrificio (rinnovato) è stata scelta questa dizione che spiega bene il doppio significato dell’Eucarestia.

Avviso: Se ti piace leggere quello che scrivo può darsi che piaccia anche ai tuoi familiari o ai tuoi amici o ai tuoi ragazzi. Passa parola. Grazie.

136. IN CAMMINO – Kyrie eleison

Con Domenica prossima (anzi, veramente con la Messa prefestiva di Sabato) dobbiamo iniziare a usare il Nuovo Messale.

Ci saranno delle novità sia per il celebrante che per i fedeli. Per me non ci saranno problemi perché avendo il messale sotto il naso sarà sufficiente che legga con attenzione senza distrarmi.

Per voi invece sarà più complicato perché sul foglietto liturgico non sono riportate tutte le novità per cui penso sia utile scrivere qualcosa al riguardo. Poi vedrò di riportare le novità anche sul bollettino parrocchiale.

Allora la prima novità si nota nell’atto penitenziale ma è una novità per modo di dire perché in molte chiese già è in uso, per rispetto alla parità di genere, citare insieme ai fratelli anche le sorelle.

Quindi si dirà: “CONFESSO A VOI FRATELLI E SORELLE ecc.” e si ripeterà lo stesso anche dopo: “E SUPPLICO LA BEATA SEMPRE VERGINE MARIA, GLI ANGELI I SANTI E VOI, FRATELLI E SORELLE ecc.”

Subito dopo al posto della dizione italiana “Signore, pietà” si userà quella greca già in uso fino dai tempi antichi e cioè: “KYRIE, ELEISON” dove “Kyrie”  sta  per “SIGNORE” (ed è facilmente comprensibile) e “eleison” (meno comprensibile per chi non abbia una discreta conoscenza dell’aoristo greco) sta per “ABBI PIETÀ”.

L’inizio del canto del Gloria a Dio nell’alto dei cieli prosegue con la modifica: “E PACE IN TERRA AGLI UOMINI AMATI DAL SIGNORE” ma la novità non creerà disagi né per chi lo recita e nemmeno per chi è abituato a cantarlo.

Continuo domani perché non vorrei confondervi le idee…

135. IN CAMMINO – la rivista

La tipografia mi ha consegnato la nuova rivista. È bellissima sia nella sua veste editoriale che nei contenuti. È vero che dovranno essere i lettori a giudicare ma sono certo che, almeno i più anziani, concorderanno con me nel giudizio.

È interamente dedicata alle nostre carissime Madri Canossiane. C’è naturalmente anche la parte dedicata alla vita della Parrocchia ma quella più importante riguarda loro.

Come sempre è divisa in più parti. Nell’editoriale racconto la storia di Madre Spadaccini attraverso la presentazione di alcune lettere alla famiglia. Poi il saluto del Papa e delle altre Autorità ecclesiastiche, l’intervista alla Madre Provinciale, alcune bellissime testimonianze di ex-alunni/e, e il necrologio di tutte le suore canossiane native di Forte dei Marmi. Mancano i saluti delle Autorità civili (il presidente della Regione e altri) ma prima o poi arriveranno anche queste e verranno raccolte in un apposito fascicolo a parte insieme con le foto della celebrazione ufficiale di DOMENICA 8 DICEMBRE festa dell’Immacolata.

Appena l’ho ricevuta, ancora fresca di stampa, sono corso a consegnarla alle Suore che sono state molto felici. D’altra parte era doveroso fare qualcosa per loro in modo che resti un ricordo perenne di questo benedetto anno centenario che ha sconvolto il bellissimo programma che, tutti insieme, avevamo approntato all’inizio dell’anno.

Sempre ieri però mi è giunta la notizia della morte della carissima Madre Pina, la madre Vicaria che era venuta nell’estate a presenziare allo spettacolo teatrale dell’Elisabetta Salvatori su Maddalena di Canossa. Una grossa perdita per l’Istituto da quanto ho capito…

E sempre ieri la notizia, stavolta lieta, che il prof. Ferrante – di cui abbiamo scritto diffusamente nella rivista in quanto ex-alunno delle suore – ha avuto l’incarico di professore all’Università di Pavia. Complimenti quindi a lui, ai suoi cari genitori e alle sua antiche insegnanti  Canossiane.