34. IN CAMMINO – don Manuel

Questa mattina don Manuel ha celebrato per l’ultima volta in Sant’Ermete. Domani mattina presto lo accompagnerò alla stazione di Viareggio per tornare a Roma da dove, entro pochi giorni, rientrerà in Tanzania nella sua Diocesi.

In questo momento è su in camera che sta preparando i bagagli. Cerca di farsi animo ma lo vedo che è assai triste. In effetti sono stati quattro anni di forte impegno accademico ma anche di “libertà” dal lavoro pastorale sul campo.

Da adesso in poi non avrà molti giorni da dedicare a se stesso. Come tutti i sacerdoti dovrà mettersi al lavoro servendo Gesù nelle persone che il Vescovo vorrà affidargli.

Ha già avuto un duplice incarico. È stato nominato direttore di una scuola tecnica frequentata da un centinaio di allievi quasi tutti appartenenti a famiglie povere. Dovrà quindi verificare il piano degli studi e dare incremento numerico alla scuola che stenta ad andare avanti con le proprie forze. Da notare che non avrà stipendio di sorta se non i viveri per la sussistenza personale ma questo non lo spaventa essendo abituato a vivere con poco. Il vero problema sarà programmare il lavoro (agricoltura, falegnameria, muratura, meccanica, cucina ecc.), procurare gli strumenti e pagare gli insegnanti.

Oltre questo dovrà assistere ogni Domenica il Vescovo in qualità di “maestro di cerimonie liturgiche” in giro per la Diocesi e non solo, probabilmente con dimora nel palazzo vescovile.

A questo punto penso che abbiate capito che andrà incontro a tempi molto difficili sia dal punto di vista pastorale che personale.

Vogliamo dunque seguirlo con affetto come abbiamo fatto con gli altri sacerdoti che l’hanno preceduto. Io certamente non lo lascerò solo. Spero che voi facciate altrettanto.

 

33. IN CAMMINO – anniversario 2

È stato davvero un bel momento quello vissuto ieri in chiesa. Alla fine della celebrazione la maestra Anna si è avvicinata al microfono e ha salutato, a nome di tutti, noi sacerdoti all’altare augurandoci ogni bene nell’occasione del nostro anniversario di ordinazione/prima Messa.

Gli anni passati facevamo un brindisi alla nostra salute alla fine della Messa. Stavolta invece è stata una cosa più fine e decisamente assai apprezzata oltre che da me (46 anni di Messa) e da Don Danilo (61 anni di Messa) anche dai fedeli raccolti i chiesa.

Che dire? La parola d’obbligo è “grazie”! Unisco poi nel ringraziamento gli amici del Forte ma anche di san Casciano e di Pontedera che non si sono dimenticati del mio anniversario.

C’è stata poi un’altra bella sorpresa: sono stato invitato a cena dagli amici del “Granducato di Roma Imperiale”, un gruppo di amici carissimi assai “spiritosi” che hanno scelto come Patroni dell’associazione i Santi Pietro e Paolo… e il sottoscritto come assistente spirituale.

È stato un momento davvero bello. Antipasto di alici con la cipolla di Tropea, tordelli locali, formaggio&dolcetti con dell’ottimo vino.

Achille poi si è messo allo strumento e sulle note struggenti delle canzoni di Mina ci siamo congedati.

Ci sono stati anche due fuori programma. Il primo ha riguardato una moglie che ha fatto una partaccia al marito che si era “imboscato” (aveva detto una piccola bugia per partecipare alla cena). Ma si è calmata quando ha saputo che mi stavano festeggiando… La seconda è stata l’offerta che hanno voluto dare alle suore nell’occasione del loro centenario. Davvero un bel gesto!

32. IN CAMMINO – anniversario

Ieri, 28 Giugno, era il mio anniversario di Ordinazione sacerdotale e oggi, 29 Giugno, festa di San Pietro e Paolo, l’anniversario della mia Prima Messa.

Fu una Messa feriale, celebrata in una piccola chiesa della periferia di Pisa, con pochissime persone presenti che non sapevano nemmeno chi fossi.

Fu una mia scelta. Ormai mi conoscete: ero e sono rimasto alieno da certe manifestazioni. Non che sia alieno dall’amicizia e dall’affetto. Anzi, addirittura talvolta esagero con baci&abbracci. Ma le manifestazioni formali non è che le gradisca più di tanto a meno che non si tratti di manifestazioni fatte col cuore.

E infatti, tutti gli anni, ho festeggiato con voi l’avvenimento brindando  e sgranocchiando qualche arachide tostata dopo la Messa… Sono stati momenti semplici ma sinceri; con poche persone ma con tanto… tanto amore.

Quest’anno invece niente di niente. Nemmeno un semplice brindisi causa il divieto sanitario di assembramento.

Veramente ho avuto un invito che non mi aspettavo: alcuni amici, carissimi anche se vengono un po’ poco in chiesa, mi hanno invitato a consumare in compagnia un po’ di tordelli e penso proprio di andarci sperando che la stagione non faccia capricci.

Chiudo chiedendovi una preghiera. Comincio a invecchiare e quindi come tutti gli anziani apprezzo sempre di più l’affetto delle persone che amo:  “voi ” che, giorno dopo giorno, da 24 anni, mi seguite in qualità di pastore delle vostre anime.

Con affetto e riconoscenza,                                                              don Piero