1088. IN CAMMINO – In memoria di Gherardo Guidi

Ieri mattina ho benedetto la salma di Gherardo Guidi e l’ho affidato alla Madonna deponendo sul corpo ormai esanime la corona del Rosario.

Oggi voglio ricordarlo con questa breve nota aggiungendo un piccolo tassello a quanto è già stato scritto di lui sui giornali locali e nazionali.

Ovviamente mi limiterò a quanto di mia competenza e cioè l’aspetto umano e religioso… per il resto non saprei cosa aggiungere a quanto già scritto dal Sindaco e da altri amici.

Gherardo è morto proprio alla vigilia della festa di San Francesco e verrà suffragato proprio oggi, festa del Santo. Questa, per molti, può sembrare una curiosa combinazione ma non per me che lo conoscevo bene. Aveva infatti una devozione speciale per San Francesco e per i frati francescani che avava frequentato fin da giovane prima a Castelfranco, poi a Firenze e infine qui, al Forte.

Com’è noto lui non frequentava la nostra chiesa bensì quella dei Padri Francescani a Vittoria. Era devotissimo del Santo e proprio per amore del Santo e per rispetto ai frati che glielo avevano chiesto aveva anche accettato certe responsabilità sociali/ecclesiali.

Era però in stretto contatto anche con la nostra parrocchia ma soprattutto con me, riconoscente per l’attenzione che riservavo a lui e alla famiglia.

Il parroco, si sa, guarda con uguale attenzione e affetto a tutti i parrocchiani anche se con alcuni c’è maggiore confidenza. E questa c’era fra noi fin dal primo giorno in cui ero entrato nella sua casa quando, nell’ormai lontano 1997, mi presentai, nelle prime ore della mattinata, per la benedizione pasquale… non sapevo che, a causa della sua delicata professione, si ritirava a riposare all’alba… infatti era in pigiama e sempre in pigiama volle pregare con me affidando se stesso, la famiglia e tutti gli amici e i dipendenti alla Madonna.

A quello seguirono negli anni molti altri incontri (… tutti nel pomeriggio) che ci permisero di crescere nell’amicizia e nella stima.

Un abbraccio forte alla moglie, sig.ra Carla, e alla figlia, Cristina.

1087. IN CAMMINO – Complimenti… (e imprevisti).

… al dr. Riccardo Tarabella nuovo Presidente della Fondazione di Vittorio Veneto.

Conoscendolo personalmente come persona saggia e d’esperienza sono certo che assolverà a delicato incarico nel migliore dei modi anche portando a compimento le iniziative dei suoi predecessori. Insieme con le mie congratulazioni anche quelle dei miei collaboratori e di tutto il paese.

Sono molto legato alla Fondazione oltre che per motivi personali – sono nipote di un cavaliere di Vittorio Veneto medaglia d’oro – anche per il comune impegno a favore del paese nelle persone dei poveri/anziani e nella manutenzione della cappella dei Caduti e degli arredi sacri ad essa connessi.

Di questa loro generosa disponibilità ho sempre dato notizia attraverso il bollettino cartaceo e il blog digitale. Insieme con la notizia anche il doveroso ringraziamento e il modesto dono nell’occasione della pubblicazione della rivista parrocchiale.

Insieme al Presidente mi complimento con tutti i consiglieri, il segretario, i revisori dei conti e tutti gli altri collaboratori.

Devo chiudere subito perché mi sono capitati degli imprevisti… poi vi dirò.

Sono tornato.

La prof.ssa Grazia B., Dama di carità, è caduta e dovrebbe essere al Pronto Soccorso ma al momento non riusciamo sapere niente di più…Speriamo non sia niente di grave.

È morto poi alle prime luci dell’alba il comm. Gherardo G. pure lui amico e benefattore: al momento è alla Croce Verde per poi essere funerato e tumulato a Castelfranco. Che il Signore e San Francesco (di cui era devotissimo) lo accolgano in Paradiso.

1086. IN CAMMINO – Nonni

Oggi, festa liturgica degli Angeli custodi, è la festa “civile” dei nonni e delle nonne: una iniziativa decisamente lodevole visto l’impegno che questi mettono nel “supportare” i propri figli per l’assistenza ai nipotini.

Noi siamo soliti celebrare la festa nell’estate, il giorno 26 Luglio, festa dei santi Gioacchino e Anna, ma accogliamo e facciamo nostra, con gioia, anche questa proposta “laica”.

I nonni sono i grandi protagonisti quanto all’educazione umana e cristiana dei nipoti.

Sono loro che li accompagnano sia a scuola che al catechismo e sono sempre loro che li seguono nello sport e nella pratica religiosa.

Sono loro i primi ad applaudire il goal (del maschietto) o la giravolta a farfalla (della femminuccia) e ad avvertire emozione quando li vedono – maschi e femmine – servire all’altare destreggiandosi con le ampolline…

In quanto parroco riconosco che senza l’aiuto dei nonni avrei pochi bimbi al catechismo e pochissimi all’altare per la celebrazione eucaristica.

Quindi… grazie, cari nonni per quanto fate!