132. IN CAMMINO – problemi

Stanotte ho dormito pochissimo assalito da cupi pensieri. Anche la mia compagna di camera Lola, cagnolina fedelissima, se ne è resa conto e ha cercato di incoraggiarmi abbaiando festosa… cercando di farmi capire che prima o poi il momentaccio passerà.

Il primo problema riguarda la gestione pastorale della Parrocchia: al momento infatti molti servizi sono inattivi: le visite agli anziani e agli ammalati sono interrotte, il catechismo pure, gli incontri specifici per i gruppi di preghiera idem, il gruppo biblico non è neppure iniziato ecc. Per fortuna le attività essenziali – celebrazione Eucaristica, Confessione e Comunione extra Messa, Caritas/San Vincenzo, blog parrocchiale – continuano ma anche queste con molte criticità.

Il secondo la gestione logistica: l’obbligo della mascherina viene spesso disatteso, non si rispetta l’indicazione per occupare il posto nella panca, si creano assembramenti sia prima che dopo la celebrazione ecc. Tutto questo mi costringe a continui richiami che, alla lunga -me ne rendo conto – risultano fastidiosi. Ma non posso fare diversamente perché ho la responsabilità morale e legale della conduzione della parrocchia. Ci fosse un problema la chiesa verrebbe chiusa e il sottoscritto perseguito penalmente.

Il terzo problema non riguarda la parrocchia – per fortuna – ma alcune società nelle quali nelle quali siedo come consigliere d’amministrazione (mentre in altre sono soltanto revisore dei conti). I conti, a causa della pandemia, non tornano perché sono stati ridotti di un buon 25% i canoni d’affitto peraltro già modesti ma le tasse devono essere pagate ugualmente. Alcuni poi non possono pagare nemmeno il canone ridotto perché, oggettivamente, non lavorano… Mi ci vedete a contattare i “morosi” per sollecitare l’affitto…? Ovviamente mi sono rifiutato per cui questo mese ci saranno problemi con i dipendenti (stipendio e 13 a)  a meno che non accendiamo un mutuo bancario!

Ecco il motivo dei miei pensieri che talvolta mi distolgono dal mio impegno principale che è quello di pregare per la salute fisica e spirituale di voi parrocchiani e amici di ogni parte di Italia che seguite il blog.

131. IN CAMMINO – ricordi…

Questa mattina leggendo sul giornale l’intervento di un illustre scienziato italiano, Guido Silvestri, che svolge attività di ricerca negli Stati Uniti ho pensato, con affetto, a mio fratello.

In poche parole. Mio fratello era professore ordinario di Immunologia e Patologia generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa (di cui poi è divenuto Preside). Dopo la Laurea aveva frequentato da interno la Scuola di Perfezionamento “S.Anna” sempre a Pisa e aveva iniziato il suo percorso accademico giovanissimo vincendo il concorso per assistente universitario a Patologia Generale con il prof. Puccinelli.

Nell’occasione erano in quattro a partecipare, tutti giovani e preparati. Li conoscevo anch’io perché erano fra loro molto amici. Ricordo che, fatti i complimenti a mio fratello per la vittoria, gli amici presero subito la strada degli Stati Uniti. Avevano già il biglietto di viaggio in tasca perché all’epoca i laureati in Medicina in Italia erano ricercati e … ben pagati! Mio fratello invece per arrotondare il misero stipendio di assistente era costretto a svolgere altri lavori (Direttore di laboratori di ricerca privati, Dirigente di servizi mutualistici ecc.).

Un giorno gli chiesi il motivo per cui non avesse scelto anche lui questa strada visto che era assai quotato sia in Italia che all’estero per alcune ricerche pubblicate su riviste scientifiche mediche importanti e per un paio di brevetti ottenuti per farmaci attivi nelle patologie epatiche.  Gli chiesi anche perché  passasse lunghe ore a “visitare e guarire i topi” (da laboratorio) invece di visitare e guarire le persone (che avrebbero reso un bel po’ di soldi).  Alla prima domanda rispose che era riconoscente ai suoi “maestri” e quindi desiderava fare altrettanto con i suoi allievi. Alla seconda non mi rispose: mi guardò e basta… Capii e mi vergognai della domanda.

Tornando al prof. Silvestri, parlando del virus in televisione, ha usato una terminologia curiosa che avevo già ascoltato, da mio fratello, quando cercava di spiegare alla Flavia come funzionano gli anticorpi. Solo che il prof. Silvestri ha parlato di “cavalleria” mentre lui parlava di … “fanteria”: i soldatini che passo dopo passo guadagnano terreno fino a sconfiggere il nemico! In questo modo anche noi profani possiamo capirci qualcosa.