36. IN CAMMINO – Adorazione serale

Ieri sera, quando ho aperto la chiesa per l’Adorazione, pensavo proprio di restare da solo. Un po’ il caldo, un po’ le zanzare (micidiali) e soprattutto la paura di contrarre il virus avrebbero dovuto scoraggiare eventuali fedeli.

Invece qualcuno è venuto. Pochi, è vero, però tutti motivati e felici d’essere presenti. Io ho spiegato, durante le Messa della giornata, che più di tanto quest’anno non possiamo fare… manca la materia prima! Mancano i fedeli, per intenderci.

Però riconosco che l’Adorazione è una risorsa unica per la Comunità. Soltanto Gesù, presente nel Sacramento, ci può aiutare a superare questo momento drammatico per tante famiglie ma anche per le nostre comunità parrocchiali.

Quindi, almeno una volta la settimana, è bene che resti questo bellissimo appuntamento.

Vi prego, se possibile, di passarvi parola fra voi amici lettori in modo che cresca il numero dei presenti.

Chiudo questa breve nota giornaliera chiedendovi, in questo giorno speciale (è il primo Venerdì del mese) una preghiera per alcuni amici che hanno un particolare bisogno dell’aiuto di Dio. Non scendo nei particolari perché vi farei soffrire inutilmente. Soffro io per tutti. Però penso che con il vostro aiuto di preghiera potrebbe saltare fuori una soluzione…

Grazie.

35. IN CAMMINO – Padre Martin

È il sacerdote che sostituisce don Manuel.

Appartiene a una congregazione religiosa, quella dello Spirito Santo, che opera in alcuni paesi occidentali (di lingua inglese) in aiuto ai sacerdoti del posto.

La Congregazione non la conosco. Conosco bene però i due sacerdoti che già operano nella nostra Diocesi: padre James, parroco a Valdicastello, e padre Alex, vicario coadiutore a Marina di Pietrasanta con sede in Focette.

Entrambi ottimi sacerdoti che danno dei “punti” anche a noi italiani sia per la preparazione dottrinale che pastorale. Sono stato felice perciò di aver avuto la sua collaborazione.

Padre Martin è nativo del Kenia, ha 42 anni e attualmente studia scienze sociali a Roma. Parla l’italiano con un po’ di fatica ma capisce molto bene la nostra lingua.

Presterà servizio celebrando ogni giorno la Messa delle 8.00 e aiutandomi per l’intera giornata della Domenica. Un servizio ridotto dovuto al fatto che gli impegni pastorali e le presenze si sono ridotti drasticamente.

Sono certo che gli vorrete bene come avete voluto bene a tutti i sacerdoti che lo hanno preceduto. E lo aiuterete a svolgere al meglio il suo servizio.

 

34. IN CAMMINO – don Manuel

Questa mattina don Manuel ha celebrato per l’ultima volta in Sant’Ermete. Domani mattina presto lo accompagnerò alla stazione di Viareggio per tornare a Roma da dove, entro pochi giorni, rientrerà in Tanzania nella sua Diocesi.

In questo momento è su in camera che sta preparando i bagagli. Cerca di farsi animo ma lo vedo che è assai triste. In effetti sono stati quattro anni di forte impegno accademico ma anche di “libertà” dal lavoro pastorale sul campo.

Da adesso in poi non avrà molti giorni da dedicare a se stesso. Come tutti i sacerdoti dovrà mettersi al lavoro servendo Gesù nelle persone che il Vescovo vorrà affidargli.

Ha già avuto un duplice incarico. È stato nominato direttore di una scuola tecnica frequentata da un centinaio di allievi quasi tutti appartenenti a famiglie povere. Dovrà quindi verificare il piano degli studi e dare incremento numerico alla scuola che stenta ad andare avanti con le proprie forze. Da notare che non avrà stipendio di sorta se non i viveri per la sussistenza personale ma questo non lo spaventa essendo abituato a vivere con poco. Il vero problema sarà programmare il lavoro (agricoltura, falegnameria, muratura, meccanica, cucina ecc.), procurare gli strumenti e pagare gli insegnanti.

Oltre questo dovrà assistere ogni Domenica il Vescovo in qualità di “maestro di cerimonie liturgiche” in giro per la Diocesi e non solo, probabilmente con dimora nel palazzo vescovile.

A questo punto penso che abbiate capito che andrà incontro a tempi molto difficili sia dal punto di vista pastorale che personale.

Vogliamo dunque seguirlo con affetto come abbiamo fatto con gli altri sacerdoti che l’hanno preceduto. Io certamente non lo lascerò solo. Spero che voi facciate altrettanto.