1121. IN CAMMINO – Incontro di fraternità

Noi sacerdoti e diaconi abbiamo deciso di incontrarci ogni tanto per un incontro di fraternità… cioè per parlare e pregare insieme senza l’assillo degli impegni/appuntamenti/riunioni ecc.

Non che questi ultimi siano inutili. Ci mancherebbe. Però talvolta questi appuntamenti appesantiscono la giornata e basta: si esce frastornati e frustrati perchè alle parole non seguono i fatti.

Mi spiego meglio. Il nostro intento, quando ci incontriamo nelle riunioni organizzative, è quello di studiare qualcosa per favorire la frequenza alla chiesa…

Invece ai desideri (la dizione è più precisa rispetto a “parole”) non seguono i fatti: siamo sempre meno in chiesa e non mi riferisco soltanto ai giovani ma anche agli adulti che praticano altre scelte.

Negli incontri di fraternità invece questo problema non si pone: cerchiamo soltanto di migliorare noi stessi sia dal punto di vista spirituale che amicale.

Stamani, ad esempio, dopo una breve revisione di vita a partire da una pagina di San Paolo ricorderemo all’altare i nostri confratelli defunti e poi ci fermeremo a pranzo insieme (io no, perché ho l’ennesima visita dal medico…).

Corro via. A domani.

1120. IN CAMMINO – Tempesta?

Stanotte non sono riuscito a riposare. Mi ha svegliato il vento, forte.

Per di più c’era la tenda di un negozio vicino che sbatteva in continuazione come già era successo anni indietro con la tempesta di vento che si era abbattuta sulla nostra cittadina – ricordate, vero? – con conseguente strage di alberi e case scoperchiate.

Prima ancora però mi ero già svegliato per un incubo (ricorrente) che mi vedeva correre dietro a un treno in partenza.

Ricordo questo dei bei tempi passati quando, studente a Bologna, non riuscivo mai a prendere la coincidenza per Pisa a causa del ritardo del treno proveniente da Milano.

Rriuscivo soltanto a intravvedere le luci rosse del treno che, in perfetto orario, lentamente, lasciava la stazione di Firenze… e così, rassegnato, consumavo un panino aspettando il treno successivo (alle 22.30!)

Sogni, allucinazioni, incubi che tornano e ritornano… Dice che anche nel sonno il cervello continua a “lavorare” con pensieri, pulsioni, desideri, ricordi ecc. che ci impediscono di riposare bene. C’entrano poi anche gli ormoni ma nel mio caso ormai in misura minima!

Al risveglio poi c’è la gioia nel caso dell’incubo; la tristezza per un ricordo struggente -come quando rivediamo i nostri cari defunti -; il disagio per qualche sciocchezza degli anni giovanili…; il sorriso per uno curioso miraggio impossibile da realizzarsi

Penso che nel numero di Pasqua della Rivista Parrocchiale tornerò sull’argomento (ovviamente nelle “pillole del sorriso”).

Già che ci sono vi avviso che con Domenica prossima provvederò a mettere in distribuzione la Rivista del Natale.

1119. IN CAMMINO – Incontro “estivo” col Signore?

Mi hanno chiesto delucidazioni. Provo a chiarire ance se in poche parole perché anche oggi sono in ritardo sulla tabella di marcia che prevede molti appuntamenti e pure la Messa dalle suore nel pomeriggio.

Dunque Domenica scorsa, nel passo proposto dalla Liturgia,  Gesù, sfruttando il genere apocalittico proprio dell’Antico Testamento e precisamente del profeta Daniele, accennava alla fine dei tempi quando il sole e le stelle si spegneranno e il mondo che conosciamo cesserà di esistere.

La qual cosa – dicevo nel commento – ci crea ansia e paura visto che questi tempi sembrano ormai imminenti per le trasformazioni atmosferiche che determinato cataclismi terribili a tutte le latitudini.

Però nel discorso di Gesù questa fine dei tempi e questo incontro col Signore sono presentati in modo positivo. Sì, c’è il messaggio apocalittico che poi però volge al positivo. Provo a spiegarmi riportandovi il testo.

Dunque ci sarà la fine dell’universo -o per mano dell’uomo o per l’usura del tempo visto che tutto ciò che ha un inizio avrà anche una fine – ma tutto questo darà seguito a un momento felice: “Quando il fico metterà i germogli vuol dire che l’estate è vicina”

Il che, considerato in termini più comprensibili, significa che questa tragica fine terrena ci aprirà a una esperienza felice, l’incontro col Signore, che sarà non un incontro “autunnale o peggio invernale”, freddo, glaciale … bensì un incontro “estivo”, fatto di calore e di gioia!

La fede in Gesù, che promette di non abbandonarci mai, alimenta questa nostra speranza.

Spero d’essere stato più chiaro.