143. IN CAMMINO – Santa Barbara

Nell’occasione della festa di santa Barbara il quadro raffigurante la Santa è stato esposto davanti all’altare. Lo avevo esposto già domenica scorsa ma a lato dell’organo e non era stato notato da nessuno. In più c’era stato un equivoco fra il sottoscritto e l’amico Binelli, camarlingo della nostra chiesa parrocchiale, che da sempre mi suggerisce il da farsi per quanto riguarda gli appuntamenti religiosi più importanti: avevo capito che intendeva “anticipare” la memoria alla domenica precedente mentre invece si riferiva alla domenica successiva.

Perché è importante celebrare la festa di Santa Barbara? E perché alla Messa intervengono i marinai? E, ancora, perché è raffigurata in quel modo?

I parrocchiani già conoscono le risposte. Dal momento però che queste mia note vengono lette anche da tante persone che non sono del Forte (siete voi che mi fate pubblicità… e vi ringrazio di questo servizio) rispondo anche se in modo estremamente conciso.

  1. È importante celebrare la festa perché Santa Barbara è patrona di tutti coloro che hanno a che fare con i prodotti esplodenti (minatori, cavatori ecc.) e qui in Versilia ce ne sono su alle cave del marmo e alle raffinerie petrolifere.    Inoltre è la “custode della memoria” delle 11 vittime e del centinaio di feriti della tragica esplosione del 31 Maggio 1916 quando saltò in aria la SIPE di Forte dei Marmi.    Come pure delle 32 vittime  del 29 Giugno 2009 quando esplose un contenitore ferroviario GPL alla stazione di Viareggio.
  2. Intervengono i marinai perché ricordano i compagni d’armi caduti nel corso delle guerre per l’esplosione dei depositi di munizioni a bordo delle navi.
  3. È raffigurata sorridente e biondissima perché ricorda la signora Luigina Giannelli che il marito Sirio, pittore per diletto, scelse a modello per raffigurare Santa Barbara.

È giusto quindi celebrare la festa in modo dignitoso!

142. IN CAMMINO – Immacolata

La Novena dell’Immacolata si tiene ogni giorno all’inizio della Messa con un’appendice al termine. È poca cosa perché ci limitiamo alla lettura della famosa preghiera di San Bernardo, all’inizio, e alla consueta Ave Maria al congedo dei fedeli.

Negli anni passati cantavamo l’inno all’Immacolata, alcuni anni quello in italiano, altri anni quello in latino ma quest’anno non è possibile per le ormai note prescrizioni sanitarie che proibiscono i canti in assemblea onde evitare possibili contagi.

Oggi, per voi e per i vostri cari, trascrivo qui di seguito l’antico testo di lode alla Vergine Immacolata, in lingua latina, che eravamo soliti cantare nella tradizionale melodia gregoriana.

Voglio dedicarlo alla signora Barbara (del turno A di pulizia della chiesa) dato che ho scoperto casualmente che ha frequentato come me il “classico”… ed era bravissima!

Poi nel filmato che vi proporrò nel giorno dell’Immacolata ve lo farò anche ascoltare.

Tota pulchra es Maria  –  et macula originalis non est in te!

Tu gloria Jerusalem  –  tu laetitia Israel

Tu honorificentia populi nostri  –  tu advocata peccatorum

O Maria

Virgo prudentissima  –  mater clementissima

ora pro nobis  –  intercede pro nobis

ad Dominum  Jesum  Christum

141. IN CAMMINO – mascherina

Ombrelli, cappelli e adesso anche mascherine.

Da sempre perdo ombrelli e cappelli. È una cosa incredibile. Giusto ieri sono uscito col cappello e sono rientrato senza… Mi sono messo a pensare e ho deciso di rifare lo stesso itinerario per vedere di recuperarlo. È un cappello di poco valore ma essendo ammosciato dall’uso prolungato ha il pregio di entrare nella tasca del cappotto e questa è una garanzia contro lo smarrimento.

Niente da fare. Ho girato in lungo e in largo come una trottola ma non sono riuscito a ritrovarlo e quindi ho rimediato dall’armadio un goffo cappello a visiera con tanto di paraorecchi che mi rende decisamente ridicolo. E va bene. Pazienza.

Ma adesso il problema si pone anche con la mascherina. Quando sono fuori casa o in chiesa la tengo ma poi, una volta rientrato, la tolgo e il più delle volte  non ricordo dove l’ho lasciata.

E così quando suonano alla porta ed è necessario indossarla ed ecco il dramma.

“Drinn… Drinnn…”

Dov’è la mascherina? Ah, eccola…

“Vengo subito”!

L’occhio si è fermato su una mascherina abbandonata… Ma è la mia o quella di …    Non sono molto quelli che circolano per la canonica ma qualcuno c’è e quindi il problema si pone. Meglio controllare.

Intanto chi è fuori suona di nuovo e per farsi meglio udire picchia anche con le nocche sulla porta.

Non è la mia, accidenti, è quella della Flavia (è una super-mascherina rinforzata… in pratica sono tre mascherine cucite insieme). Eccone un’altra ma non può essere la mia perché ha uno sbaffo rosso e io non uso il rossetto.

“Eccomi, eccomi”.

Eccola finalmente. Ma sarà meglio quella chirurgica o la FFP2 visto che chi suona-bussa-chiama fuori della porta è uno sconosciuto o almeno così mi sembra dal colore degli occhi.

Opto per quella chirurgica perché è a portata di mano e intanto chiedo:

“Chi è ?”

“Sono Mascherina, (è un soprannome assai comune a Forte dei Marmi) ho bisogno di fare una parola”.

Incredibile, vero?