IN MEMORIA DI DON GIOVANNI E DON DONATO

Ancora due lutti nel nostro presbiterio vicariale. A distanza di poche settimane l’uno dall’altro si sono spenti don Giovanni Mancini e don Donato Morosini.

Lasciando al Cancelliere diocesano il compito di redigere il necrologio ufficiale desidero, in qualità di vicario della Versilia, scrivere una breve nota sui due confratelli in questione in modo che coloro che leggeranno sul sito del Vicariato possano rivolgere una preghiera in loro suffragio. Ovviamente la nota si riferirà a momenti di vita vicariale vissuti con loro in questi ultimi anni.

Don Giovanni lo ricordo per il suo servizio in qualità di assistente ecclesiastico al Rinnovamento nello Spirito. Un servizio andato avanti per molti anni subito dopo la rinuncia di padre Gianfranco chiamato dai suoi superiori a guidare un ospedale in Haiti. Don Giovanni non aveva né l’esperienza né il carisma di padre Gianfranco in compenso però aveva tanto desiderio di fare bene per cui riuscì in breve tempo a farsi amare.

Don Donato lo ricordo per un episodio curioso. Avevo saputo di un suo problema di salute per cui andai a fargli visita. Lo trovai letteralmente arrampicato su un albero altissimo che tagliava con la motosega alcuni rami per fare fuoco e scaldarsi. La scala di ferro pesantissima con la quale era salito era scivolata giù per cui il povero don Donato era rimasto sull’albero senza poter scendere. Dopo averlo liberato gli spedii un pancale di legname e questo semplice gesto di cortesia me lo rese amico per sempre.

Ho avuto la gioia di impartire a entrambi, insieme con Mons. Danilo, la benedizione prima del decesso. A loro ci affidiamo perché il Signore favorisca nuove vocazioni.

IL CENTENARIO DELLA FACI

Cento anni or sono, nell’Ottobre del 1917, l’arcivescovo di Pisa S. Eminenza il cardinale Pietro Maffi di v.m., accolse l’invito di don Nazzareno Orlandi, del clero di Siena, e presiedette personalmente una affollata assemblea di sacerdoti rappresentanti le varie Diocesi d’Italia fondando ufficialmente la Federazione fra le Associazioni del Clero d’Italia (FACI).

Nel centenario la nostra Diocesi ha ricordato l’evento con un incontro di studio, aperto a tutto il clero diocesano, dal titolo: “LA FACI IERI, OGGI E DOMANI”.

Il primo relatore, prof. avv. Franco Del Nero, ha ripreso e commentato brani scelti del discorso inaugurale del Cardinal Maffi che indicava ai sacerdoti federati gli impegni propri del sacerdote in cura d’anime: lo studio delle discipline ecclesiastiche, umanistiche e scientifiche per essere in grado di favorire la maturazione umana e cristiana della comunità cristiana, la carità e in particolare la carità nei confronti dei più fragili e l’impegno missionario volto a far conoscere a tutti la figura e il Vangelo di Gesù.

Don Francesco Scalmati, presidente della FACI, è intervenuto per secondo presentando le modalità attraverso le quali oggi la FACI aiuta il clero italiano. I tempi particolarmente delicati che stiamo vivendo impongono larghezza e fantasia di vedute in previsione di una forte diminuzione del clero negli anni a venire. Al riguardo la “Rivista del Clero”, organo di collegamento fra le Associazioni diocesane, aggiorna mensilmente gli iscritti circa le varie problematiche che emergono di volta in volta suggerendo, con l’aiuto di esperti di settore, le possibili soluzioni. Ha sottolineato l’importanza dell’adesione alla FACI per acquisire spessore numerico e di conseguenza importanza nei rapporti con lo Stato Italiano.

Mons. Benotto, intervenendo per ultimo, ha offerto uno spaccato della attuale situazione del clero in Diocesi fermandosi poi a sottolineare la necessità di una continua maturazione spirituale di ogni singolo sacerdote in vista di un presbiterio sempre più unito.

Don Malvaldi, incaricato diocesano, che già aveva introdotto il convegno, ha dato la parola all’assemblea rispondendo ai vari quesiti e lo ha concluso con un ringraziamento a tutti presenti.

I GIOVANISSIMI INCONTRANO L’ARCIVESCOVO

Giovedì 27 Maggio u.s. presso la sala parrocchiale della chiesa di Pietrasanta – SS.mo Sacramento, in una cornice festosa fatta di canti e preghiere, si sono incontrati con Mons. Benotto, arcivescovo di Pisa, i giovanissimi (gli adolescenti pre/post Cresima) del nostro Vicariato versiliese.

La serata non era delle migliori: pioveva anche con una certa intensità per cui molti ragazzi erano accompagnati dai genitori che, ovviamente si sono trattenuti in sala partecipando pure loro all’incontro.

Il tema scelto da don Francesco, parroco del Ss.mo Sacramento e animatore della pastorale giovanile vicariale, verteva sulla “paura” che spesso attanaglia i giovanissimi (ma non solo) impedendo loro di portare avanti, concretizzandoli, i loro progetti.

Si dà il caso ad esempio di giovani intelligenti e anche preparati che improvvisamente interrompono gli studi per “paura” di non riuscire a ultimare il percorso scolastico. Altri, pur essendo giovani, si sentono vecchi nel cuore e vivono, per “paura” del futuro pensando soltanto al presente pensando quindi solo a divertirsi senza prospettiva alcuna per il domani. Altri ancora rinunciano a seguire la vocazione familiare o religiosa per “paura” di incontrare troppo difficoltà lungo il cammino ecc.

Gesù, ha spiegato l’Arcivescovo, aiuta a superare ogni paura e quindi vale la pena di seguirlo ma non solo… ci sono infatti tanti giovani che conoscono Gesù solo per sentito dire e quindi hanno bisogno d’essere aiutati a scoprirlo: e chi, meglio dei giovani, può svolgere questo servizio?