403. IN CAMMINO – Aerosol

Stasera dovrei ricominciare a dire Messa. Ho ancora la tosse ma spero mi passi nel corso dei prossimi giorni. Ringrazio Dio d’essere risultato negativo al tampone perché la cosa avrebbe comportato seri contrattempi per la parrocchia vista la carenza ormai endemica di sacerdoti.

In questi giorni ho potuto contare su don Martin che però adesso torna a Roma. Sono stato aiutato anche da don Edoardo che però ha già due parrocchie da accudire…

Ci sono le suore, è vero. In alcune parrocchie sono loro a sostituire il parroco in caso di malattia e li sostituiscono anche bene ma le suore non possono celebrare…

Adesso però voglio “pensare positivo” e non lasciarmi prendere dalla paura di quello che potrebbe capitare. Confidiamo nell’aiuto di Dio, nella perizia dei medici e nel buon senso delle persone sperando che tutto questo passi velocemente.

Al momento, come ho già scritto sopra, ho interrotto gli antibiotici e faccio soltanto l’aerosol attaccato a uno strumento a forma di orsacchiotto… Pare che sia efficacissimo. Speriamo bene!

402. IN CAMMINO – È arrivata la Befana

In anticipo di qualche giorno per portare i doni – delle cioccolate al latte – da consegnare ai bambini buoni il giorno dell’Epifania. Ha fatto una sosta al supermercato Raffaelli e noi ne abbiamo approfittato!

Con tutti i problemi di questi giorni non so se i bimbi verranno. In ogni caso le cioccolate sono a disposizione: sarà sufficiente toglierle dalle scatole e il gioco sarà fatto.

Certo è una “befana” un po’ triste non soltanto per l’epidemia ma pure per l’anzianità e la malattia che hanno messo alle corde le nostre carissime signore che, negli anni, hanno impersonato con successo questa simpatica vecchietta.

Voi lettori di paese sapete bene a chi mi riferisco…

Intanto la MARIA ROSA che si prestò a interpretare il personaggio nei primi anni della mia venuta al Forte. “Dama di San Vincenzo” fin dalla prima ora, si è spesa per i poveri del paese offrendo a tutti dolcezza e amore. Oggi, purtroppo, è confinata in un letto ma il sorriso col quale mi accoglie quando vado a farle visita è rimasto lo stesso di sempre.

E ancora la LILIANA un vero e proprio “personaggio” del paese. “Ufficiale” della Croce Rossa Italiana, “contralto” della Corale Fortemarmina, pure lei “Dama di San Vincenzo”, attiva professionista, ha interpretato con espressione il ruolo del “Befano” – il marito della Befana – ora facendo gli occhiacci ora invece offrendo i dolcetti ai piccoli che le si assiepavano intorno, incuriositi. Fin che ha potuto è venuta in chiesa; oggi pure lei, per prudenza, è costretta alla poltrona ma resta la donna forte di sempre pronta alla battuta anche con me.

E infine la CLARITA, “befana poetessa” perché interpretava il personaggio in un modo tutto particolare: offrendo ai piccoli carezze e doni e ai grandi – per un giorno pure loro bambini – canti di altri tempi e poesie in rima davvero pregevoli. La Clarita era cresciuta, per così dire, “dalle e con” le Suore Canossiane: avendo una voce straordinaria interpretava fin da ragazzina ruoli da prim’attrice negli spettacoli teatrali curati dalle Madri… La malattia, purtroppo, l’ha privata della sua bella voce: però riesce ancora a guardarmi e a sorridere.

Tre donne “speciali”. E, se consentite, tre grandi donne “cristiane”!

E tutte e tre amorevolmente assistite da figli ugualmente “speciali” che non le abbandonano nemmeno per un momento!

401. IN CAMMINO – In attesa…

Il tempo dell’attesa si caratterizza per lo stato d’ansia che determina in chi lo vive, nolente o volente.

Può essere tempo perduto quando l’ansia prende il sopravvento; oppure tempo guadagnato quando, costretti ad attendere e pure ansiosi, riusciamo a sfruttarlo pensando, pregando, scrivendo come sto facendo io in questo momento.

Sono in attesa della dottoressa per il secondo tampone. Il primo è andato bene ma adesso c’è il secondo… ma la dottoressa tarda a venire… e se fosse positivo?

Ho deciso così di recitare con calma le consuete preghiere del mattino, il Padre nostro, l’Ave Maria, il Gloria, l’Angelo custode e l’Eterno riposo.

Poi mi sono rivisto e riascoltato nel filmato di ieri: devo dire che mi sono piaciuto molto con quel lumino in mano a indicare la luce di Cristo che illumina il nostro cammino terreno… L’avete visto? Vi è piaciuto?

Poi mi sono messo a scrivere la presente nota. So benissimo che i lettori sono pochi, appena un centinaio, ma affezionatissimi perché non saltano una nota!  Questo mi fa sentire in buona compagnia, mai solo.

Driiin… È la dottoressa.

“Tranquillo, don Piero. È negativo anche stamani. Attenzione però almeno per altri due-tre giorni perché una ricaduta sarebbe pericolosa”.

Bene, ringraziamo Dio. Proprio adesso mi hanno telefonato per un funerale e trovare un prete per la funzione non è facile. Vorrà dire che riuscirò a celebrarlo io stesso senza scomodare nessuno.