1120. IN CAMMINO – Tempesta?

Stanotte non sono riuscito a riposare. Mi ha svegliato il vento, forte.

Per di più c’era la tenda di un negozio vicino che sbatteva in continuazione come già era successo anni indietro con la tempesta di vento che si era abbattuta sulla nostra cittadina – ricordate, vero? – con conseguente strage di alberi e case scoperchiate.

Prima ancora però mi ero già svegliato per un incubo (ricorrente) che mi vedeva correre dietro a un treno in partenza.

Ricordo questo dei bei tempi passati quando, studente a Bologna, non riuscivo mai a prendere la coincidenza per Pisa a causa del ritardo del treno proveniente da Milano.

Rriuscivo soltanto a intravvedere le luci rosse del treno che, in perfetto orario, lentamente, lasciava la stazione di Firenze… e così, rassegnato, consumavo un panino aspettando il treno successivo (alle 22.30!)

Sogni, allucinazioni, incubi che tornano e ritornano… Dice che anche nel sonno il cervello continua a “lavorare” con pensieri, pulsioni, desideri, ricordi ecc. che ci impediscono di riposare bene. C’entrano poi anche gli ormoni ma nel mio caso ormai in misura minima!

Al risveglio poi c’è la gioia nel caso dell’incubo; la tristezza per un ricordo struggente -come quando rivediamo i nostri cari defunti -; il disagio per qualche sciocchezza degli anni giovanili…; il sorriso per uno curioso miraggio impossibile da realizzarsi

Penso che nel numero di Pasqua della Rivista Parrocchiale tornerò sull’argomento (ovviamente nelle “pillole del sorriso”).

Già che ci sono vi avviso che con Domenica prossima provvederò a mettere in distribuzione la Rivista del Natale.

1119. IN CAMMINO – Incontro “estivo” col Signore?

Mi hanno chiesto delucidazioni. Provo a chiarire ance se in poche parole perché anche oggi sono in ritardo sulla tabella di marcia che prevede molti appuntamenti e pure la Messa dalle suore nel pomeriggio.

Dunque Domenica scorsa, nel passo proposto dalla Liturgia,  Gesù, sfruttando il genere apocalittico proprio dell’Antico Testamento e precisamente del profeta Daniele, accennava alla fine dei tempi quando il sole e le stelle si spegneranno e il mondo che conosciamo cesserà di esistere.

La qual cosa – dicevo nel commento – ci crea ansia e paura visto che questi tempi sembrano ormai imminenti per le trasformazioni atmosferiche che determinato cataclismi terribili a tutte le latitudini.

Però nel discorso di Gesù questa fine dei tempi e questo incontro col Signore sono presentati in modo positivo. Sì, c’è il messaggio apocalittico che poi però volge al positivo. Provo a spiegarmi riportandovi il testo.

Dunque ci sarà la fine dell’universo -o per mano dell’uomo o per l’usura del tempo visto che tutto ciò che ha un inizio avrà anche una fine – ma tutto questo darà seguito a un momento felice: “Quando il fico metterà i germogli vuol dire che l’estate è vicina”

Il che, considerato in termini più comprensibili, significa che questa tragica fine terrena ci aprirà a una esperienza felice, l’incontro col Signore, che sarà non un incontro “autunnale o peggio invernale”, freddo, glaciale … bensì un incontro “estivo”, fatto di calore e di gioia!

La fede in Gesù, che promette di non abbandonarci mai, alimenta questa nostra speranza.

Spero d’essere stato più chiaro.

1118. IN CAMMINO – Giornata dei poveri

Anche se la Domenica è stata tremenda dal punto di vista metereologico ci siamo trovati in numero sufficiente per fare delle celebrazioni decorose.

I piccoli, insieme ai genitori, sono stati protagonisti della Messa delle 10.00.

Intanto perché hanno offerto degli alimenti per i poveri (al riguardo ringrazio i genitori) ma soprattutto per le preghiere che hanno scritto e che sono state lette al momento della preghiera dei fedeli.

Alcune erano scontate perché hanno riportato pari pari quello che noi abbiamo suggerito. Altre invece davvero molto originali: un bimbo, ad esempio, chiedeva al Signore di farlo diventare un “famoso calciatore, capace di vincere Campionato e Coppa Uefa ecc. ecc.”. Un altro di “portare la pace in famiglia”. Altri ancora – i più numerosi – di “far cessare la guerra e l’odio fra le parti”.

Per parte mia alla predichina – la riflessione proposta alla Messa delle 10.00 oltre che brevissima è anche essenziale nei contenuti – li ho invitati a riflettere che il colore del sangue è uguale per tutti, ricchi e poveri, giovani e anziani, calciatori famosi e raccattapalle… e quindi tutti hanno diritto a mangiare, a bere e a curarsi.

Ai grandi – genitori e non solo – ho spiegato il significato del cosiddetto “ecumenismo del sangue” che ci rende tutti fratelli e sorelle.

In più, riferendomi alle letture bibliche tutte del genere apocalittico, li ho invitati a pregare la seconda parte dell’Ave Maria… al singolare: Santa Maria, Madre di Dio, prega per ME peccatore, adesso e nell’ora della MIA morte. Questo come utile meditazione sulla caducità dell’esistenza e sulla necessità d’essere sempre pronti all’incontro col Signore.

Incontro che sarà, sempre come diceva il Vangelo, un incontro “estivo” cioè un incontro di pieno di sole (in senso spirituale) e di gioia.

Può darsi che non sia stato chiaro in questa breve nota… ma non posso dilungarmi più di tanto.