409. IN CAMMINO – Ecco, si comincia!

Immagino che abbiate già sentito parlare del percorso sinodale indetto dai Vescovi italiani dietro sollecitazione di papa Francesco.

Questo percorso coinvolgerà tutti i paesi del mondo con scadenze precise e servirà a fare il punto sulla situazione della religione cristiana ma anche e soprattutto per risvegliare nelle coscienze l’amore per Gesù.

Si tratta adesso di rispondere, parrocchia per parrocchia, ad alcune domande specifiche. Sono una decina di domande che ho provveduto io stesso a rendere più comprensibili.

Andrebbero sviluppate in presenza, tutti insieme, d’intesa pure con le altre parrocchie della nostra Unità Pastorale (Querceta, Vittoria e Forte dei Marmi) ma, visti i tempi, abbiamo ritenuto opportuno proporle alle singole persone.

Le risposte dovranno essere contenute la soprattutto sincere: al riguardo non andrà riportato il nome dell’estensore ma solo l’età. Queste poi verranno opportunamente sintetizzare e presentate al Consiglio pastorale di Vicariato. Il Consiglio poi le passerà alla Curia che, dopo una nuova sintesi, le invierà alla Santa Sede.

Non credo proprio che finiranno sul tavolo da lavoro del Papa ma comunque sia potranno essere utili. Quindi proviamo a rispondere con sincerità.

Il questionario sarà pubblicato domani anche sul blog in coda al bollettino nel caso qualche amico di fuori parrocchia volesse aiutarci.

Buon lavoro.

408. IN CAMMINO – Aspettando… Otello

Quest’anno Otello non sarà presente, nell’occasione della festa di sant’Antonio abate, per la tradizionale benedizione degli animali.

Otello è il nome che diamo al porcello che ogni anno viene portato in chiesa da Alessandro, agricoltore & allevatore espertissimo oltre che amico e “portantino” della Compagnia del SS.mo Sacramento.

Anche se l’animale cambia di anno in anno (per motivi facilmente intuibili) il nome resta invariato come del resto gli altri nomi dei simpatici animaletti sempre presenti alle nostre celebrazioni: Luisella la pecorella, Tino il gattino, Capra la capra (in questo caso nome e animale si fondono) ecc.

Otello è sempre stato il beniamino dei ragazzi del catechismo pronti a rimpinzarlo di leccornie: pappa al pomodoro avanzata dal desco familiare, durissime croste di formaggio, yogurt scaduto e soprattutto gustosi torsoli di mela.

Anche nei miei confronti è stato festoso: nel momento in cui mi avvicinavo per la benedizione scodinzolava, grugnendo felice.

È risaputo che anche gli animali hanno le loro simpatie e antipatie. I maiali, ad esempio, sfuggono la chiesa di Ripa. Addirittura si nascondono spaventati al vedere don Roberto, il parroco, che non riesce a spiegarsi il motivo.

Chiudo la nota quotidiana con l’assicurazione per tutti i padroncini di bestiole che la benedizione ci sarà ugualmente anche in assenza di animali. Torneranno, a Dio piacendo, il prossimo anno.

P.S.  A proposito di don Roberto devo ringraziarlo perché mi ha donato, nell’occasione delle feste del Natale una mortadella versiliese e una sfilza di salsicce davvero speciali. Don Roberto infatti oltre che parroco è “norcino” professionista e questo potrebbe spiegare la disaffezione dei maiali nei suoi confronti.

407. IN CAMMINO – povero San Giovannino

Domenica scorsa, nel pomeriggio, alcuni ragazzi entrati in chiesa hanno vandalizzato la piccola statua di San Giovanni presente all’ingresso lato monte.

Incuranti della telecamera posta proprio la loro testa si sono aggrappati alla acquasantiera (correndo il rischio di restarne travolti) e poi hanno rovinato la statuetta.

Cosa fare?

La statuetta aveva già subito dei danni ma erano stati danni non voluti. In un caso, ad esempio, una mamma col bambino in braccio si era avvicinata troppo e così il bimbo aveva divelto la statuina… Così allo scopo di eliminare il problema l’amico e collaboratore dr. Francesconi, a proprie spese, rialzò l’acquasantiera di circa 15 centimetri, solidificò la base, riparò la statua ecc.

In questo caso invece non è stato un incidente ma un gesto voluto e quindi le cosa cambiano. Al momento ho deciso di aspettare sperando che qualcuno, autore del gesto o genitore, si faccia vivo se non altro per riconoscere l’errore.

Poi vedrò. L’idea di ricorrere a una denuncia mi spiace perché ci potranno essere conseguenze pesanti. Però non posso nemmeno rimetterci di immagine magari accusato dalla Soprintendenza ai Monumenti di incuria o simili. Speriamo bene.

In attesa di nuovi sviluppi provate a chiedere ai vostri ragazzi: “dov’ eri Domenica pomeriggio? Non eri mica davanti alla chiesa verso le quattro? Per caso non sei mica entrato/a (c’era anche una femmina, si vede bene) a dire le preghierine? Hai fatto il segno della croce? Non ti è mica rimasto in mano un pezzetto di marmo?