La prima lezione della prof.ssa Mariolina Morlacchi sulla “famiglia nell’arte” si è svolta in un contesto di pubblico attento e interessato.
La professoressa, all’inizio della lezione, ha presentato alcuni spezzoni di film sulla vita della famiglia di Nazareth per poi passare, sempre sullo stesso argomento, ad alcune tavole pittoriche di maestri di ieri e di oggi. Aiutandosi con elaborazioni grafiche ha illustrato alcuni particolari tutti inerenti la Santa Famiglia che hanno fatto risaltare il simbolismo presente nei dipinti oltre che la devozione degli Autori.

Subito dopo ha presentato il tema della famiglia intesa come unione di un uomo e di una donna uniti nel vincolo sacramentale. Anche in questo caso sono state analizzate alcune opere di grande significato: fra tutte un modello di famiglia di un classico (van Eych) posto a confronto con un identico modello di un contemporaneo (Botero).
La differenza, notevolissima, ha fornito lo spunto per aprire uno spiraglio sulla attuale concezione di famiglia purtroppo assai diversa rispetto ai canoni della tradizione cristiana.

Il discorso, per niente pessimista, si è aperto alla speranza per i tempi a venire considerando la scelta di tante famiglie giovani che optano consapevolmente per il rito religioso per la loro promessa matrimoniale.
La lezione si è conclusa con la preghiera per la famiglia composta da papa Francesco.
Imminente il nuovo appuntamento sul tema la “Misericordia nell’arte”, di cui forniremo una sintesi essenziale.
Stavolta l’ho combinata proprio grossa per cui temo di “perdere punti” nella vostra considerazione ma ciò nonostante ritengo opportuno raccontarvi con dovizia di particolari quanto mi è accaduto rimettendo a voi stessi il giudizio di merito.
In una cornice di folla raccolta e devota si è tenuto il previsto appuntamento giubilare di mezza estate. Fra i presenti, assai numerosi, il Sindaco di Stazzema con gli altri Sindaci della Versilia storica, le Autorità militari, le Associazioni locali di volontariato ma soprattutto la gente di Sant’Anna, gente di oggi e di ieri, saliti alla chiesa per festeggiare la Patrona e particolarmente felici per avere l’onore di essere stati scelti per dare la possibilità alle persone della montagna di lucrare l’indulgenza giubilare.

