18. IN CAMMINO – Gentilezza

Penso proprio d’essere una persona gentile. Nei confronti di tutti e soprattutto dei poveri che cerco di aiutare, sempre, per quanto possibile. Quasi tutti, anche se aiutati con pochissimo, ringraziano e salutano con un sorriso.

Purtroppo l’altro giorno ho avuto una crisi di nervi e mi sono messo a urlare in mezzo alla strada quasi fossi uno scaricatore di porto (di Livorno) contro alcuni questuanti che importunavano i fedeli (in chiesa) e il sottoscritto (in casa). Mi sono sfuggite anche alcune parole poco urbane e me ne scuso. Però…

Però ci sono alcune persone che davvero ci impediscono d’essere gentili. Si tratta di persone che fanno della questua un mestiere e diventano aggressivi se non vengono accontentati. Avete voglia di spiegargli che la parrocchia offre, volentieri, beni commestibili e qualche moneta per un cappuccino.

No pretendono minimo 15 euro per la bombola del gas, 20 per i pannolini dei bimbi e 10 per i vizi… Quando poi, come Lunedì, si raccolgono in gruppo e poi vengono in chiesa uno per volta a chiedere è chiaro che non possiamo acconsentire alle loro richieste. Da qui le loro proteste e il mio irrigidimento.

Mi rendo conto che quando uno affoga si aggrappa alle tavole… e quindi cerco di dimenticare e di tornare alla gentilezza di ogni giorno ma non è facile. Mi riprometto però di impegnarmi al massimo per evitare simili brutte sceneggiate che non mi fanno onore.

 

 

17. IN CAMMINO: Coro parrocchiale

Questa sera il nostro coro riprende le prove. Ovviamente sono molto felice perché anche questo è segno che riprende la vita della comunità. Già da due settimane hanno iniziato a cantare in chiesa e la nostra celebrazione ne ha guadagnato.

Dovranno naturalmente rispettare le distanze, indossare le mascherine e disporsi “contro-fiato” ma c’è Paolo che ha seguito il corso specifico per la prevenzione e quindi non dovrebbero esserci problemi.

La privazione della Messa ci ha fatto soffrire, la privazione della Comunione ancora di più ma anche la mancanza dei canti si è fatta sentire. D’altra parte dopo il terribile episodio riportato da tutti i giornali del Coro di Mount Vernon, con 53 contagiati (e due morti) su 60 elementi, era impensabile continuare prove e canti: bene hanno fatto a imporci lo stop. Questo però era successo perché non era ancora conosciuta la gravità e soprattutto la modalità di diffusione del virus. Oggi siamo diventati coscienti del pericolo e quindi meno esposti.

Dunque buon lavoro e grazie del servizio. dp

 

16. IN CAMMINO – camposanto

Ho preso l’abitudine di fare un riposino, tutti i giorni, dopo pranzo. Sul Corriere di stamani leggo che certe abitudini, soprattutto per chi deve lavorare di testa (scrivendo o simili) sono salutari. La Domenica il riposino si prolunga fino a un paio di ore salvo eccezioni, naturalmente.

Ieri è stata un’eccezione. Non riuscivo a chiudere occhio e così, con la cagnolina Lola al guinzaglio, sono uscito per la solita camminata verso il cimitero. Ci vado volentieri perché mi posso accomodare sulla panchina mentre il cane gioca ecc.

Non ero mai andato al cimitero la Domenica pomeriggio e quindi per me è stata una sorpresa, decisamente piacevole, vedere tante persone, da sole o in coppia recarsi al cimitero per una preghiera sulla tomba dei loro cari.

A quel punto avrei voluto entrare anch’io visto che i miei nonni materni e la mia zia materna sono qui al Forte ma avevo il cane e non sapevo come comportarmi. Mi sono quindi limitato a una preghiera da lontano.

Bella tradizione, davvero. Da trasmettere anche ai nostri giovani.