Catechismo prima confessione 17 lezione

Cari bimbi del gruppo della PRIMA CONFESSIONE, il programma è finito.

Ho cercato di spiegarvelo al meglio delle mie capacità e possibilità concludendo quello che già vi avevano insegnato le vostre catechiste.

ADESSO TOCCA AI VOSTRI GENITORI che vi aiuteranno a imparare a memoria i Comandamenti e a celebrare il Sacramento. (Passatevi parola le une con le altre…)

Quando sarete pronti, in estate, verrete in chiesa, BIMBO PER BIMBO, e provvederò a confessarvi. SARÀ UNA FESTA BELLISSIMA: tutta una chiesa SOLO PER VOI!

Un abbraccio anche dalle vostre CATECHISTE e dalle SUORE che vi hanno preparato una SORPRESA (un video)            don Piero

Corona virus 38

Cari amici, siamo già al 38° giorno di chiusura. Io, al momento e con l’aiuto di qualche tranquillante, tengo. Spero che anche voi siate in buona salute e soprattutto spero che questo momento terribile possa finalmente passare.

Un breve pensiero per voi grandi e poi passo subito al catechismo. Il pensiero lo dedico a tutti e in particolare ai genitori. Ho letto sul giornale che in questi giorni di epidemia i MEDICI cristiani sono stati autorizzati a portare la Comunione ai propri ammalati in terapia intensiva. Il Corriere, nella cronaca regionale, racconta l’esperienza di uno di questi medici, credente ma fino a oggi poco praticante, che nell’amministrare il Sacramento gli è venuto da piangere nell’osservare la fede di chi lo riceveva. E aggiungeva che, da medico, capiva che la fede e quindi il ricevere la Comunione era importante per gli ammalati quasi come l’ossigeno… Un’esperienza bellissima che anche in paese alcuni stanno sperimentando portando la Comunione a casa ai loro familiari, anziani e ammalati. Portare Gesù! Un impegno non da poco ma alla portata di tutti coloro che hanno fede e un briciolo di cuore.

Ma anche i genitori che insegnano il CATECHISMO ai propri figli stanno facendo un servizio a Gesù. Noi sacerdoti non possiamo fare più di tanto e quindi ci affidiamo ai GENITORI nella speranza che prendano sul serio questo invito e lo vivano con il cuore.

Ricordiamoci che si fa un servizio a Gesù anche aiutando chi è in necessità. Come faccio io, dalla canonica, a sapere chi è in difficoltà? Mi raccomando quindi a voi: aprite gli occhi, osservate se c’è qualcuno che ha bisogno e poi fatemelo sapere. Le “dame” della Caritas San Vincenzo, i volontari della Croce Verde, i Vigili urbani sono pronti a collaborare a patto di sapere… Con questo non voglio dire che dobbiamo violare la privacy delle persona ma metterci in ascolto, come i medici e come i genitori/catechisti con un po’ di cuore.

Permettetemi un pensiero anche sui miei confratelli. Molti, oltre cento, sono morti “in servizio”, sì al servizio delle anime. Ancora di più le suore. Hanno donato la vita a Gesù, prima rispondendo alla vocazione, poi restando in servizio fino all’ultimo giorno di vita.   Alcuni preti (moltissimi fra noi hanno anche titoli civili che permetterebbero un’altra professione) sono tornati in servizio oltre che come consacrati anche come professionisti: medici, infermieri, operatori sanitari, psicologi, pedagogisti, informatici, biologi, chimici ecc. si sono nuovamente iscritti all’Albo della propria disciplina per aiutare… Un bell’esempio anche questo!

Corona virus 37

Cari amici, la Pasqua è passata lasciando nel nostro cuore di credenti la gioia per la risurrezione di Gesù che anticipa la nostra. Anche se in modo diverso rispetto al consueto “abbiamo fatto Pasqua”, pregando e gustando la gioia dello stare insieme con i nostri cari.

Nel video, presente nella sezione riservata, ho illustrato ai piccoli i segni della Pasqua: l’icona lignea della risurrezione, il cero pasquale, la brocca dell’acqua benedetta, i fiori, le uova, il crocifisso “fiorito”, il vangelo. Mi sono soffermato più a lungo poi sul tabernacolo ove di conserva il “pane consacrato” presenza reale di Gesù in mezzo a noi. In quel momento, mentre si spandeva il profumo dell’incenso, abbiamo rivolto al Signore le nostre invocazioni affidandole come sempre alla voce dei nostri bambini. Ha fatto seguito poi la benedizione e il suono festoso delle campane.

Vi invito, cari genitori, a visionare il video con i vostri figli e a spiegarlo con le vostre parole senz’altro più pertinenti delle mie.

Per voi grandi che benevolmente ogni giorno vi mettete in ascolto del vostro parroco una citazione tratta dalla “storia ecclesiastica” del grande Eusebio (nel caso vi interessasse controllate su internet) che riporta un brano di Dionigi d’Alessandria.

L’ho cercato e ve lo propongo perché ieri, stando in chiesa (*) come ogni giorno intento a Confessare e a dare la Comunione mi sono sentito dire tante volte che quella di quest’anno è stata una Pasqua “triste”. Ecco dunque il racconto:

” Dionigi, vescovo di Alessandria in Egitto verso la metà del III secolo (250 dC), racconta di una celebrazione della Pasqua avvenuta all’epoca della persecuzione dell’Imperatore romano Decio.   Si trattò di una Pasqua celebrata non nei luoghi di culto ma in ogni luogo dove si soffriva… eppure la Pasqua fu celebrata! Fu celebrata non con dei riti, ma attraverso la tribolazione dei cristiani, tribolazione che li unì, nel modo più forte che ci potesse essere, al passaggio di Gesù Cristo dalla morte alla vita. Dapprima siamo stati esiliati e da tutti perseguitati e condannati a morte; tuttavia abbiamo celebrato anche allora la festa pasquale. Ogni luogo dove si soffriva, fosse esso un campo, un deserto, una galera (nave dove i prigionieri venivano legati ai remi), una locanda, un carcere, diveniva come un tempio  per le assemblee sacre; i martiri perfetti (cioè quelli che venivano uccisi) celebravano la Pasqua più perfetta di tutte, partecipi del convito del cielo”.

Anche la nostra Pasqua, nonostante tutto, è stata una Pasqua BELLISSIMA perché abbiamo sentito il Signore più vicino di sempre.   + don Piero

(*) Ogni giorno, dalle 11.30 alle 12.30  e  dalle 17.30 alle 18.30 sono in chiesa per distribuire la Comunione.