105. IN CAMMINO – a proposito di san Francesco

Scrivendo a proposito della festa di san Francesco mi sono dilungato su alcuni dettagli secondari dimenticando di spiegare che la nostra chiesa vanta una piccola ma assai carina statua del Santo.

Mi venne donata a suo tempo dalla moglie dello scultore Menchetti, abile artigiano fortemarmino attivo in Pietrasanta.

Lo avevo conosciuto personalmente fin dal mio arrivo al Forte. Me lo aveva presentato Renzo Ciucci e per un certo periodo di tempo lo avevo frequentato nella sua abitazione di Via Ponchielli.

La piccola statua viene esposta nell’occasione della festa del santo mentre per il resto dell’anno è posizionata all’altare del sacro Cuore insieme con la “Pietà”, sempre in marmo, del m° Orsetti.

Il breve filmato che segue vi aiuterà ad apprezzarla ancora di più.

104. IN CAMMINO – La Madonna del Rosario

Oggi celebriamo la festa della Madonna del Rosario. La statua lignea della Madonna del Rosario (un’opera davvero straordinaria scolpita da un artigiano di Bolzano) è presente nella nostra chiesa posta nella nicchia a sinistra entrando, poco prima della porta a vetri.

Era stata dismessa a favore della statua della Madonna di Lourdes: quella del Rosario infatti era colorata e “stonava” rispetto alle altre statue presenti in chiesa tutte color legno.

A me invece piacque subito non appena la vidi, nella stanza degli arredi, e decisi di intronizzarla dandole un posto in bella vista. E feci bene perché da allora la devozione è cresciuta almeno per quanto riguarda la recita del Rosario che, ormai da 24 anni abbondanti, viene recitato ogni giorno prima della Messa.

Anticamente la Madonna del Rosario veniva indicata come Madonna della Vittoria a ricordo della vittoria a Lepanto, il 7 Ottobre 1571, della armata navale delle nazioni europee sulla flotta turca che venne distrutta. Si diceva infatti che la vittoria era stata propiziata dalla preghiera del Rosario di tantissimi fedeli, con il papa in testa, che aveva accompagnato l’armata cristiana.

Successivamente tornò al vecchio titolo, quello indicato da San Domenico, che tanto aveva predicato la devozione del Rosario.

Chiudo quindi questa breve nota invitandovi a pregare, almeno oggi, il Rosario con una speciale intenzione che è quella per i nostri giovani.

C’è anche un breve filmato che spero vi faccia piacere.

 

 

 

103. IN CAMMINO – curiosità

Leggo questa mattina sul giornale che, a detta di illustri studiosi, il lavoro, pure quello ben remunerato, crea uno stress resistente pure ai farmaci ecc. e

Scorrendo l’articolo mi è venuto da pensare a coloro che NON hanno lavoro. Certo che se gli occupati soffrono di stress, mi sono detto, quelli che ne sono privi e non hanno di che mantenere la famiglia dovrebbero come minimo pensare al suicidio…

Non riuscire a trovare un’occupazione almeno dignitosa ed essere costretti a lavori occasionali, al nero, poco o niente retribuiti questo sì che procura stress.

In questi giorni, ad esempio, probabilmente per disguidi burocratici, a un buon numero di persone non è stata “caricata” la scheda con il reddito di cittadinanza e sono precipitati nel panico.

Me ne sono accorto perché io sono la prima persona cui ricorrono le persone in difficoltà e cerco, per quanto possibile di aiutare visto che i soldi che mi vengono consegnati dai benefattori servono principalmente a questo.

Ma è chiaro che in parrocchia non ci sono possibilità all’infinito. Senza contare che per certe “donazioni” viene richiesta, d’obbligo, la ricevuta fiscale e questo mi mette in forte difficoltà.

Se, ad esempio, certifico che la donazione mi è stata concessa per sanificare la chiesa e io invece la uso per aiutare le famiglie in difficoltà (come ho fatto soprattutto nel periodo più difficile dell’epidemia) potrei andare incontro a  sanzioni tanto più che non ho pezze giustificative se non la testimonianza di chi è stato aiutato o di chi ha consegnato materialmente la somma.

Ma non basta. Qualsiasi somma di denaro, pure nel caso si trattasse di una somma modesta, dovrebbe essere sempre tracciabile. Ma come avrei potuto, sempre nel periodo più brutto dell’epidemia, staccare assegni se poi le persone non potevano andare in banca a ritirare i soldi…

Insomma, problemi su problemi come se non bastassero quelli di tutti i giorni. Comunque, coraggio e avanti!