51. IN CAMMINO – puff-puff

Soltanto poche righe perché sono… “cotto”.

Però sono anche molto felice perché ancora una volta ho avvertito il profumo di Gesù.

Nei piccoli che hanno ricevuto la prima Comunione, nel Battesimo di Alessandro, nelle persone che ho incontrato, nelle piccole circostanze della vita quotidiana.

Talvolta “fare” il prete è terribilmente pesante ma altre volte è incredibilmente bello e gratificante.

Vado a suonare le campane perché devo tornare “in servizio”.

50. IN CAMMINO – combinazione?

Questa mattina ero un po’ depresso perché, probabilmente a causa della sofferenza psicologica data dall’epidemia che ci ha costretti alla clausura, ci sono un certo numero di famiglie che sono in difficoltà di relazione.

Problemi stupidi che però poi diventano pesanti e a un certo punto appaiono insormontabili.

Il mio compito di parroco mi impone di adoperarmi per favorire l’intesa anche se conosco poco certe dinamiche e rischio di fare brutte figure.

Per fortuna lo Spirito Santo viene in aiuto e tutto si risolve… con gli interessi nel senso che mi vengono impartite vere e proprie lezioni di vita da altri  coniugi che dimostrano di “credere” nella famiglia oltre che di volersi un gran bene.

Ad esempio questa mattina mentre stavo scrivendo l’articoletto quotidiano (*) mi si è presentata una signora che stasera celebra il 25° di matrimonio che mi ha regalato delle “perle di saggezza”.

Perle che ho subito “sfruttato” per portare serenità in un’altra famiglia.

Combinazione?

Può darsi. Io però ci vedo la presenza dello Spirito santo che mi è venuto incontro offrendomi – attraverso la coppia del 25° – delle parole così belle che hanno riportato subito gioia in un’altra famiglia.

(*) Ieri ero a Roma. C’erano 38° di temperatura e ho rischiato di sentirmi male. Meno male che ero in compagnia di Lorenzo che mi ha fatto bere un buon litro d’acqua fino a riprendermi.

49. IN CAMMINO – Seminaristi

Ieri abbiamo celebrato la giornata per il Seminario presenti due giovani seminaristi.

Il Seminario, com’è noto, prepara i giovani a discernere la vocazione in vista dell’ordinazione sacerdotale. È un cammino lungo fatto di ben sette anni e qualcosina…

C’è un primo anno, detto propedeutico, nel corso del quale i giovani pur continuando gli studi universitari o la professione si incontrano regolarmente con un giovane sacerdote per valutare se si tratta di vera vocazione o di infatuazione ecc.

Poi inizia il corso di studi vero e proprio che si conclude dopo ben sei anni con il Baccalaureato in Teologia che consente l’insegnamento della disciplina (previa abilitazione) e, a discrezione del Vescovo, l’ordinazione sacerdotale.

Ma il baccalaureato, che corrisponde alla Laurea breve dell’Ordinamento Universitario Italiano è soltanto il primo traguardo accademico. C’è poi la Licenza per la quale occorrono almeno tre anni fra i corsi e la Tesi e questa corrisponde alla Laurea Magistrale. Infine il Dottorato di ricerca che si conclude con una pubblicazione scientifica. Ma non basta perché per ottenere il titolo di Dottore in Teologia, valido in tutti i paesi del mondo, bisogna assolutamente che la Tesi venga pubblicata e questo non è così semplice come si potrebbe pensare.

È vero che per l’ordinazione sacerdotale è sufficiente il baccalaureato ma come si può “frenare” il corso degli studi a dei giovani come quelli che sono venuti domenica scorsa…

Il primo laureato in Filosofia alla Normale e il secondo diplomato con lode al Liceo Classico. Sarebbe davvero un affronto al Signore che ha donato la vocazione a giovani tanto bravi!

Solo che per proseguire negli studi occorrono tanti, tanti soldi.

E questo, in definitiva, è il motivo delle giornate per il Seminario.

Detto questo vi ringrazio per quanto avete potuto fare per loro.