812. IN CAMMINO – fretta e furia

Vado di fretta perché ho appena concluso il funerale (16.30) e già sono presenti i nonni del bimbo che devo battezzare alle 17.00.

Intanto nella chiesa di Roma Imperiale fervono i preparativi per il matrimonio che ci sarà alle 18.30.

La fretta però è cattiva consigliera e così devo rimediare ad alcuni errori determinati dalla stessa … fretta. Tutto questo mi ha reso alquanto … furioso e questo è il motivo per cui ho scelto il titolo di cui sopra per la nota corrente.

Dovrei starmene più quieto ma non ci riesco: ho sempre paura di dimenticare qualcosa e quindi di dispiacere a qualcuno…

Per di più alcuni miei familiari non mi capiscono.

Non mi riferisco ai familiari “umani” bensì a quelli animali e precisamente alla mia Lola.

Vorrebbe sempre le coccole ma quando c’è furia non è possibile. E così, per richiamare l’attenzione, mordicchia i sandali o si aggrappa ai pantaloni e se mi succede di darle un urlo mi tiene il broncio come avessi fatto chissà cosa.

Ho provato a spiegarle che fra battesimo, funerale e matrimonio non avevo tempo per lei e così si è ritirata nella sua cuccia senza più degnarmi di uno sguardo.

Vedrò di rimediare per cena con un surplus di crocchette. Dopo cena poi la porterò anche a passeggio pdr vedere di fare la pace.

811. IN CAMMINO – a trotto…

È tutta la mattina che “trotto” avanti e indietro offrendo generosamente il mio servizio di parroco ma è un’impresa impossibile: sono tali e tanti i problemi che c’è da perdere la testa… letteralmente!

Per lo più si tratta di problemi pratici/logistici che, pur essendo secondari rispetto a quelli pastorali/spirituali, di fatto mi impegnano al massimo.

Comincio dal problema dei matrimoni nella chiesa di Roma Imperiale: sto pensando, seriamente, di non accettare più matrimoni nella chiesa all’aperto perché i fiorai e gli sposi mi stanno rendendo la vita difficile se non impossibile.

Un tempo c’erano le panche in ferro e plastica che poi fui costretto a togliere perché alcuni bambini, sfuggiti di mano alla mamma, si erano feriti con gli spigoli.

Posi quindi delle seggioline color rosso-mattone che fui costretto appena dopo un anno perché non si intonavano all’ambiente boschivo…

Allora le acquistai di colore verde-bosco: niente! Non andavano bene perché era un verde troppo intenso che sapeva di jungla.

Allora le presi di colore bianco: non andavano bene nemmeno stavolta perché avevano i braccioli che impedivano l’allestimento con la gualdrappa.

Ho chiesto ai fiorai di NON PROPORRE SEDIE ALTERNATIVE ALLE NOSTRE ma non c’è niente da fare. Gli sposi mi dicono che è stata una proposta del fioraio… i fiorai mi dicono che è stata una richiesta degli sposi… il risultato è che sono costretto a ogni matrimonio a mettere e togliere le sedie in dotazione alla chiesa per accontentare gli uni & gli altri… se non ci fossero quelle benedette persone che mi aiutano non saprei proprio come rimediare!

Ma questo soltanto uno dei problemi. Inizia l’anno pastorale: catechismo, date, riunioni, pellegrinaggi, documenti vari, percorso sinodale ecc. ecc.

I miei confratelli smaniano per iniziare l’anno pastorale… io mi sento male solo al pensarci perché non so da quale parte cominciare. Speriamo bene.

810. IN CAMMINO – Sant’ERMETE (2)

Mi spiace molto per l’assenza della fiera, degli ambulanti e dei visitatori (ha detto il sindaco che saranno state circa 400 le persone penalizzate dallo annullamento della manifestazione) e di tutto il contorno festoso.

La festa religiosa invece si è svolta regolarmente con una presenza notevole di fedeli sia al mattino che al pomeriggio.

Al mattino grandi protagonisti sono stati i … BISCOTTONI letteralmente andati a ruba nel giro di poche ore: i fedeli entravano in chiesa, accendevano una candelina, poi (soprattutto le signore) cominciavano a fiutare l’aria e seguendo il profumo scoprivano la sorpresa dei biscotti…

A quel punto, felici della scoperta, ne mettevano un paio in borsa insieme col santino (anche questo molto bello e ricco di spunti sia per la parte pittorica che quella poetica) e se ne uscivano felici e contenti – oltre che zuppi d’acqua – per tornarsene a casa.

Nel pomeriggio c’è stata la premiazione della pittrice, della poetessa e della famiglia milanese prescelta per il premio “amico di Forte dei Marmi”.

Il momento più toccante è stato l’omaggio a PADRE FABIANO… Gli abbiamo riservato una sopresa che non dimenticherà mai: il canto alla Madonna in lingua swaili, la lingua africana che lo ha accompagnato nei suoi 43 anni di missione in Tanzania. Era visibilmente commosso tanto più che il canto è stato eseguito da un sacerdote tanzaniano… e ritmato da tutti i presenti col battito delle mani.

Ringrazio, a questo punto, tutti coloro che sono intervenuti a cominciare dagli Amministratori (presenti anche i rappresentanti dell’opposizione), dalle altre Autorità presenti, dai confratelli preti e diaconi e dai miei carissimi collaboratori.