269. IN CAMMINO – mi spiace…

Mi spiace non aver esposto il Ss.mo Sacramento ma in mia assenza non me la sento di lasciarlo incustodito. Non perché non abbia fiducia nei miei collaboratori o nei (pochi) fedeli che passano quanto per la marea di ospiti indesiderati che vengono in chiesa per tutt’altro scopo e potrebbero fare qualche spregio.

Purtroppo è già successo anni indietro quando vennero trafugati un calice (del 1700, inventariato… ritrovato distrutto dai carabinieri dopo alcuni mesi) e una pisside (vuota, per fortuna, mai più ritrovata…).

Gli autori del furto erano “clienti” assidui del mercato settimanale e dell’esposizione eucaristica, purtroppo!

Questa mattina avevo un consiglio di Curia a Pisa e non potevo mancare perché essendo il responsabile dei sacerdoti e diaconi della Versilia non potevo fare diversamente.

Noto poi con rammarico che mi hanno “segnato sull’agenda di Curia” altri mercoledì e quindi capiterà di nuovo questo inconveniente. In questo caso vi avviserò per tempo e mi farò sostituire da un confratello oppure sposterò l’appuntamento ad altro giorno o, forse sarebbe ancora meglio, al pomeriggio prima della Messa.

L’Adorazione è un momento importante per la vita spirituale di una parrocchia e questo vale per l’inverno e per l’estate ma non sempre si riesce a fare tutto pur mettendoci buona volontà.

A domani, con un pensierino per i bambini…

268. IN CAMMINO – amici

La scrittrice e accademica Rosa Alberoni, il notaio Martinelli, la professoressa Romeo: si tratta di alcune care persone che, a suo tempo, hanno dimostrato un grande affetto per il sottoscritto e per il paese.

Per questo motivo, insieme con tanti altri amici che non cito ma che potrete facilmente individuare scorrendo la lisa dei suffragi mensili, vengono ricordati ogni mese all’altare del Signore per mia personale decisione.

Nei nostri rapporti, sia a livello personale che istituzionale, non è mai “corso denaro”, come si suol dire.

Nessuno di loro ha lasciato benefici testamentari alla chiesa – anche se mi hanno chiesto e accettato consigli su come destinarli – ma in compenso hanno dato tanto amore e tanta confidenza che, ne sono certissimo, continuerà adesso che sono in cielo.

L’amicizia vera non si valuta dalle “donazioni” anche se, lo confesso, in questi ultimi due anni non ci fossero state sarebbe stato davvero un bel problema. L’amicizia vera può nascere e rimanere anche al di là dei soldi: tutti infatti possono “donare” amore, anche i poveri, gli ammalati, gli esclusi…

Se poi ci sono anche i soldi – non voglio essere ipocrita – tanto meglio ma non sono l’essenziale per “pesare” l’affetto o l’amicizia delle persone!

In alcuni casi, a proposito di suggerimenti testamentari, riconosco d’aver sbagliato in alcune occasioni: ad esempio un testamento da me suggerito – per quanto posso saperne… quindi potrei anche sbagliare – non è stato ancora onorato fino a perdere gran parte del suo valore. L’avessi accettato avrei potuto gestirlo senz’altro in modo più utile sia per il paese che per la chiesa ma… temevo di passare da accaparratore. Comunque sia andata non voglio più nemmeno pensarci essendo ormai acqua passata.

 

 

267. IN CAMMINO – Da soli o in compagnia?

Leggendo il giornale sono rimasto incuriosito da un articolo in cui si spiegava l’inutilità di mantenere certi appuntamenti in assenza di presenti: come si fa – più o meno ero questo il senso dell’articolo – a “vivere” un avvenimento storico, folkloristico, culturale, liturgico… senza la presenza “viva” per pubblico?

È evidente che per certi “spettacoli” la presenza del pubblico è essenziale. Uno spettacolo teatrale, ad esempio, ha bisogno di un pubblico che ascolti e applauda. Così per quanto riguarda certe altre manifestazioni folkloristiche quale potrebbe essere il palio di Siena che, assenti i contradaioli, avrebbe davvero poco senso.

Per quanto riguarda il culto il discorso è più articolato. Se, ad esempio, gli ebrei non possono nemmeno iniziare la preghiera in numero minore di 10 fedeli, i cristiani possono  celebrare anche in solitudine.

Celebrare vuol dire “dire Messa”: proprio così… la Messa potrebbe essere officiata anche nel caso la chiesa fosse deserta o con uan presenza ridottissima di fedeli.

E perché?

Perché nella Messa si rinnova il sacrificio di Gesù sulla croce quando offrì la sua vita in piena solitudine… Si rinnova il sacrificio, anche se in modo incruento, e se ne rinnovano gli effetti…

Ho scritto questa breve nota per tranquillizzare i pochissimi fedeli che in questi giorni partecipano alla messa feriale delle 8.00 del mattino. Mi è parso di vederli un po’ confusi nell’osservare la chiesa semi-deserta.

Tranquilli, dunque, Gesù continua a stare con noi anche se siamo pochissimi.