150. IN CAMMINO – Orario Confessioni & Celebrazioni

In molti mi chiedono e io provo a rispondere lasciando però un buon margine all’incertezza perché a oggi che sto scrivendo non ci sono ancora indicazioni precise né da parte del Governo né da parte della Curia.

Allora la prima cosa da dire è che riguardo alla Confessione, NON MI RISULTA che ci sia la possibilità dell’Assoluzione Sacramentale di gruppo. Quindi è bene pensare alla Confessione soprattutto nel giorno della antivigilia e della vigilia. Chi non potesse potrà sempre rivolgere al Signore un “atto di pentimento/dolore” impegnandosi poi a confessarsi in un secondo momento.

Nei giorni 23 e 24 Dicembre, al mattino dalle 10.00 alle 12.00 e al pomeriggio dalle 16.00 alle 18.00, in  chiesa, saremo due sacerdoti a disposizione. La confessione dovrà essere il più possibile “essenziale” (domani ve lo spiego)  lasciando a dopo la pandemia il colloquio di discernimento ecc. Durante le celebrazioni NON sarà possibile confessarsi perché effettivamente potrebbe verificarsi il problema dell’assembramento.

Nel giorno della vigilia la Messa verrà celebrata alle 18.00 e alle 21.00. Nel giorno del Natale l’orario sarà quello della Domenica ma sarà possibile ricevere la Comunione anche in orari diversi.

Sarà bene portarsi sempre in tasca l’AUTOCERTIFICAZIONE con indicato il percorso casa – chiesa e verificare che in chiesa non ci sia troppo affollamento. In quel caso potrete restare fuori della chiesa e limitarvi all’ascolto.

VI PREGO VIVAMENTE di controllare giorno per giorno sul blog verificando eventuali novità.  Aiutiamoci a vicenda.

149. IN CAMMINO – messalini festivi

L’epidemia Covid 19 sta mettendo in crisi anche le Poste.

La rivista, spedita alle nostre carissime suore da più di dieci giorni, non è ancora pervenuta. I messalini festivi idem!

Mi spiace soprattutto per i messalini che sono il dono di Natale per i “coristi”, le signore delle pulizie, le catechiste ecc. Anche in questo caso l’ordinazione è stata fatta da molti giorni ma ancora non si vedono.

Naturalmente può darsi che abbia sbagliato io qualcosa – vengo a sapere infatti che l’editrice “LDC” ha passato la pratica al “Messaggero” – ma purtroppo l’ho saputo in ritardo.

Avere il messalino a disposizione è importante per più motivi. Prima di tutto perché consente di leggere in anticipo le letture bibliche; poi perché ci sono degli ottimi commenti; infine perché permette di seguire la celebrazione dall’inizio alla fine: non solo le letture bibliche ma anche il resto.

Ricordo che quando ero ancora bambino avevamo tutti il nostro messalino: ci veniva donato nell’occasione della prima Comunione e praticamente durava per sempre perché sia le letture che la liturgia consacratoria era sempre la stessa.

Oggi invece le letture variano di anno in anno e anche per il resto c’è una così ampia possibilità di scelta che mette in crisi anche noi sacerdoti. Chi legge un “canone”, chi un altro; chi sceglie un “saluto di inizio” e chi uno differente. I fedeli talvolta restano sgomenti per tutte queste diversità.

Dicono sia un segno della ricchezza della liturgia. Può darsi ma è anche motivo di grande confusione, purtroppo.

 

148. IN CAMMINO – Gli auguri dell’Arcivescovo

Cari amici, vi chiedo fraternamente di farvi portatori del mio augurio alle vostre comunità ben sapendo che se a volte – come adesso – dobbiamo limitarci nelle nostre attività, nessuno potrà mai limitarci nella capacità di voler bene…”.

“Don Paolo”, il nostro Arcivescovo,  ha inviato a noi sacerdoti una bellissima lettera di Natale che, facendo seguito al suo desiderio, mi piace riportarvi seppure in piccola parte.

Già questo incipit è importante. È vero infatti che se non possiamo fare più di tanto per i nostri fedeli – penso in particolare ai nostri amatissimi giovani/ssimi – però possiamo pregare e amare… aggiungendo magari una telefonata, una mail, un piccolo dono.

Continua l’Arcivescovo dicendo: “In questo panorama così oscuro non ci perdiamo d’animo; sosteniamoci a vicenda insieme ai nostri amati fedeli e soprattutto confidiamo nella Provvidenza del Signore che non manca mai di venirci incontro a misura delle difficoltà che incontriamo e soprattutto in rapporto alla nostra fede grazie alla quale ci affidiamo al Signore sapendo che non rimarremo delusi”.

Devo interrompere perché mi chiamano ma continuerò più tardi… a dopo.

Riprendo il discorso riportando ancora un passo della lettera del Vescovo: “Vorrei essere capace di trasmettervi questa profonda certezza che mi anima: Dio non ha raccorciato la sua bontà e la sua misericordia! Ci chiede di fidarci totalmente di Lui e di mettere in campo (…) ogni nostra energia. Non da soli ma tutti insieme, ciascuno di noi con i nostri fedeli!”

A questo punto lascio a voi di riflettere su queste parole e di farle vostre.

Ho già ringraziato personalmente e a nome del Vicariato l’Arcivescovo; chi poi volesse farlo personalmente si segni questo indirizzo di posta elettronica

[email protected]. it

e gli scriva qualcosa. Lo farà felice. don Piero