178. IN CAMMINO – benedizione delle case

Ieri mattina, durante la Messa delle 10.00, ho provveduto alla benedizione solenne dell’acqua per le famiglie del paese e già da stamani sono al lavoro per organizzare la logistica insieme con le signore della San Vincenzo e il duo Eleonora-Agnese da sempre in prima linea quando si tratta di aiutare la chiesa!

Quest’anno, come ho sempre spiegato ieri  sul bollettino parrocchiale, non ci sarà la tradizionale benedizione casa per casa. La pandemia non lo consente: il sacerdote potrebbe essere contagiato e, a sua volta anche inconsapevolmente, diffondere il contagio; del vaccino ancora non se ne parla e quindi c’è poco da fare.

Verrà sostituite dalla consegna ai fedeli di una ampolla in vetro con l’acqua benedetta e di un santino-ricordo, il tutto racchiuso in un sacchetto di carta da regali.

Penso che l’iniziativa, peraltro già in uso da anni in varie parrocchie della diocesi, potrà dare buoni risultati ugualmente. Ovviamente tutto dipenderà dalla buona volontà dei fedeli chiamati a svolgere in prima persona questo compito delicato di “diffusori” della benedizione.

Personalmente potrò andare soltanto dove sono ammalati e anziani infermi A RICHIESTA/INVITO DEI FAMILIARI. Spero, al riguardo che si sparga voce e mi invitino a casa.

Io sarò a disposizione ogni giorno, mattina-mezzogiorno-sera, e mi presenterò indossando la maschera degli operatori del 118 per maggiore sicurezza!

Se poi qualcuno non se la sente di invitarmi non me ne avrò a male, come si suol dire, perché non voglio mettere in difficoltà nessuno. Però è chiaro che ci terrei moltissimo.

Domani, a Dio piacendo, vi scriverò e vi commenterò la bella formula della benedizione: potrei farlo anche stamani ma allungherei troppo l’articolo.

A domani.

 

 

177. IN CAMMINO – impazienza

Scrivere ogni giorno qualcosa  sul blog mi sta aiutando. Intanto mi fa sentire meno solo: in questo tempo di pandemia i miei contatti e le mie attività pastorali si sono rarefatte e quindi approfitto del blog per stare in compagnia… virtuale.

Mi serve però anche come specchio per mettere a fuoco e valutare con maggiore attenzione episodi del passato (come ieri, ad esempio) che mi tornano alla memoria o le varie vicende quotidiane della mia attività pastorale.

Ieri, ad esempio, contrariamente al mio solito ho avuto un moto improvviso di impazienza nei confronti dei miei confratelli nel corso della riunione del Consiglio. Mi sono alzato per andarmene. Poi sono rimasto ma mi sono chiuso in un silenzio… polemico.

Senza entrare nel merito – si tratta infatti di questioni riservate – il motivo per cui ho avuto questa reazione esagerata dipende dal fatto che ormai sono parroco in Versilia da 25 anni…

In tutti questi anni di discorsi “simili” (anche se non uguali) ne ho ascoltato a josa per cui nel sentire riproposte per l’ennesima volta argomentazioni già ascoltate, discusse e verbalizzate mi crea disagio e conseguente impazienza.

Anche se ho molte attenuanti riconosco però d’essere nel torto. Alcuni miei confratelli infatti sono presenti in Versilia da pochi anni e dunque sono ignari di quanto abbiamo detto/fatto in precedenza. Le loro indicazioni quindi vanno giustificate e accolte senza cedere al nervosismo.

Non credo che qualcuno fra loro leggerà questa mia nota odierna ma averne scritto mi fa sentire più leggero in coscienza.