131. IN CAMMINO – ricordi…

Questa mattina leggendo sul giornale l’intervento di un illustre scienziato italiano, Guido Silvestri, che svolge attività di ricerca negli Stati Uniti ho pensato, con affetto, a mio fratello.

In poche parole. Mio fratello era professore ordinario di Immunologia e Patologia generale presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Pisa (di cui poi è divenuto Preside). Dopo la Laurea aveva frequentato da interno la Scuola di Perfezionamento “S.Anna” sempre a Pisa e aveva iniziato il suo percorso accademico giovanissimo vincendo il concorso per assistente universitario a Patologia Generale con il prof. Puccinelli.

Nell’occasione erano in quattro a partecipare, tutti giovani e preparati. Li conoscevo anch’io perché erano fra loro molto amici. Ricordo che, fatti i complimenti a mio fratello per la vittoria, gli amici presero subito la strada degli Stati Uniti. Avevano già il biglietto di viaggio in tasca perché all’epoca i laureati in Medicina in Italia erano ricercati e … ben pagati! Mio fratello invece per arrotondare il misero stipendio di assistente era costretto a svolgere altri lavori (Direttore di laboratori di ricerca privati, Dirigente di servizi mutualistici ecc.).

Un giorno gli chiesi il motivo per cui non avesse scelto anche lui questa strada visto che era assai quotato sia in Italia che all’estero per alcune ricerche pubblicate su riviste scientifiche mediche importanti e per un paio di brevetti ottenuti per farmaci attivi nelle patologie epatiche.  Gli chiesi anche perché  passasse lunghe ore a “visitare e guarire i topi” (da laboratorio) invece di visitare e guarire le persone (che avrebbero reso un bel po’ di soldi).  Alla prima domanda rispose che era riconoscente ai suoi “maestri” e quindi desiderava fare altrettanto con i suoi allievi. Alla seconda non mi rispose: mi guardò e basta… Capii e mi vergognai della domanda.

Tornando al prof. Silvestri, parlando del virus in televisione, ha usato una terminologia curiosa che avevo già ascoltato, da mio fratello, quando cercava di spiegare alla Flavia come funzionano gli anticorpi. Solo che il prof. Silvestri ha parlato di “cavalleria” mentre lui parlava di … “fanteria”: i soldatini che passo dopo passo guadagnano terreno fino a sconfiggere il nemico! In questo modo anche noi profani possiamo capirci qualcosa.

 

130. IN CAMMINO – Clara Baldi

La nostra Associazione parrocchiale di Carità, Caritas “San Vincenzo de’Paoli”, ha perduto una carissima consorella Clara Baldi. Da alcuni anni si era ritirata al Pio Campana di Seravezza dove è stata amorevolmente seguita fino all’ultimo giorno della sua lunga vita.

Era una delle nostre “dame” più anziane e più esperte. Per entrare a far parte del gruppo – vista la delicatezza del compito – occorre avere una predisposizione naturale ma anche una buona dose di esperienza onde evitare indelicatezze offensive: il rispetto lo dobbiamo a tutti ma in modo particolare a chi è povero e chiede aiuto.

La signora Clara ne aveva in abbondanza e per questo è stata molto amata dalle con-sorelle/fratelli e dagli assistiti.

Negli anni del ritiro a Seravezza non ha mancato di interessarsi alle sorti del paese e dell’Associazione. Ha mantenuto un rapporto cordiale con tutti e con me in particolare visto che mi era affezionatissima.

A questo punto vorrei spendere una parola sulla “San Vincenzo”. È senz’ altro l’Associazione parrocchiale più antica perché i poveri ci sono sempre stati. Un tempo, d’intesa con la Mutuo Soccorso, la Fondazione di Vittorio Veneto, le Suore Canossiane e la Croce Verde svolgeva anche compiti di assistenza (notti agli ammalati, veglie ai defunti, iniezioni ai malati ecc.) oggi demandati al servizio sociale.

Oggi si limita a fornire un aiuto finanziario a famiglie in difficoltà e alla visita domiciliare agli anziani soli.

Gli associati non sono molti anche perché il servizio è “puro Vangelo” cioè non ci sono ritorni di gratificazione personale, di immagine e tanto meno di interesse.  Proprio per questo motivo, pur senza togliere meriti alle altre, è una delle Associazioni più importanti della Parrocchia che mi sento di raccomandare a tutti coloro che hanno un briciolo di tempo da spendere nel servizio ai fratelli.