274. IN CAMMINO – Un amico in più…

Ieri, insieme con tanti messaggi di auguri, ne ho ricevuto anche uno molto critico nei miei confronti.

Mi si rimproverava di aver artatamente censurato un brano di Vangelo sminuendone la portata dottrinale e pastorale. Al contempo mi si faceva presente che questa mia “censura” era già stata segnalata a chi di dovere per i provvedimenti del caso.

Ho letto con attenzione e con rispetto la mail e, mettendo da parte il risentimento, ho risposto in modo garbato facendo presente al mio interlocutore che, come si dice a Pisa, aveva preso una solenne “cantonata” seppure in buona fede.

Come pezza d’appoggio alla mia tesi ho aggiunto alcune foto tratte dai libri liturgici a smontare qualsiasi possibile critica.

Il mio interlocutore ha capito e si è scusato con poche ma sincere e sentite parole che ho molto apprezzato. Anzi, mi pare d’aver capito che la mia risposta gli abbia fatto molto piacere anche per la considerazione che gli ho accordato. Ecco perché ho titolato nel modo di cui sopra.

A questo punto alcune considerazioni.

  1. È pieno diritto di ogni fedele avere spiegazioni/chiarimenti circa tutte le questioni liturgiche, dottrinali o pastorali che vengono presentate all’altare soprattutto quando si tratta della Parola di Dio.
  2. È bene, in caso di dubbio o incertezza, contattare immediatamente il sacerdote in modo da risolvere la questione. Gli errori o meglio le inesattezze, purtroppo, sono all’ordine del giorno per tutti: non a caso il detto popolare recita che anche il prete può sbagliare all’altare…
  3. In ogni caso è sempre opportuno mantenere la questione nei giusti binari evitando “scomuniche” (da parte di noi sacerdoti) o “roghi” (da parte dei laici) visto che la carità è la regola di condotta di ogni buon cristiano, laico o consacrato che sia.

 

273. IN CAMMINO – 47 anni dalla prima Messa

Ieri ho festeggiato l’anniversario della mia Ordinazione sacerdotale oggi quello della mia prima Messa al paese natio, San Lorenzo alle Corti.

Di quel giorno ricordo tutto quasi fosse oggi. Scorrendo le foto, insieme con i ricordi, mi tornano alla memoria anche le emozioni, fortissime, di quella giornata indimenticabile.

Oggi, invece dei discorsi o del brindisi, ho deciso di offrirvi in dono alcune foto di quella giornata. Non credo che le abbiate mai viste e quindi vi faranno senz’altro molto piacere.

Vi apparirò giovanissimo e infatti lo ero ma già molto convinto di quella che sarebbe stata la mia vita. Non versai lacrime se non quando un amico del gruppo mi disse, senza capire per bene quello che stava dicendo, che da quel momento “ero di là da un muro, invalicabile” rispetto a loro.

Mi sentii immediatamente solo, senza i miei amici e le mie amiche di sempre. Poi mi ripresi ma quella frase mi è rimasta sempre nella mente e nel cuore: il prete è di tutti, è vero, ma fondamentalmente è solo a meno che… a meno che non trovi una comunità straordinaria come la nostra di Forte dei Marmi, una comunità che somiglia più a una famiglia che a una parrocchia senza muri fra il sacerdote e i fedeli. Quindi, grazie!

 

272. IN CAMMINO – Granducato di Toscana

Ancora una volta ho “bucato” l’incontro conviviale organizzato dal Granducato stavolta in onore di Tullio nell’occasione del suo compleanno.

Purtroppo non è la prima volta: nelle due tornate precedenti avevo i soliti appuntamenti in Curia e, avendoli accorpati, ho finito alle 13.00 per cui avevo volgia di tutto fuorché di mettermi a mangiare…

Ovviamente anche oggi ho delle buone ragioni: oggi, ad esempio, ho il funerale dell’amico Paolo Tabarrani e non me la sento di partecipare. Come sapete ho un carattere molto empatico per cui, anche se prendo qualche ansiolitico, avverto la sofferenza dei parrocchiani quasi  fosse la mia… forse dipende anche dal fatto che faccio parte di questo paese da 25 anni e quindi mi sento in famiglia con tutti.

In questo caso poi confesso di sentirmi legatissimo alla famiglia: ho celebrato il loro cinquantesimo di matrimonio degli anziani e il venticinquesimo dei giovani… poi Battesimi, Comunioni, Cresime ecc.

Insomma partecipare a un momento di festa e subito dopo celebrare un funerale mi è impossibile.

Però… però mi piace partecipare anche agli appuntamenti conviviali del Graducato che sono molto diversi rispetto a gli altri appuntamenti.

Intanto mi sento a casa perché sia il “granduca” che i vari “ministri granducali” mi riservano mille attenzioni (astenendosi da ogni forma di linguaggio volgare) poi perché si tratta di una cucina sopraffina… la vera cucina fortemarmina, quella dei bei tempi passati, che per fortuna si mantiene inalterata… In più si gode di un “freschino” invitante che stimola l’appetito e l’amicizia.

Spero quanto prima di sdebitarmi con questi amici carissimi offrendo loro una bella … benedizione (accompagnata da una bottiglia di prosecco).