83. IN CAMMINO – Rolando

L’avevo incontrato l’ultima volta un anno fa, a Camaiore, e lo avevo trovato sofferente ma, tutto sommato, di buon umore.

Dopo le premesse d’obbligo relative alla salute avevamo subito dirottato il discorso sui funghi. Rolando infatti era, per tutti, il “fungaio”: da sempre fermava il furgone sulla piazza della chiesa (provvisto del relativo permesso del Comune e del sottoscritto) e faceva il suo mestiere intrattenendo gli acquirenti sugli argomenti più disparati visto che era un uomo intelligente.

Quando mi si presentò per la prima volta – a parte la sorpresa di avere un fungaio sulla piazza della chiesa – ci feci subito amicizia: mi chiese a quanto ammontava il disturbo…

Al mio diniego – non mi piace spillare soldi a chi lavora – mi ringraziò e mi ricompensò con un bel tagliere di polenta e funghi e due bottiglie di vino che accettai volentieri.

Quando avevo bisogno di funghi mandavo sempre qualche persona al posto mio ma lui capiva e aggiungeva sempre qualche “porcino” come omaggio.

Un giorno mi salvò la vita.

Nel parco di Roma Imperiale avevo scorto dei funghetti con il cappellino rosso e ne avevo raccolti un bel po’. Poi avevo raccolto anche un fungo gigantesco, tutto color bianco, bellissimo.

Giunto a casa feci subito controllare il cestino a Rolando che tirò tutto nel cestino posto a fianco della chiesa e mi spedì di corsa a lavarmi le mani. I funghetti erano buoni ma il maxi-fungo era velenosissimo (“satana”). Mi suggerì poi di provvedere alle Messe e di non invadergli il campo… perché avrei rischiato la pelle.

Domenica prossima, festa dell’Addolorata, lo ricorderò alla Messa delle 10.00.

 

82. IN CAMMINO – festa della Madonna del Sole

Questo pomeriggio si è tenuta la celebrazione eucaristica in onore della Madonna del Sole, in piazza, a Pietrasanta.

Penso che il proposto e i suoi collaboratori abbiano lavorato moltissimo per preparare la liturgia: cavi, microfoni, casse acustiche, sedie, transenne… ma, come qualcuno ha detto, quando si lavora per il Signore non si avverte la fatica!

Nonostante i problemi legati al virus non sono mancati i fedeli e nemmeno i confratelli sacerdoti e diaconi. Ottimo anche il servizio d’ordine curato dalla Misericordia, dall’Unitalsi e da altri gruppi che però non sono riuscito a riconoscere.

L’Arcivescovo ha commentato le letture bibliche e ha parlato della devozione alla Madonna. Io ho parlato al termine della celebrazione facendo presente ai fedeli che nell’occasione davamo inizio all’anno pastorale.

L’anno pastorale è l’equivalente ecclesiastico dell’anno sociale. Va da Settembre a Giugno. In questo periodo si propongono iniziative specifiche atte a favorire una maggiore conoscenza della Parola di Dio a tutti i livelli.

Si va dal catechismo per i piccoli ai gruppi famiglia per i grandi; dal servizio Caritas allo studio della dottrina sociale; si cura poi in modo particolare la liturgia eucaristica e gli altri sacramenti.

Ovviamente la Chiesa e quindi la Diocesi, il Vicariato, la Parrocchia non sono aziende. In queste è la resa economico-finanziaria a stabilire la riuscita di una iniziativa.

Nel nostro caso si lavora a livello umano-spirituale, tenendo ben presente il Vangelo, meglio la persona di Gesù Cristo, per cui anche un apparente fallimento può essere un successo… Non scrivo questo per giustificare impegno modesto o scarsi risultati ma per sottolineare che tutta la pastorale va vista/considerata alla luce del Mistero della Salvezza in altre parole alla luce del sacrificio di Gesù Cristo sulla croce.

La questione andrebbe spiegata meglio ma adesso sono stanco… a domani!

 

 

81. IN CAMMINO – Ultima Messa nel Parco

C’è l’ultima Cena nel cenacolo e l’ultima Messa nel parco delle Suore.

La prima, struggente fino alle lacrime, soprattutto quando si celebra alla presenza dei piccoli, il Giovedì santo.

La seconda, ugualmente struggente perché rinnova, nella liturgia ma non solo, la bellezza dello stare insieme con Gesù e tra noi.

Anche quest’anno ci sono state lacrime in abbondanza… Per di più la liturgia richiamava proprio una delle frasi più belle del Vangelo: “Dove due o tre sono riuniti nel mio Nome io sono lì, in mezzo a loro”.

Mentre scendeva la sera, complice la commozione determinata dal momento, avvertivamo la presenza di Gesù come già gli apostoli di Emmaus.

“Resta con noi, Signore, perché si fa sera”.

Poi la tensione si è sciolta. Ho fatto un paio di battute. C’è stato qualche sorriso e poi abbracci a non finire seppure a distanza fra i locali e gli ospiti.

Gli occhi brillavano di gioia perché eravamo tutti consapevoli che la lontananza fisica non ci avrebbe mai tolto la gioia del sentirci fratelli.