1163. IN CAMMINO – Funerale/i

Sono tornato da un funerale fuori parrocchia un po’ avvilito.

Il parroco del luogo infatti mi ha contestato sia l’intervento – non una predica ma una semplice testimonianza – che l’insistenza nel proporre a tutti costi ai presenti la preghiera alla Madonna a conclusione del rito.

Ovviamente mi sono scusato perché io ero ospite e quindi avrei dovuto starmene zitto zitto da una parte. 

Invece mi ero sentito “parroco” anche se non ero nella “mia” parrocchia.

La liturgia funebre è uguale ovunque. Le comunità parrocchiali però sono diverse tra loro. E così anche noi sacerdoti.

Io, ad esempio, avendo recepito l’insegnamento dei vecchi fortemarmini che – seppure poco presenti in chiesa – avevano grande devozione per l’Addolorata, concludo sempre i funerali con la preghiera alla Madonna anche se la liturgia non lo prevede, se non altro per sentire la voce di TUTTI i presenti.

Vi sembrerà strano ma è così: niente richiami alla devozione alla Madonna né ai Battesimi, né alle Cresime, né ai Funerali, né ai Matrimoni, né alle Messe di precetto.

Mi è stato suggerito di stare più attento sia alle norme liturgiche che alle regole del galateo. Vedrò di farlo… non voglio essere superbo. Però mi sembra proprio una assurdità!

1162. IN CAMMINO – In memoria

Domani mattino, a Viareggio, si terrà il funerale di Lorenzo Viani, apprezzatissimo ristoratore qui al Forte.

Essendo oltre che parroco anche amico ritengo doveroso scrivere qualcosa su di lui attingendo ai miei ricordi.

Devo partire un po’ da lontano e precisamente da 1969, anno della Maturità, dalla tradizionale cena dei maturandi e dei professori tenuta al Ristorante pisano “Da Inaco”.

Ottima cena, scherzi, scongiuri ecc. Passati gli anni ritrovai Inaco e i suoi figli in santa Caterina, dove allora insegnavo. Non ero più il ragazzo vivace di qualche anni prima: nel frattempo infatti ero diventato prete e avevo assunto un ruolo di responsabilità all’interno della scuola dove peraltro insegnavo.

I ragazzi erano bravissimi da tutti i punti di vista. Mi invitarono a tornare qualche volta cosa che feci ben volentieri organizzando con i colleghi qualche serata fra noi insegnanti e pure con i ragazzi prossimi agli esami.

In qualche occasione era presente anche mio padre che, dalla morte di mia madre, mi seguiva ovunque andassi.

Quella sera ero piuttosto depresso. Ero stato nominato parroco a Forte dei Marmi e quindi avrei dovuto lasciare la scuola, gli studenti, i colleghi. Chi è insegnante immagino capisca il senso di smarrimento che prende quando si deve lasciare la scuola…

Parlando del più e del meno saltò fuori il nome della mia nuova parrocchia: Forte dei Marmi. Fu allora che Inaco mi si avvicinò e mi disse che al Forte aveva un amico carissimo che aveva fatto la gavetta con lui e poi era diventato in importante ristoratore: Lorenzo Viani!

“Professore, quando va al Forte me lo saluti cordialmente e gli dica che non mi sono dimenticato di lui, amico e collega”.

Così venni a sapere di Lorenzo Viani…

Poi, venuto al Forte, lo conobbi personalmente e da allora è sempre stato un crescendo di stima e amicizia.

1161. IN CAMMINO – Il lavoro ristagna…

È vero… però ristagna anche il pagamento!

Mi spiego meglio? Ok.

In molti mi stanno facendo notare che il lavoro di restauro  all’abside si sta prolungando oltre misura: Novembre, Dicembre, Gennaio e non si vede ancora la fine!

È vero ma dietro questo ritardo c’è un duplice motivo. Il primo è che il lavoro è assi delicato. Non si tratta infatti di imbiancare… bensì di restaurare perché i travetti dell’abside – imbiancati più e più volte – si stavano sfaldando con possibili pericoli per i fedeli. E questo restauro sta richiedendo tempo, molto tempo per il semplice fatto che il materiale usato, un materiale speciale, ha bisogno di più applicazioni.

Le foto dei lavori verranno pubblicate sul numero di Pasqua della Rivista e potrete anche voi rendervi facilmente conto della veridicità di quanto sto scrivendo.

Il secondo motivo è che il pagamento del restauratore viene fatto “a rate”. L’impresario che aveva allestito il ponteggio è stato saldato subito. Invece il restauratore viene pagato… quando ne abbiamo la possibilità. E questo comporta dei ritardi nell’esecuzione del lavoro.

Alcuni mi suggeriscono di verificare la tenuta del tetto. Al riguardo mi fido di quanto detto dal nostro storico geometra e cioè che non ci sono infiltrazioni di rilievo. Ma anche ci fossero non me la sento, al momento, di imbarcarmi in un lavoro costosissimo e non privo di problematiche.

Vi basti pensare, al riguardo, a quanto ci è costato il restauro del tetto nell’occasione del terribile evento di anni indietro quando un fortunale si abbatté sul paese e fummo costretti a porre una “gru” lato mare per intervenire sul tetto lato monte visto che la proprietà lato monte ritardava nel darci il permesso per accedervi!

Non ve l’ho mai detto ma esaurimmo quasi per intero il conto per le emergenze acceso presso il Credito Cooperativo …