216. IN CAMMINO – 100 anni

Oggi la carissima signora Anna Brosio fa 100 anni.

Sono stato a farle visita e le ho consegnato un piccolo dono accompagnato da un biglietto augurale in cui l’ho ringraziata per l’affetto e la stima che ha avuto e ha nei miei confronti e per la preghiera con la quale da sempre mi accompagna.

Prima di venire al Forte la conoscevo ma solo per sentito dire: mi avevano parlato di lei la moglie del carissimo dottor Guido Baldacci, prof.ssa Vera, la signora Lina Bertelli e soprattutto mia cognata Giovanna. Sapevo che era stata una animatrice della vita “marinese” e, fin da giovane, una fervente devota della Madonna.

I suoi innumerevoli pellegrinaggi a Lourdes in qualità di “dama” le avevano fatto conoscere tanti ammalati e numerosissimi accompagnatori che le erano rimasti amici. Giovanna, ad esempio, aveva ricevuto proprio da lei la “montura” cioè l’abbigliamento d’obbligo per i volontari che partecipano ai pellegrinaggi sui treni “bianchi” (vagoni barellati) dell’UNITALSI.

Venendo parroco al Forte l’ho conosciuta da vicino e ho scoperto insieme alla sua “verve” tante altre doti inclusa la grande spiritualità. Le sono stato vicino in alcuni momenti difficili come nell’occasione della malattia e della morte di suo marito Ettore pure lui uomo d’altri tempi, un vero signore di poche ma sempre molto assennate parole.

Avendo poi conosciuto il figlio Paolo è cresciuta la confidenza e con questa l’affetto, vicendevole, profondo e sincero.

Le auguro, come ho scritto nel biglietto d’accompagnamento, di avere ancora tantissimi altri giorni, in salute, per farci compagnia con la sua intelligenza e il suo amore.

 

215. IN CAMMINO – Giovanni e Luigina

A distanza di un anno Giovanni si è ricongiunto alla sua cara Luigina. Oggi, alle 15.00, nella nostra chiesa verranno suffragati insieme: Luigina infatti, essendo mancata in piena epidemia, non aveva avuto il funerale.

Lo avrà oggi insieme al suo sposo!

Immagino che sappiate di chi sto scrivendo. Luigina era molto conosciuta nel nostro ambiente soprattutto da quando era andata in pensione. Faceva parte del Coro Parrocchiale e del piccolo “focolare” presente nella nostra comunità.

Era una donna profondamente religiosa che riusciva a innervare di sentimenti cristiani la famiglia e la professione. Lavorando in ospedale nel reparto di malattie infettive univa alla professionalità una forte umanità che la rendeva simpatica ai colleghi e amabile agli ammalati.

Lo stesso in famiglia coinvolgendo il marito Giovanni che, più volte, parlando con me, aveva riconosciuto l’impegno costante della moglie nell’avvicinarlo alla fede e alla chiesa.

Entrambi mi volevano molto bene. Erano infatti miei compagni di viaggio nei pellegrinaggi e attenti alle mie iniziative parrocchiali suggerendomi idee atte ad avvicinare al Signore le persone.

L’amore per i figli e i nipoti li portava, pur rispettando le loro personalità, a pregare intensamente per loro anche se in modo nascosto: mi riferisco soprattutto alle preghiere con le quali iniziavano e concludevano le loro giornate.

Colgo dunque l’occasione per esprimere ai figli i nostri sentimenti d’affetto e di riconoscenza per quanto i loro genitori ci hanno dato.

214. IN CAMMINO – Pasquetta

Intanto auguri vivissimi a tutti voi miei affezionati lettori. E ora una breve nota a proposito della festa di Pasqua (mentre attendo il mio turno…)

Non posso certo lamentarmi perché l’affluenza dei fedeli è stata pari alle attese: non potevamo essere certamente quelli degli anni passati però le presenze sono state decisamente buone. Anche le varie celebrazioni si sono svolte in modo ordinato. Non sono mancati nemmeno momenti di forte commozione soprattutto nella celebrazione della sera di Pasqua.

Questa mattina mi sono messo di buona lena a rispondere agli innumerevoli messaggi d’auguri ricevuti in questi giorni da ogni parte d’Italia (e dall’estero).

La fretta però mi ha giocato un brutto scherzo. Infatti, rispondendo a un amico, invece di scrivergli “grazie dell’affetto” ho scritto “grazie dell’affitto” rimediando ovviamente una pessima figura visto che è un mio inquilino e non ha ancora pagato… l’affitto.

Ho modificato immediatamente la parola ma, forse perché ancora assonnato, mi sono fidato dell’intelligenza artificiale del mio tablet, e così invece di “affètto” è venuto fuori “affétto” per cui l’amico/inquilino avrebbe potuto pensare che volessi tagliarlo a fette come un salame perché non aveva ancora pagato l’affitto.

Sono corso di nuovo ai ripari con questo chiarissimo messaggio: “Carissimo quando ho scritto “affétto” non ho pensato affatto a contestarti “l’affitto”. Volevo scrivere “affètto”.

Bene, ora che ho “fatto” il vaccino me ne torno a casa.

N.B. Questa nota è stata scritta nel padiglione della Fiera del Marmo di Carrara nei venti minuti seguiti alla somministrazione del vaccino. Speriamo non sia un effetto collaterale…. Buona Pasquetta.