176. IN CAMMINO – G.d.M. (2)

La giornata della memoria è passata con i suoi tristi ricordi. Ho letto il bel libro di Veltroni e Modiano sull’esperienza di quest’ultimo nei campi di concentramento e mi sono commosso: come si fa a non commuoversi leggendo l’esperienza di un povero bambino vittima di tanta cattiveria!

Nello stesso tempo ho provato a riflettere sul motivo che “fonda” la violenza/cattiveria/crudeltà. Come è possibile che persone “normali” accettino di praticare la violenza nei confronti dei propri simili.

Penso che sia una questione di debolezza “morale”. Sono i deboli, spesso, a farsi crudeli. Ricordando gli anni della scuola mi è venuto da fare un po’ di esame di coscienza: non sono mai stato “cattivo” con gli altri. Eppure in certe circostanze anch’io, nonostante i buoni principi ricevuti in famiglia e ancora di più dai miei educatori (molti erano sacerdoti), mi sono lasciato andare a (piccole) cattiverie nei confronti di chi era meno dotato ecc.

Ma perché? Semplicemente perché non avevo ancora maturato un forte senso di moralità. Ero “debole” moralmente e questa debolezza mi faceva diventare irragionevole e pronto alla battuta cattiva o allo scherzo pesante.

E quando qualcuno me lo fece notare rimasi malissimo ma fu una lezione che presi sul serio. Maturando, questo modo di fare scomparve ma ho voluto scriverne di proposito a vantaggio dei nostri ragazzi.

Infatti, se negli anni dell’adolescenza tutto questo è normale soprattutto per i maschi (ma oggi anche per le femmine) non è detto che sia una cosa giusta.

Osserviamo quindi i modi di fare e di ragionare dei ragazzi affidati alle nostre cure e se ci fosse da muovere dei rilievi non abbiamo paura a farli. Li aiuteremo a crescere.

 

175. IN CAMMINO – giornata della Memoria (1)

Torno adesso dalla piazza del Comune dove abbiamo celebrato la giornata della Memoria ricordando la pagina buia della persecuzione contro gli Ebrei.

Eravamo pochi rispetto alle precedenti celebrazioni sempre a causa di questa epidemia ma è stata una celebrazione dignitosa con le Autorità cittadine civili e militari schierate in bell’ordine davanti all’ingresso principale della Casa Comunale.

Subito dopo le parole di saluto del Presidente del Consiglio Comunale Giannotti abbiamo osservato un momento di silenzio per poi passare alla preghiera di suffragio.

Mi hanno chiesto di dire una parola e l’ho fatto molto volentieri ricordando il mio predecessore don Pasquali di v.m. che fece la sua parte nel momento in cui vennero emanate le famigerate leggi razziali.

Don Pasquali provvide infatti a battezzare “formalmente” alcuni concittadini di fede ebraica per evitare loro possibili grane… e ci riuscì consentendo loro di mantenere il posto di lavoro.

Ebbe cura però, dimostrando grandezza d’animo,  di non annotare la “conversione” sul libro ufficiale dei Battesimi ma su fogli a parte in modo da lasciare loro piena libertà, se e quando sarebbe passato il brutto momento, di mantenere la scelta (ovviamente forzata e quindi invalida) oppure di rinunciarvi.

Altri concittadini (ma non residenti stabili) si videro confiscare la casa e furono costretti a rientrare a Milano per poi essere avviati ai campi di concentramento…

Questa sera, alla Messa, ricorderò all’altare del Signore queste povere vittime pregando al contempo perché questi tragici eventi non abbiano a ripetersi.

Domani, a Dio piacendo, tornerò sull’argomento.

174. IN CAMMINO – metereopatia

Finalmente una bella giornata! Non so se anche a voi fa lo stesso effetto ma io mi sento molto sollevato quando c’è un po’ di sole come oggi.

Può darsi che sia metereopatico ma allora sono in buona compagnia perché siamo in tanti ad avvertire questa stessa sensazione.

Anche gli animali, del resto, alternano i nostri stessi stati d’animo: quando piove sono tristi e avviliti, accoccolati nella cuccia mentre invece quando c’è un bel sole fremono per uscire.

Giorni indietro, dopo una passata tremenda di pioggia, è spuntato un raggio di sole e così sono uscito con Lola.

Ho scorto Jimmy, il suo amico chevalier, tutto abbacchiato  e visibilmente depresso. Ho pensato si trattasse della solita crisi umorale meteoreopatica. Invece…

Incontrato il padrone mi sono messo a fare due parole a proposito del tempaccio della mattina.

“E mi son tutto bagnato. M’è toccato strizzà’ anche i’ ccane. Ora vado a casa e lo stendo al sole coi “chiappini”.

Mi è venuto da ridere immaginandomi il timore del povero Jimmy di finire appeso per le orecchie allo stendino.