326. IN CAMMINO – … poco più che adolescente

Poco più che adolescente ha trovato la morte tirandosi sotto il treno, ieri, alla stazione di Querceta. Ignoro, al momento, sia il nome che le probabili motivazioni che hanno spinto questo povero giovane a suicidarsi ma certo questo tragico evento è una sconfitta per tutti noi: genitori, educatori, sacerdoti ecc.

Come scrivevo nell’editoriale della rivista d’estate tanti giovani, nascosti da una maschera di autoreferenzialità, apparentemente sicuri di sé, in realtà nascondono una profonda solitudine e di conseguenza conoscono momenti di depressione.

Cosa fare per loro che, concluso il catechismo, si allontanano dalla pratica religiosa e respingono addirittura chi, per anni, li ha seguiti con amore?

Non ho una risposta, purtroppo. Penso però che, pur evitando di infastidirli con i nostri messaggi, dobbiamo continuare a seguirli come fossero figli nostri. Capisco che sentirsi sopportati o addirittura rifiutati e irrisi genera sconcerto e risentimento ma come i genitori così gli educatori/catechisti e i sacerdoti e le suore devono fare di tutto per mantenere un minimo di contatto preoccupandosi per loro e seguendoli poi giornalmente nella preghiera.

Stasera, con i catechisti/consiglieri, inizierò proprio da questo punto e spero che tutti concordino con me.

Chiudo con un APPELLO a venire in chiesa per la festa della nostra Patrona per raccomandarle sia le vittime del lavoro (vedi l’articolo di ieri) sia i giovani delusi dal nostro egoismo.

325. IN CAMMINO – Andrea Bascherini

Ieri, festa della Madonna del Sole, ho partecipato alla solenne concelebrazione in Duomo a Pietrasanta insieme con l’Arcivescovo e i confratelli del Vicariato della Versilia: nell’occasione infatti siamo soliti ormai da anni iniziare il cammino vicariale.

È stata una bella festa, animata dai canti del Coro, con il Sindaco e numerosi fedeli presenti. Anch’io ho avvertito la bellezza dello stare insieme a pregare sotto la protezione della Madonna.

Però…

In mattinata era rimasto schiacciato sotto alcune lastre di marmo un operaio di Ripa. Non lo sapevamo e così quando stamattina ho letto la notizia sul giornale ho avvertito un grande dispiacere: per la vittima ma anche per i familiari e per tutta la comunità versiliese già colpita da analoghe tragedie. Ho avvisato subito l’Arcivescovo pure lui addolorato per la vittima e per non aver saputo niente…

Domenica prossima sarà la festa dell’Addolorata! Quante volte la nostra comunità versiliese ha pianto simili tragedie. Ho scovato un documento che mette i brividi… Non me la sento di pubblicarlo perché troppo crudo ma purtroppo è vero. Allora erano fatti frequenti che la gente non ci faceva più caso ma certi episodi facevano davvero male… Pensate: andavano a lavorare per un tozzo di pane e trovavano la morte travolti dalle onde o schiacciati dai marmi.

Non so chi leggerà questa mia nota. Ma chi la leggerà mi prometta di unirsi alla nostra preghiera quando, Domenica prossima, ci affideremo alla nosytra Patrona, la Madonna Addolorata.

324. IN CAMMINO – riunioni vicariali

Se ieri ero “lanciatissimo” oggi sono “lanciato”: ho dovuto infatti mettere mano al calendario degli incontri vicariali e mi si è spento l’entusiasmo!

Adesso vado in chiesa e cerco di calmarmi per poi, con maggiore tranquillità, riprendere il lavoro nel pomeriggio.

In chiesa è già esposta la venerata Immagine della Madonna Addolorata: veglia sulla nostra comunità da quasi 150 anni. Era presente infatti nella (prima) chiesa prima ancora che venisse elevata a parrocchia… Chissà quante persone, prima di noi, si sono fermate a pregare,  a “sfogarsi” come si suole dire nei momenti di tristezza e di abbandono.

Il tempo che viviamo, purtroppo, non è un tempo facile… per nessuno! Sono tali e tanti i problemi che rischiamo di venirne travolti. Ecco dunque la necessità di stringerci a Maria per avere conforto.

Per ricordare i tanti marinai che, nel tempo, si sono affidati a lei prima di imbarcarsi è esposto, ai piedi dell’Immagine, un veliero tipico fortemarmino.

Fatelo vedere ai vostri ragazzi e spiegategli che con quelle barchette e con la devozione alla Madonna nel cuore i nostri avi hanno fatto grande il paese.