Commento al Vangelo di domenica 31 luglio 2022.
549. IN CAMMINO – Perdono Francescano
Si avvicna la data del 2 Agosto – Martedì prossimo – festa del “perdono” francescano che consente di lucrare l’Indulgenza plenaria per se stessi e per i propri defunti.
Non starò ripetere le origini storiche di questo “perdono” dato che, negli anni, ne ho già scritto e riscritto…
Scrivo qualcosa piuttosto sulla “modernità” di questa indulgenza e sulle condizioni per ottenerla. Ho gìà scritto in più occasioni anche di questo ma quest’anno c’è una novità.
La novità sta nel fatto che proprio nell’ultima pagina della nuova Rivista parrocchiale compare la preghiera composta da San Francesco e recitata da lui quotidianamente nel periodo antecedente la conversione.
È una preghiera semplicissima nata proprio dal cuore. San Francesco, quando si trovò a tu per tu col Crocifisso nella chiesetta diroccata che aveva scelto come “chiesa, casa e convento”, non riuscì che a balbettare queste poche parole.
È dunque una preghiera “povera” nel senso della beatitudine evangelica (Beati i poveri in spirito) perché ricca d’amore.
Ecco quest’anno, insieme con la Confessione e la Comunione, provate anche voi a recitarla con gli stessi sentimenti di San Francesco.
È una preghiera “moderna” nonostante gli anni e utile per superare qualsiasi sofferenza fisica, psicologica e spirituale.
Chiudo subito perché anche oggi vado di fretta.
Una preghiera anche per me.
548. IN CAMMINO – riconoscenza
La rivista d’estate è uscita e, a detta di molti, è ben fatta e “godibile” sia dai grandi che dai piccoli (per piccoli intendo i più giovani, naturalmente).
La rivista però – sia questa che le precedenti – è stata realizzata grazie al contributo di documenti/idee/suggerimenti di tante altre persone anche se poi il lavoro, prima di sbozzamento e poi di cesello, è stato curato dalla direttrice e dal sottoscritto.
Abbiamo avvertito dunque il dovere di rendere partecipi del successo questi nostri “collaboratori” e in particolare i frati francescani di Santa Croce e le Suore Figlie di Nazareth a Pisa e mons. Franco Baggiani al momento “interno” in una RSA di Marina di Pisa.
Alla buon’ora quindi ci siamo messi in movimento per poter rientrare in parrocchia per il pranzo.
Arrivare al convento di Santa Croce è stato facilissimo. I padri non c’erano ma chiesa era aperta e quindi abbiamo depositato alcune copie e la lettera di ringraziamento su una panca.
Quanto alla casa-madre delle Suore è stata davvero un’impresa. Il satellitare ci ha indicato con precisione la strada: ero così felice quando ho visto la bandierina d’arrivo a destinazione sul monitor!
E invece, si è frapposto un ostacolo insormontabile e precisamente una telecamera dei vigili urbani che proibiva l’accesso. Dato che guardavo il monitor del satellitare me ne sono accorto all’ultimo momento e ho inchiodato provando poi a fare marcia indietro beccandomi così gli insulti – molto variopinti – degli altri automobilisti in fila e degli operai che stavano stendendo sistemando il manto stradale… A quel punto la Silvia ha proseguito a piedi e io sono rimasto in macchina a morire di caldo e di smog. Anche lei ha faticato moltissimo dovendosi destreggiare, sotto il sole, con il traffico impazzito e con tante persone maleducate. Però il risultato è stato raggiunto e sia le copie che la lettera sono giunte a destinazione.
E finalmente è stata la volta di don Franco che abbiamo incontrato nella Residenza per anziani – a suo tempo voluta da Padre Agostino e fino a oggi retta dalle stesse Suore Figlie di Nazareth – a Marina di Pisa. Lì abbiamo sperimentato lo squisito senso di ospitalità di Madre Lorenza, la superiora, e delle consorelle che ci hanno fatto riposare un momento offrendoci pure qualcosa da bere…
Don Franco Baggiani, pur essendo anziano è ancora brillante. Musicista, storico, scrittore ma soprattutto sacerdote umile e devoto ha gradito molto il dono riservandosi di “girarlo” al Parroco perché ne faccia dono ai fedeli che nel giorno del “Perdono” – sarà Martedì prossimo – visiteranno la chiesa di Padre Agostino e la sua tomba.
Sono tornato a casa col mal di testa ma questo pellegrinaggio di riconoscenza mi ha dato molta soddisfazione. Penso anche chi aver reso felici un bel po’ di persone (che è poi lo scopo della nostra rivista).