134. IN CAMMINO – brrr…

La caldaia non funziona e quindi sono al freddo! Spero che intervenga il tecnico ma per il momento mi devo arrangiare con un bel maglione pesante e con la mia canina…

È una cagnolina intelligente e coccolona per cui ci siamo subito intesi. Io faccio caldo a lei e lei mi ricambia con il suo tepore.

Mi ha fatto tornare in mente l’Arcivescovo Mons. Benvenuto Matteucci, il Vescovo che mi ha ordinato sacerdote, quando ci raccontava le sue avventure di giovane sacerdote confinato a Poggio alla Malva sulle colline fiorentine. Faceva coppia con don Lorenzo Milani: lui al Poggio e don Lorenzo a Barbiana sulla collina di fronte…

Ma come era finito in cima al monte il povero don Benvenuto?

Conclusi con profitto gli studi teologici a Roma era stato chiamato a insegnare teologia sistematica in seminario a Pistoia. Aveva appena 25 anni o poco più ma aveva già pubblicato una paio di libri che lo avevano fatto conoscere per le sue idee innovative anche se nel solco della tradizione. Anche la teologia è una scienza e come tale è destinata a evolversi non perché muti l’insegnamento di Gesù quanto per la diversa prospettiva che ne possiamo avere/dare a seconda del periodo storico in cui viviamo.

Insomma andò a finire che certe sue idee relative all’Ecclesiologia, cioè la dottrina sulla “chiesa”, vennero contestate dall’Autorità religiosa e così da un giorno all’altro si ritrovò parroco al Poggio con una popolazione di pochissime anime e un … cane randagio.

Essendo un uomo dignitoso accolse il confinamento e non si perse d’animo. Le sue idee, contestate in Diocesi, venivano invece accolte positivamente in altre realtà d’Italia e all’estero. Si mise così a scrivere sulle riviste teologiche e a pubblicare libri su libri che gli dettero notorietà e prestigio.

Quando scriveva (a macchina, tutto infagottato perché aveva freddo) era solito tenersi in grembo il cane che gli faceva caldo. E così passavano lunghe ore insieme a farsi compagnia e a scaldarsi a vicenda.

Poi i tempi passarono e venne “riabilitato” fino a essere nominato Vescovo ma non dimenticò mai quel povero cane compagno di sventura.

133. IN CAMMINO – Teologia

Stanno per iniziare i Corsi della Scuola di Formazione teologica promossi dalla Diocesi e attivi nelle varie sedi fra cui LA ROCCA di Pietrasanta. La novità di quest’anno è che le lezioni saranno on-line, in video conferenza sulla piattaforma google meet che è quella più semplice da usare.

Gli argomenti proposti riguarderanno la Sacra Scrittura, la Teologia Sistematica e la Morale con l’aggiunta di un corso speciale sulla Teologia del Matrimonio.

Per iscriversi è necessario scrivere per mail a  [email protected] oppure a  [email protected]  che vi daranno le indicazioni per avere il link necessario ad accedere alla piattaforma.

Questi corsi vengono proposti ormai da una trentina di anni e sono stati utili a numerosi catechisti o comunque amanti della Teologia per accrescere  le proprie conoscenze al riguardo.

Anch’io, a suo tempo, quando ancora ero parroco nel Piano di Pisa, tenevo questi corsi proprio in Versilia. Ricordo con piacere quel periodo. Fra i miei allievi c’erano anche alcuni miei attuali parrocchiani. Alla fine del corso, per serietà, imposi un compito in classe – a sorpresa  – al posto del colloquio e questo, forse, mi rese un po’ antipatico ad alcuni colleghi.

Gli elaborati ( 60, se non ricordo male) furono letti e commentati dal famosissimo Padre Bartolomeo Sorge, pensate un po’, con il quale avevo frequentazione per motivi di studio. Li trovò molto interessanti e mi fece i complimenti per aver praticato questa scelta che aveva consentito agli allievi di esprimere ottime riflessioni e al sottoscritto di imparare qualcosa visto che alcuni allievi, molti dei quali laureati, ne sapevano più di me…!

Mi torna alla memoria anche un particolare colorito di quel “compito in classe”. Uno degli allievi era non-vedente (un fortemarmino, carissimo, di grande acume e di grande umanità, deceduto pochi anni addietro) e mi chiese d’essere esonerato. Avendo tenuto catechismo per ben 5 anni a una bambina non-vedente conoscevo bene la scrittura Braille e quindi costrinsi a fare il compito anche lui.

Quante volte me lo ha ricordato quando sono venuto al Forte come Parroco accompagnando il rilievo con un bonario sorriso di comprensione.