1122. IN CAMMINO – Il Duomo di Firenze

Proprio stamattina, raccolto in preghiera in chiesa con un amico, mi sono sentito dire che la nostra chiesa somiglia al Duomo di Firenze!

“E perché?” Ho chiesto curioso.

“Perchè è un cantiere perpetuo proprio come al Duomo di Firenze. I lavori di manutenzione non cessano mai. Da un anno all’altro – escluso il periodo delle ferie – sono sempre presenti i ponteggi. Quando da una parte, quando dall’altra c’è sempre gente che lavora”.

È vero. Anche nella nostra Chiesa – anche se non da sempre e di continuo – fervono lavori di restauro. Da tre/quattro anni a questa parte stiamo restaurando l’interno che, come gran parte delle abitazioni di Forte dei Marmi, è corroso dall’umidità.

Abbiamo iniziato con la navata centrale (ricordate i palchi fino al soffitto?) poi quella lato monte, le pareti d’ingresso mare/monte, la cappella battesimale… e adesso l’abside con le due cappelle a lato.

Ovviamente l’umidità corrode anche gli infissi dei finestroni (soprattutto quelli alti che vengono comandati da terra per l’apertura e la chiusura) le canne dell’organo…

Le pareti laterali sono nascoste da un pannello in legno aperto sopra per permettere un minimo di areazione ma sono completamente marce … In questo caso il restauro è impossibile perché l’umidità di risalita tempo pochi anni tornerebbe a sciupare tutto…. Avete visto quello che è successo alle pareti esterne? Eppure il materiale usato era il migliore in commercio… Non c’è stato niente da fare… dopo pochi anni il salmastro ha corroso l’intonaco e le pareti esterne, soprattutto quelle in facciata e quelle lato mare, sono peggio di prima!

E va bene. Noi continuiamo come si fa in familgia: anno dopo anno cerchiamo di fare qualcosa con le entrate ordinarie (senza passare i trentamila Euro, IVA al 22% compresa) per mantenerla decorosa sperando che non ci siano eventi nefasti che ci costringano a una manutenzione straordinaria.

1121. IN CAMMINO – Incontro di fraternità

Noi sacerdoti e diaconi abbiamo deciso di incontrarci ogni tanto per un incontro di fraternità… cioè per parlare e pregare insieme senza l’assillo degli impegni/appuntamenti/riunioni ecc.

Non che questi ultimi siano inutili. Ci mancherebbe. Però talvolta questi appuntamenti appesantiscono la giornata e basta: si esce frastornati e frustrati perchè alle parole non seguono i fatti.

Mi spiego meglio. Il nostro intento, quando ci incontriamo nelle riunioni organizzative, è quello di studiare qualcosa per favorire la frequenza alla chiesa…

Invece ai desideri (la dizione è più precisa rispetto a “parole”) non seguono i fatti: siamo sempre meno in chiesa e non mi riferisco soltanto ai giovani ma anche agli adulti che praticano altre scelte.

Negli incontri di fraternità invece questo problema non si pone: cerchiamo soltanto di migliorare noi stessi sia dal punto di vista spirituale che amicale.

Stamani, ad esempio, dopo una breve revisione di vita a partire da una pagina di San Paolo ricorderemo all’altare i nostri confratelli defunti e poi ci fermeremo a pranzo insieme (io no, perché ho l’ennesima visita dal medico…).

Corro via. A domani.

1120. IN CAMMINO – Tempesta?

Stanotte non sono riuscito a riposare. Mi ha svegliato il vento, forte.

Per di più c’era la tenda di un negozio vicino che sbatteva in continuazione come già era successo anni indietro con la tempesta di vento che si era abbattuta sulla nostra cittadina – ricordate, vero? – con conseguente strage di alberi e case scoperchiate.

Prima ancora però mi ero già svegliato per un incubo (ricorrente) che mi vedeva correre dietro a un treno in partenza.

Ricordo questo dei bei tempi passati quando, studente a Bologna, non riuscivo mai a prendere la coincidenza per Pisa a causa del ritardo del treno proveniente da Milano.

Rriuscivo soltanto a intravvedere le luci rosse del treno che, in perfetto orario, lentamente, lasciava la stazione di Firenze… e così, rassegnato, consumavo un panino aspettando il treno successivo (alle 22.30!)

Sogni, allucinazioni, incubi che tornano e ritornano… Dice che anche nel sonno il cervello continua a “lavorare” con pensieri, pulsioni, desideri, ricordi ecc. che ci impediscono di riposare bene. C’entrano poi anche gli ormoni ma nel mio caso ormai in misura minima!

Al risveglio poi c’è la gioia nel caso dell’incubo; la tristezza per un ricordo struggente -come quando rivediamo i nostri cari defunti -; il disagio per qualche sciocchezza degli anni giovanili…; il sorriso per uno curioso miraggio impossibile da realizzarsi

Penso che nel numero di Pasqua della Rivista Parrocchiale tornerò sull’argomento (ovviamente nelle “pillole del sorriso”).

Già che ci sono vi avviso che con Domenica prossima provvederò a mettere in distribuzione la Rivista del Natale.