130. IN CAMMINO – Clara Baldi

La nostra Associazione parrocchiale di Carità, Caritas “San Vincenzo de’Paoli”, ha perduto una carissima consorella Clara Baldi. Da alcuni anni si era ritirata al Pio Campana di Seravezza dove è stata amorevolmente seguita fino all’ultimo giorno della sua lunga vita.

Era una delle nostre “dame” più anziane e più esperte. Per entrare a far parte del gruppo – vista la delicatezza del compito – occorre avere una predisposizione naturale ma anche una buona dose di esperienza onde evitare indelicatezze offensive: il rispetto lo dobbiamo a tutti ma in modo particolare a chi è povero e chiede aiuto.

La signora Clara ne aveva in abbondanza e per questo è stata molto amata dalle con-sorelle/fratelli e dagli assistiti.

Negli anni del ritiro a Seravezza non ha mancato di interessarsi alle sorti del paese e dell’Associazione. Ha mantenuto un rapporto cordiale con tutti e con me in particolare visto che mi era affezionatissima.

A questo punto vorrei spendere una parola sulla “San Vincenzo”. È senz’ altro l’Associazione parrocchiale più antica perché i poveri ci sono sempre stati. Un tempo, d’intesa con la Mutuo Soccorso, la Fondazione di Vittorio Veneto, le Suore Canossiane e la Croce Verde svolgeva anche compiti di assistenza (notti agli ammalati, veglie ai defunti, iniezioni ai malati ecc.) oggi demandati al servizio sociale.

Oggi si limita a fornire un aiuto finanziario a famiglie in difficoltà e alla visita domiciliare agli anziani soli.

Gli associati non sono molti anche perché il servizio è “puro Vangelo” cioè non ci sono ritorni di gratificazione personale, di immagine e tanto meno di interesse.  Proprio per questo motivo, pur senza togliere meriti alle altre, è una delle Associazioni più importanti della Parrocchia che mi sento di raccomandare a tutti coloro che hanno un briciolo di tempo da spendere nel servizio ai fratelli.

129. IN CAMMINO – in memoria

Ieri, prima Domenica della nuova “chiusura” sanitaria, eravamo pochi in chiesa ma comunque in numero sufficiente per fare delle celebrazioni dignitose. Devo dire che eravamo anche molto felici di stare insieme. Almeno questa era la mia impressione.

Poi si è sparsa la notizia della morte, improvvisa e imprevista, dell’amico Valeriano e quindi il clima in un batter d’occhio è mutato. Il Covid, seppure in modo indiretto, ha fatto un’altra vittima e chissà quante ne farà ancora!

Avrei molte cose da scrivere sul suo conto ma lascio doverosamente la parola a una delle sue nipoti, Chiara, figlia del fratello Renato pure lui prematuramente scomparso. Nelle sue parole l’affetto di tutto il “clan” Maggi da sempre colonna portante del paese e della parrocchia.

Al mio zio Valeriano

Il tuo incedere stanco tradiva le tribolazioni fisiche degli ultimi tempi. Acciacchi che, invano, hanno cercato di imprigionare il tuo spirito vivace.

Come un vero “Maggi” sei stato amante delle cose belle, della musica, della buona cucina, dell’arte.

Nella Corale, insieme ai tuoi fratelli, hai lasciato il segno come corista e come amico. Sulla tua voce sempre sicura ogni compagno di sezione si è appoggiato e da te ha imparato perché, da vero appassionato, hai messo al servizio del Coro il tuo grande dono con serietà e rispetto per la musica.

E, nello stesso tempo, la battuta sempre pronta, un umorismo sagace, arguto, mai volgare. Due occhi azzurrissimi sorridenti per il piacere di divertirsi in compagnia, come un bimbo. E, come un bimbo, leale e spontaneo.

Un uomo buono e, sotto l’apparente spensieratezza, un uomo profondo.

Solo pochi giorni fa ci hai emozionato con le tue parole sagge e toccanti.

Ti porteremo sempre nel cuore insieme a quel momento e al tuo prezioso messaggio.

                                                                                                        Chiara Maggi