CONSIGLIO PASTORALE DI VICARIATO

Nell’incontro di vicariato del 23 novembre 2018 avevo lamentato ai confratelli sacerdoti e diaconi la mia difficoltà nel redigere l’ordine del giorno per il consiglio pastorale di vicariato aperto ai sacerdoti e ai laici. Negli ultimi tre anni ho fatto riferimento al odg del c.p.diocesano ma non sempre ho trovato gli argomenti adatti alla discussione nel nostro consiglio vicariale, al punto che sono stato costretto talvolta a soprassedere, rinunciando alla convocazione. Questo, probabilmente, ha contribuito a disamorare un po’ i consiglieri che, infatti, non sono mai stati presenti al completo, salvo negli incontri tenuti alla presenza dell’arcivescovo. Allora d’intesa con i confratelli ho deciso di coinvolgere i parroci moderatori naturalmente a iniziare dagli incontri del prossimo anno.

L’ultimo incontro tenuto il 16 dicembre presso l’istituto Canossa di Forte dei Marmi ha avuto la forma di ritiro spirituale. Eravamo presenti appena quindici fra consiglieri e semplici uditori ma nonostante il numero esiguo non abbiamo perduto tempo perché, a detta di tutti, è stato un incontro riuscito.

La meditazione l’hanno tenuta i nostri giovani liceali: abbiamo letto infatti i contributi degli studenti sul tema “Giovani e vocazione religiosa”. L’argomento decisamente interessante ci ha permesso di riflettere con molta serietà trovando interessanti collegamenti con il documento finale del recente sinodo dei vescovi. I nostri giovani infatti, almeno in certe occasioni e se opportunamente sollecitati, riescono come scrivono i padri sinodali ad essere “profeti” suggerendo spunti utili all’intera comunità.

Il ritiro si è poi concluso con un momento conviviale e con lo scambio degli auguri.


AUGURI DAL LIBANO

di Padre Damiano Puccini

AUGURI DI SANTO NATALE 2018 E FELICE 2019

Dall’inizio della guerra civile siriana i libanesi hanno assistito a un vero e proprio esodo di profughi verso il proprio Paese. Il numero di rifugiati in Libano ha raggiunto quota 952,562 secondo le stime dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, meglio conosciuto con l’acronimo inglese UNHCR. Il Governo libanese, d’altro canto, sostiene che il Paese abbia accolto in realtà oltre un milione e mezzo di profughi dal 2011 a oggi, la maggior parte dei quali vive in condizioni di estrema povertà, in tendopoli nella valle della Bekaa o ovunque in quartieri popolari. Le condizioni in cui versano i bambini siriani in Libano sono drammatiche: il 75% di loro, infatti, non va a scuola e il lavoro minorile è molto diffuso.

La nostra Associazione “Oui pour la Vie” operante in Libano in favore dei più poveri, senza guardare alla loro appartenenza religiosa e provenienza, si è impegnata ormai da quasi 3 anni ad allestire una cucina a Damour, capoluogo dello Chouf nel centro-sud del Libano tra Beirut e Sidone, per offrire pasti o semplici aiuti alimentari a diverse centinaia di persone. Inoltre, grande è l’aiuto sanitario per il reperimento dei medicinali, in quanto i profughi e i più poveri in generale sono sprovvisti di assicurazione sanitaria e il costo dei farmaci è completamente a carico loro. Un’attenzione particolare è dedicata anche all’equipaggiamento invernale.

La priorità nell’aiuto resta sempre quella del Vangelo invitando queste famiglie che vivono in grande miseria a vivere un percorso di riscoperta dell’amore di Dio e di ricerca della pace del cuore nel praticare lo spirito di perdono, di pazienza nelle avversità e di condivisione con i più bisognosi.

Desideriamo ringraziare tutti voi che sostenete le nostre attività di Oui pour la Vie.

“VIVERE LA MORTE”

Mercoledì 7 novembre u.s. presso la sala parrocchiale del SS.Sacramento madre Costanza Galli, primario di oncologia agli ospedali riuniti di Livorno, ha proposto una interessante conferenza sul tema “Vivere la morte”. L’argomento rientra nel programma di formazione per sacerdoto e laici del nostro vicariato in riferimento al tema indicato dall’arcivescovo per il nuovo anno pastorale.

Madre Costanza, trovandosi ogni giorno a contatto con persone che soffrono, è stata in grado di affrontare la questione con professionalità medica e sensibilità religiosa.

Fra gli argomenti sviluppati è stato particolarmente interessante quanto ha detto a proposito del mutato contesto culturale: “È stato assolutizzato il concetto di autonomia intesa come fare ciò che più aggrada con il prevalere del bene privato sul bene comune. Ciò che ha indebolito concetti quali la solidarietà, la compassione, la trascendenza, la spiritualità…in conseguenza di queste nuove concezioni antropologiche è mutato nel tempo anche l’approccio alla malattia e alla morte, che vengono programmate e controllate quasi si potesse decidere su di esse (eutanasia e accanimento terapeutico)”.

Si è soffermata poi su alcuni problemi conseguenti e in particolare la solitudine: “Ho ricevuto nel corso degli anni alcune richieste di eutanasia da parte di malati non più guaribili. Ma sapete a cosa erano dovute per la quasi totalità? Erano dovute al fatto che il malato si sentiva un peso per la sua famiglia, per la sua comunità di appartenenza, si sentiva non più utile a nulla perché non più capace di funzionare secondo certi standard”.

In ultimo ha commentato il discorso di papa Francesco sulle questioni del fine-vita, nello specifico sul tema dell’accanimento terapeutico ove si legge che è moralmente lecito rinunciare o sospendere l’applicazione di mezzi terapeutici quando il loro impiego non corrisponde al criterio etico e umanistico definito proporzionalità delle cure.

La conferenza è stata seguita da un folto pubblico che ha apprezzato moltissimo l’argomento e le modalità di esposizione.