670. IN CAMMINO – a proposito di internet

I giornali sono in crisi. Perdono lettori giorno dopo giorno. Questo fenomeno deriva in buona parte dall’aumento del costo della carta (4%) ma anche dallo strapotere dei social che ormai hanno in mano tutta o almeno buona parte dell’informazione.

La cosa presenta alcune criticità che non tutti riescono ad avvertire. L’informazione social infatti è condizionata da precisi algoritmi che fanno leggere all’ignaro utente so e soltanto QUELLO CHE LUI VUOLE LEGGERE.

Mi spiego meglio. Anche i giornali, a seconda dell’indirizzo, nel presentare la notizia la commentano secondo il proprio metro di giudizio che è determinato dall’ideologia (liberale oppure marxista) e condizionato dalla politica (di destra, di centro, di sinistra) e dal mercato della pubblicità (maggiore è la pubblicità maggiore è l’importanza del giornale).

Ma se uno desidera avere notizie più precise acquista più giornali e riesce a farsi un’opinione certa. È chiaro che se uno acquista e legge soltanto un certo giornale sa in partenza che la notizia potrebbe essere di parte.

Nel caso dei social soprattutto di Facebook, di YouTube ecc. non è così! Infatti se uno clicca su una certa notizia (anche falsa) l’algoritmo continua a inviargli notizie di quel tipo per cui uno SI CONVINCE D’ESSERE NEL VERO ANCHE SE È NEL FALSO.

Alcuni prendono per oro colato quanto appare su internet ma non è così. Fate pure la prova. Cliccate, ad esempio, anche una sola volta su un  argomento a piacere che so… l’aspetto fisico degli alieni e subito verrete inondati di fotografie, filmati, articoli al punto da convincervi d’essere in mezzo ai marziani…

Tutto questo avviene anche e soprattutto in ambito religioso in cui ci sono alcuni SEDICENTI ESPERTI che sparano “balle mostruose” riguardo alle “visioni”, al Papa, alla “dottrina cristiana” e plagiano coloro che sanno poco o niente di teologia, di catechismo e simili.

Voi direte. Beh, poco male. Peggio se si trattasse di medicina, di finanza, di leggi. È vero perché nel primo caso si muore, nel secondo si perdono tutti i soldi, nel terzo si finisce in galera… e via discorrendo.

Ma guardate che anche in ambito religioso si va incontro a situazioni drammatiche per non aver avuto la forza di spengere internet e di FREQUENTARE UN CORSO DI TEOLOGIA o almeno di leggersi un bel testo di catechismo.

669. IN CAMMINO – Veglia (3)

Non è andata male, anzi meglio di quanto avessi preventivato. Avevo preparato 50 cartelle per seguire lo svolgimento ma non sono state sufficienti.

Momenti toccanti ce ne sono stati. Il primo, ad esempio, quando il pope ortodosso ha cantato l’inno allo Spirito santo: a occhi chiusi potevamo pensare di essere in Russia o in Ucraina invece che nella nostra chiesa!

Emozionante poi il commento di Papa Benedetto XVI al passo di San Giovanni in cui si legge della “tunica di Gesù” strappata a forza dai carnefici che però resta tutta unita… Il papa spiega che questa tunica indivisa è icona della Chiesa che non può e non deve restare divisa.

Bello anche il commento alle icone e alle litanie. Don Edoardo ne ha commentato alcune: San Nicola, San Silvano del monte Athos e altre ancora mentre padre Andrej ha presentato alcuni santi, invocati nelle Litanie, che sono comuni ai cattolici e agli ortodossi: di questi alcuni sono veneratissimi dalle comunità russe e ucraine.

Infine i canti. Già ho accennato al canto allo Spirito eseguito dal pope ma anche gli altri canti sono stati utili a favorire il raccoglimento. Il nostro coro ha eseguito dei canti conosciuti e quindi tutti hanno interagito con loro. Altri canti, meno conosciuti, erano stati registrati: uno fra questi, eseguito dai monaci ortodossi, era stato pure tradotto per cui siamo riusciti a capirne il senso. Era un canto alla Madonna, Madre della Chiesa!

Alla fine della liturgia, mentre in silenzio offrivamo la nostra personale prghiera per la pace e l’unità fra i cristiani, i presenti hanno potuto accendere dei piccoli lumi davanti alle icone come segno di devozione.

Mi sono un po’ commosso nel vedere una signora molto anziana, russa, avvicinarsi e accenderne uno piccolo per poi segnarsi più volte… Era accompagnata da una signora più giovane, bielorussa, pure lei molto devota.

Speriamo che il Signoe ci ascolti in queste nostre richieste.

668. IN CAMMINO – Veglia di preghiera (2)

Sul TIRRENO di oggi c’è un bell’articolo riguardo alla Veglia di preghiera di questa sera. È un articolo completo in quanto riporta sia i particolari della veglia che le motivazioni che l’hanno pensata e voluta.

Aggiungo qualche ulteriore particolare spiegando come è nata l’idea di tenerla al Forte .

Le Veglie erano in origine due: una per invocare la pace nel mondo ed era curata dall’Azione Cattolica; l’altra per l’unità fra i cristiani e si teneva ai “macelli” nella chiesa del SS.mo Sacramento.

In questi ultimi anni, complice l’epidemia, ci sono stati problemi organizzativi (ma anche di presenze…) per l’una e per l’altra per cui abbiamo pensato di tenerne una soltanto mantenendo le due finalità.

La commissione composta dal parroco di Pozzi&Ponterosso, dal parroco di Capriglia e Capezzano e dal rettore della chiesa dei Macelli si è incontrata al Forte in mia presenza e ha stabilito di affidare l’impostazione e lo sviluppo della Veglia a don Edoardo che conosce meglio di tutti la realtà e i problemi del mondo slavo per aver frequentato più in più occasioni i monasteri ortodossi e al sottoscritto l’accoglienza e la parte logistica… Don Edoardo ha poi contattato i fedeli ortodossi e il pope di Viareggio e io ho fatto lo stesso con alcuni amici romeni e moldavi di Forte dei Marmi. In più ho affidato a Franco la redazione di un articolo sul quotidiano IL TIRRENO e al coro parrocchiale l’animazioe liturgica.

Stasera vedremo se è stata una buona idea oppure un buco nell’acqua… Non sarebbe il primo in questo tempo così difficile che stiamo vivendo: vengo a sapere, ad esempio, che anche l’incontro per le famiglie giovani a Ripa è andato deserto con grande dispiacere di Mons. Luca che l’aveva promosso e di don Roberto che l’aveva organizzato.

Non ci perdiamo d’animo e continuiamo a offrire la nostra modesta preghiera per la pace. Poi il Signore vedrà se accoglierla o meno.