434. IN CAMMINO – Parola di Vita

Ieri sera abbiamo ricominciato con gli appuntamenti della Parola di Vita: eravamo appena 5 ma è stato bello ugualmente.

Io sono arrivato in ritardo perché ero stato invitato a cena dai carissimi confratelli cappuccini di Vittoria (apro la parentesi per sottolineare la loro ospitalità davvero encomiabile) però sono riuscito subito a inserirmi nel gruppo.

La frase biblica sulla quale riflettere – aiutati dal commento di Chiara Lubich e dei focolarini – era quella famosissima di San Giovanni che dice:  “colui che viene a Me, Io non lo respingerò”, una frase che sono solito leggere e commentare nell’occasione dei funerali.

Talvolta le nostre fragilità, determinate dalla natura umana, ci tengono lontani dal Signore pensando di essere indegni del suo amore e del suo perdono.

Dobbiamo invece mantenerci vicini a Lui che, come dice il Vangelo, non è venuto per i sani ma per gli ammalati. Con tutto questo naturalmente resta l’impegno a emendarci, a chiedere perdono, a ricominciare sempre ma guai a lasciarci prendere dallo sconforto e a lasciare Gesù!

C’è un passo del Vangelo illuminante al riguardo.

Nel momento in cui Gesù accenna ai suoi amici il tragico destino al quale si sta avvicinando consapevolmente e liberamente viene ripreso da Pietro che lo prende da parte e gli suggerisce di sfuggirlo.

Gesù lo rimprovera con parole forti: “Dietro a me, Satana” che hanno appunto il significato di invitare Pietro, che in questo caso dimostra d’essere un vero e proprio “satanasso”, a camminare umilmente dietro a Lui pur con i suoi limiti!

È quello che il Signore chiede anche a noi: camminiamo dietro a Gesù nonostante le nostre debolezze. Camminando dietro a Lui non saremo mai respinti.

Come avete capito questi brevi appuntamenti con la Parola di Vita ci aiutano moltissimo nel nostro percorso di fede. Alcuni vorrebbero momenti di vero e proprio catechismo ma più di tanto non posso offrivi.

Questo momento mensile con la PAROLA DI VITA può fare al vostro caso ed esservi di aiuto. Pensateci…

 

433. IN CAMMINO – Cresima (2)

Sabato prossimo l’Arcivescovo tornerà in Parrocchia per “cresimare” quattro ragazzi che erano rimasti esclusi dal primo turno a causa dell’epidemia.

Sono ragazzi bravi e preparati per cui ho richiesto questo nuovo appuntamento che l’Arcivescovo ha accolto di buon grado.

L’appuntamento con la Cresima, sempre a causa dei problemi determinati dall’epidemia, al momento mi sembra un po’ snobbato dai ragazzi di III Media e probabilmente anche dalle famiglie. Infatti risultano iscritti pochi ragazzi sia al corso ordinario – quello del sabato – sia a quello straordinario – quello del venedì -.

Questo disamore mi spiace perché i ragazzi di III Media sono quelli più bisognosi di cura visto che sono in piena fase adolescenziale e sono bisognosi di una cura speciale.

Il programma come sapete prevede l’approfondimento dei dieci “Comandamenti” e lo studio delle “Beatitudini”.

Se i “Comandamenti” sono già conosciuti, le “beatitudini” invece risultano assolutamente sconosciute mentre invece sono la pagina più importante del Vangelo. Non conoscerle sarebbe una grave lacuna sia dal punto di vista religioso ma anche culturale.

Ho fatto appello ad alcuni genitori che mi risulta si siano già impegnati a passare parola agli altri. Lo scrivo oggi sul blog sperando che questo nuovo appello abbia una risposta più positiva.

Grazie della collaborazione e che il Signore ve ne renda merito. dP

P.S. Alcuni mi chiedono di fare un corso sull’argomento anche per i grandi visto che un tempo le Beatitudini non rientravano nel programma catechistico. Purtroppo al momento non ne ho la possibilità ma in futuro spero proprio di potervi accontentare.

 

432. IN CAMMINO – percorso sinodale

Puff, puff… Sono riuscito a “sbobinare” i contributi che mi avete inviato per il percorso sinodale diocesano. Sono stati molti e tutti assai pertinenti.

Ho fatto così. Dapprima ho diviso in due parti i contributi fermando l’attenzione soltanto sulla prima parte, quella relativa alla vita della comunità cristiana ecc.

Poi ho estrapolato da ogni contributo, e per ogni quesito, una o più frasi interessanti. Infine ho preparato una sintesi sfruttando anche il materiale che mi hanno inviato da Vittoria Apuana.

Adesso si tratta di leggere i contributi delle altre 4 Unità Pastorali della Versilia per poi preparare una sintesi da presentare alla segreteria diocesana.

Il lavoro, come avete capito, non è per niente semplice anche se ricco di spunti. Per questo motivo ho deciso di trattenere tutto il materiale per poterlo poi pubblicare sulla nostra rivista parrocchiale. C’è davvero di che riflettere. Per tutti: per noi sacerdoti ma anche per i laici!

Quello che più mi ha incuriosito e che ho letto avidamente riguarda il giudizio sulla predica. È risaputo che l’Omelia è il momento più delicato della celebrazione Eucaristica. Conclusa la lettura del vangelo i fedeli si siedono, rassegnati, per ascoltare un commento il più delle volte tirato via. Sono attentissimi … all’orologio e sospirano aspettando la conclusione.

Personalmente cerco di prepararmi al meglio e di non essere noioso ma riconosco che potrei essere più brillante. La prima predica, quella del msabato sera, mi riesce peggio. Osservado poi le reazioni dei fedeli tolgo o aggiungo qualcosa per migliorare  quelle successive. Ma il risultato non cambia. Riconosco d’essere molto, troppo, pesante. Ho il pregio però d’essere molto conciso e questo è un punto a mio favore.

Portate pazienza. Cercherò di migliorare. A domani, dp