116. IN CAMMINO – Sos poveri

Sono davanti al computer in attesa di collegarmi attraverso zoom con i sacerdoti responsabili degli 8 vicariati della Diocesi e con l’Arcivescovo.

Nel frattempo leggo gli avvisi della Curia

Fra questi il materiale per l’animazione della “giornata dei poveri” in programma per Domenica 15 Novembre. Le proposte sono numerose come numerose sono le necessità delle persone in questo momento.

Solo che i “contribuenti” sono sempre gli stessi che, in questo difficile momento, pure loro faticano ad andare avanti. Ne viene che se, nell’occasione della prima “ondata” del virus è stato piuttosto facile organizzare gli aiuti adesso è assai più difficile.

Prendo ad esempio il caso della nostra parrocchia: in primavera siamo riusciti ad aiutare tutti sfruttando, tramite la Caritas-San Vincenzo, le somme di riserva della parrocchia e le donazioni di alcuni benefattori.

Avendo un bel po’ di soldi a disposizione siamo riusciti a beneficare non soltanto offrendo generi alimentari a residenti e non ma anche pagando bollette, rate di mutui ecc. E non solo ai “nostri” ma anche a persone di fuori paese.

Ma le riserve erano frutto dei risparmi degli anni precedenti. Adesso anche il fondo di riserva è modesto per cui non credo che, almeno a breve potremo fare più di tanto. Questo però, ne sono certo, determinerà alcuni malumori in chi è abituato a essere aiutato ma c’è poco da fare almeno per il momento.

Domenica prossima offriremo il “santino” dei morti a favore della San Vincenzo. Lo faremo però con molta discrezione, senza insistere. Veniamo infatti dalla “giornata per l’obolo per il Papa”, dalla “giornata missionaria”, dalla “questua speciale per padre Damiano”, a breve vi sarà, come già detto, la “giornata per i poveri”… insomma non possiamo stare sempre a chiedere e a chiedere agli stessi!

Comunque sia per un “piccolo” aiuto dovremmo farcela anche stavolta sempre che la situazione non precipiti.

115. IN CAMMINO – S.Bakita

La Domenica non è andata male, per fortuna. Rispetto al numero consueto dei presenti eravamo pochi però in numero sufficiente per una celebrazione dignitosa. Alcuni, da fuori paese, mi scrivono per sapere se trasmetto la Messa su youtube ma al momento non lo ritengo necessario. Penso che queste brevi note giornaliere al momento possano essere sufficienti per mantenere tra noi un minimo di contatto. Poi, peggiorando la situazione, vedremo.

Oggi voglio scrivervi a proposito di santa Bakita, la compatrona della congregazione Canossiana, ben conosciuta da tutti i fortemarmini.

Lo spunto me lo ha dato la Teré Aliboni consegnandomi un vecchio e malridotto santino della Santa.

Il marito della Teresa, Giampiero Becheroni, prima di entrare a lavorare sulla “barca” dell’Avv. Agnelli, aveva navigato in lungo e largo in qualità di “nostromo” sulle petroliere.

Nell’occasione di uno sbarco al porto commerciale marittimo di New York per scaricare il greggio scese a terra per qualche giorno di libertà. Quel giorno era particolarmente uggioso: piovigginava e c’era una coltre nebbiosa che costringeva a procedere con circospezione.

Così gli capitò di osservare, nel terreno reso umido dalla pioggia, un santino che raffigurava santa Bakita, personaggio sconosciuto ai più ma non a Giampiero che conosceva bene le Canossiane per averne avuto fin da piccolo assidua frequentazione.

Lo raccolse con rispetto e devozione e se lo pose, come usa anche oggi per tantissimi fra noi, nel portafogli pensando alle sue care suore.

All’epoca Bakita non era stata ancora proclamata né Santa né Beata: infatti sul retro del santino, insieme all’invocazione, c’é anche un rescritto in cui si chiede ai devoti di segnalare eventuali “grazie” concesse dal Signore per l’intercessione della suora.

Il santino in questione è stato amorevolmente conservato dalla moglie che ne ha fotocopiato alcuni esemplari per farne dono alle Suore, al sottoscritto e a coloro che continuano a invocarla.

Adesso provo a fotografarlo e a inserirlo nell’articolo.

114. IN CAMMINO – Padre Damiano

Domenica prossima Padre Damiano, mio ex-allievo e oggi sacerdote in Libano, viene a celebrare Messa (18.00) al Forte per presentare la situazione religiosa/sociale in quel paese e per raccogliere qualche contributo.

Gli ho spiegato che anche Forte dei Marmi in questo periodo risente della congiuntura epidemica e quindi non troverà in chiesa i fedeli degli anni passati ma è un coraggioso e ha deciso di venire ugualmente.

In questa breve nota anticipo, in qualche modo, quello che dirà in modo che anche coloro che non potranno intervenire avranno la possibilità, se non altro, di offrire una preghiera per lui e per la sua comunità.

Dunque la situazione religiosa non è male per quanto i rapporti con gli islamici siano sempre molto delicati. Le chiese sono assai frequentate e la devozione, soprattutto quella alla Madonna, è molto forte.

Ma l’aspetto ancora più bello è che c’è, fra le due comunità, uno stretto rapporto per quanto riguarda l’aiuto ai poveri. La parrocchia, ad esempio, assicura circa 300 pasti caldi 4 volte alla settimana seppure con grande sacrificio.

Quando si è verificato il tragico incidente, mi riferisco all’esplosione nel porto di Beirut, ci sono stati momenti di forte apprensione perché non riuscivano più a reperire la materia prima, riso e pasta, ma sono riusciti ad andare avanti ugualmente.

In questo contesto anche il nostro piccolo aiuto potrà essere importante.