181. IN CAMMINO – guarda avanti…

Con l’epidemia che non dà tregua e i problemi socio-economici che incalzano sarebbe opportuno che i nostri politici guardassero oltre i propri interessi di parte evitando bisticci inutili.

Guardare avanti! Sì, perché le questioni sono davvero molte e rischiamo di infrangerci contro un iceberg gigantesco che si chiama povertà diffusa, disordine sociale, violenza ecc.

Ecco allora il senso del richiamo “popolare” che che ho scelto come titolo per l’odierna nota.

Eravamo ad Amsterdam in gita parrocchiale. Non sto a raccontarvi quante “avventure” in quella gita!

C’era chi desiderava visitare i musei, chi le fattorie per degustare i formaggi, chi i negozietti per gli zoccoli e chi, ancora, le donnine in vetrina! Mettere tutti in accordo non era semplice! Ma a un certo punto, trovandoci in una situazione delicata, ci trovammo tutti compatti nel proteggere i nostri interessi e quelli dei nostri cari.

Il programma della gita prevedeva una gita in battello, in notturna, per i canali della città e poi in mare aperto. L’addetto alla navigazione faceva da “comandante” dell’imbarcazione, guida turistica e cameriere per servire i soliti formaggi. In più ci allietava con battute che dovevano essere spiritose lasciando il timone e volgendosi verso di noi…

Fu a quel punto che l’amico Agostino, col suo vocione, dal poppa, urlò: “Guarda avanti, bìschero, che ci fai sbattere!” Seguì un applauso di approvazione e il comandante riprese a fare il suo servizio seriamente.

L’aggettivo, nel dialetto pisano-livornese, non è così offensivo come potrebbe sembrare.  Serve soltando a far capire che non è il momento di scherzare.

Penso che l’espressione, in questi momenti drammatici, valga anche per tutti noi, politici in testa.

 

 

180. IN CAMMINO – Canonico onorario

Ieri pomeriggio mi ha telefonato il Cancelliere arcivescovile per comunicarmi d’essere stato nominato Canonico onorario della Cattedrale con tanto di titolo prelatizio ecc. ecc.

In altre parole mi hanno nominato Monsignore…

Penso che dietro questa nomina imprevista ci sia lo “zampino” di qualcuno di voi: poche settimane addietro infatti avevo scritto su questo stesso blog della impossibilità (teorica) di accedere al Monsignorato e invece sono stato smentito e qualche buontempone aveva ironizzato che presto ci sarebbero stati movimenti…

Cosa cambia per me? Niente. Infatti, essendo onorario, non ho obblighi di sorta se non quello di partecipare in Cattedrale a due/tre cerimonie religiose ogni anno.

Le reazioni alla notizia sono state quantomeno curiose. Non appena ho detto: “C’è una novità!” mi sono sentito rispondere, nell’ordine :

“Finalmente hai cominciato a dimagrire?”

“Chi è morto?”

“Ci risiamo…!” (in riferimento ai numerosi tentativi di inganno)

E quando ho spiegato della nomina mi è stato detto – con tenerezza –

“I canonici sono tutti vecchi…”

Ho protestato vivacemente ma è assai probabile che la mia età ormai avanzata sia stata uno dei motivi del canonicato.

179. IN CAMMINO – benedizione (2)

Vi scrivevo ieri a proposito della benedizione dell’acqua per le famiglie e della peparazione delle ampolle… Aggiungo oggi che le prime sono già disponibili in sacrestia per cui la distribuzione può iniziare.

Ma desidero stamani accennare alla preghiera di benedizione dato che alcuni me ne hanno fatto richiesta.

È una preghiera normalissima attraverso la quale si invoca la benedizione di Dio sull’acqua facendo riferimento ad alcuni episodi specifici presenti nella Sacra Scrittura. Ne accenno a uno soltanto, conosciutissimo.

Il popolo di Israele era schiavo in terra d’Egitto. Quando si presentò l’occasione di recuperare la libertà il Faraone si oppose. Ma grazie all’intervento prodigioso di Dio attraversarono l’acqua del mare e poterono iniziare il cammino verso la terra promessa. Quando poi, per la difficoltà del viaggio, levarono le suppliche al cielo ebbero il dono dell’acqua che li dissetò e li aiutò a riprendere il cammino.

Quindi nella formulazione della preghiera si fa riferimento all’acqua che ci libera dal Nemico e sempre all’acqua che ci disseta dall’Arsura del sentirci abbandonati da Dio.

Il Nemico cui si allude è il demonio. Prima se ne parlava fin troppo. Oggi, al contrario non se ne parla per niente quasi fosse un tabù… e così diventiamo facili prede, incapaci per di più di sottrarci alle sue suggestioni malefiche!

Quanto all’Arsura si tratta di quell’inquietudice che ci prende quando ci capita qualche problema e abbiamo l’impressione che il Signore si dimentichi di noi…

Quando dunque mi capitano momenti di tentazione o di abbandono, mi segno subito la fronte con l’acqua benedetta e riprendo coraggio.

Per questo è bene che in ogni famiglia ci sia l’ampolla dell’acqua e l’immagine della Madonna a sollievo delle nostre paure.

Per farvi capire ancora meglio la questione riporterò sul bollettino parrocchiale la formula di benedizione in modo che ci sia maggiore chiarezza.