138. IN CAMMINO – 24° anniversario

Domani, 28 Novembre 2020, sarà il mio 24° anniversario di ingresso in qualità di Proposto di Forte dei Marmi.

Ventiquattro anni sono davvero tanti! Eppure quasi non me ne rendo conto tanto velocemente sono trascorsi.

Mi scorrono sotto gli occhi le immagini dell’ingresso. La pioggerella, il corteo dal pontile con l’amico Arnaldo ad accompagnarmi (eravamo emozionatissimi entrambi), l’Arcivescovo che mi accoglieva all’ingresso della chiesa, i canti della “mia” Corale paesana (scrivo “mia” perché l’avevo voluta a tutti i costi insieme al carissimo Bruno Casarosa), il saluto di Guglielmo, il quadro di Padre Pio e tanti altri particolari che adesso mi sfuggono.

Poi ci fu il rinfresco e il congedo dai miei ormai ex-parrocchiani in lacrime. Fra questi i molti giovani che, grazie a Dio, ero riuscito a crescere nel 14 anni di permanenza a San Casciano.

E così ebbe inizio la mia avventura che dura fino a oggi fra alti e bassi. Per “alti” intendo i momenti belli che abbiamo trascorso insieme che non sto nemmeno a citare in quanto numerosissimi; “bassi” quelli più difficili come la morte di tantissimi/e   amici/che   e   collaboratori/trici, la diaspora di tanti paesani che hanno lasciato la casa paterna, i momenti (come l’attuale) nei quali non sono riuscito a individuare “il bandolo della matassa” e, ancora, qualche abbandono, qualche incomprensione, qualche presa di posizione forte…

Dice Papa Francesco che “il pastore deve odorare di pecora” e al riguardo penso proprio d’averlo preso. Ormai, come ho detto nella lunga intervista rilasciata alla TV nelle scorse settimane, mi sento fortemarmino a tutti gli effetti, con i pregi e i limiti della nostra gente e spero che il Signore mi consenta di restare in mezzo a voi fino alla fine e anche dopo.

Bene. Domani, a Dio piacendo, celebrerò la Messa di ringraziamento e penserò agli oltre 1400 amici che ho suffragato in tutti questi anni. E voi, per piacere, pensate a me. Grazie.

 

 

 

 

137. IN CAMMINO – Padre nostro

Ma la differenza maggiore – rispetto al messale precedente – si nota nella preghiera del Padre nostro che, nella seconda parte, evolve in questo modo:

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO E RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME ANCHE NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI E NON ABBANDONARCI ALLA TENTAZIONE MA LIBERACI DAL MALE. AMEN

Ho scritto “evolve” e non semplicemente “cambia” perché in questo caso si dà una interpretazione nuova al testo greco quasi a rispondere a coloro che pensavano che fosse lo stesso Signore a metterci in tentazione…

Può darsi che nei primi tempi ci sia un po’ di incertezza nell’usare la nuova formulazione ma per fortuna nei fogli liturgici è riportata con precisione e quindi sarà facile impararla.

C’è infine una dizione nuova -che riguarda soltanto noi celebranti- ma che dovranno aver ben chiara anche i fedeli perché è di capitale importanza anche se a una prima lettura possiamo restare interdetti per la ripetizione del termine “Agnello di Dio”.

La nuova formulazione inverte le parti rispetto a quanto di diceva prima. Quando il sacerdote mostra l’ostia consacrata dice: “ECCO L’AGNELLO DI DIO, ECCO COLUI CHE TOGLIE I PECCATI DEL MONDO. BEATI GLI INVITATI ALLA CENA DELL’AGNELLO.

Perché questa insistenza sul termine AGNELLO? Perché è il termine tipico con il quale si indica Gesù che continua a offrirsi per noi nel sacrificio eucaristico.

Quando, anni indietro, siamo andati in gita turistica-pellegrinaggio a Gand in Olanda siamo andati a visitare la famosissima tavola detta “L’AGNELLO MISTICO” una tavola di Van Eyck in cui si vede un Agnello ritto su un altare dal cui collo fuoriesce un fiotto di sangue. A lato gli sono gli angeli con l’incenso e numerosi altri angeli in adorazione.

Ecco, proprio per indicare che l’eucarestia non è soltanto sacramento ma anche sacrificio (rinnovato) è stata scelta questa dizione che spiega bene il doppio significato dell’Eucarestia.

Avviso: Se ti piace leggere quello che scrivo può darsi che piaccia anche ai tuoi familiari o ai tuoi amici o ai tuoi ragazzi. Passa parola. Grazie.