56. IN CAMMINO – sorridiamo…

Anche questa mattina, parlando con persone care che frequentano la chiesa e leggono il messaggio quotidiano sul blog   chiesa del Forte  sono stato sollecitato a scrivere qualcosa di curioso in modo da strappare un sorriso ai lettori.

Lo farei volentieri. Riconosco anche d’avere un certo “mestiere” avendo pubblicato, nel passato e nel presente, molti articoli umoristici.

Però…

È sì, c’è un però, perché io sono un prete e il prete deve essere sempre all’altezza del suo ruolo evitando battute che possono suonare ironiche sì ma anche offensive soprattutto a chi non è toscano e compromettere di conseguenza i rapporti degli interlocutori col Signore.

Anni indietro, anzi molti anni indietro, rilevando la tradizione di don Sabucco che pubblicava ogni anno un santino e una poesia nell’occasione della festa patronale di sant’Ermete, iniziai anch’io a pubblicare.

Non essendo molto pratico della cosa mi appoggiai ad alcuni collaboratori che mi suggerirono di modificare la dimensione del santino lasciando tutto il resto come prima.

Se non che venni ripreso da un villeggiante al quale evidentemente la cosa non andava bene. Al suo dire era tutto sbagliato: il disegno, la poesia e soprattutto l’impostazione grafica del santino.

Non ebbi il coraggio di replicare perché è risaputo che fra i nostri ospiti ci sono molte persone di spessore e quindi pensai di trovarmi di fronte a un famoso critico d’arte.

Mi feci piccino piccino mentre lui continuava a pontificare…

Poi mi feci coraggio e gli chiesi per quale agenzia culturale lavorasse. Quando mi disse che aveva un “opificio per la selezione genetica e la commercializzazione delle razze suine” non mi trattenni e mi scappò una frase innocente… :

” Ah, ho capito, vende  ‘ maiali ! ” (nella calata pisana la lettera ” i ” davanti alla consonante scompare sostituita da una “mutina” aspirata).

Ovviamente ci rimase malissimo quasi l’avessi offeso.

Io pure perché non l’ho più visto in chiesa.

Ecco perché, in fatto di ironia, mi sono fatto più prudente sia nel parlare che nello scrivere.

 

 

55. IN CAMMINO – in memoria

Oggi 29 Luglio abbiamo pregato per l’amico Walter che è tornato al Padre 30 giorni or sono. Gabriele ha suonato l’Ave Maria in suo suffragio perché era molto devoto della Madonna.

Probabilmente lo ricorderete: un signore sulla cinquantina, un po’ stempiato che veniva sempre a Messa con la famiglia sia nella chiesa parrocchiale che a Roma Imperiale.

Era un imprenditore e svolgeva l’attività professionale a Santa Croce sull’Arno insieme con i suoi familiari.

Lo scorso anno, proprio nel corso dell’estate, gli avevano una malattia insidiosa che però era riuscito a debellare. Poi però, forse perché indebolito dalle terapie, è stato aggredito da un’altra malattia che non gli ha dato scampo.

Ho sotto gli occhi la lettera che i suoi figli gli hanno dedicato nel giorno del funerale ed è tutto vero quello che vi è scritto. Era un uomo di valore dal punto di vista professionale, un vero cristiano e un amico sincero.

Sono certo che i suoi cari resteranno uniti come prima, ne manterranno un caro ricordo e continueranno ad avvertire la sua presenza e il suo consiglio nella loro delicata attività.

Abbiamo perduto un amico in terra.

Abbiamo un intercessore in più in cielo!

54. IN CAMMINO – sorpresa…

Giorni addietro, mentre stavamo allestendo l’altare per la prima Comunione dei piccoli, un simpatico ranocchietto è schizzato fuori da una pianta creando scompiglio fra le signore presenti.

Sono immediatamente intervenuto per catturare la bestiola che nel frattempo si era data alla fuga e sono riuscito a intercettarla proprio ai piedi dell’altare.

Ho tentato di metterlo nella pattumiera usandola a mo’ di trasportino  ma il ranocchio, evidentemente poco avvezzo a simile mezzo di trasporto, è fuggito nuovamente.

Era un cucciolo di ranocchio con l’occhietto furbo di chi dice… te l’ho fatta anche stavolta!

A quel punto sono ricorso alle maniere forti e l’ho afferrato a mani nude deponendolo poi in un contenitore per l’acqua piovana posto nel giardino del Papa a fianco alla chiesa.

Pensavo di avergli fatto un favore a metterlo nell’acqua e invece è fuggito di nuovo.

Pare sia stato avvistato in Via XX Settembre ma non sono sicuro che sia proprio lui.

Comunque sia è stato davvero un bell’incontro: sono tornato per un momento bambino quando raccoglievo ranocchi e ragni con le zampette pelose da allevare!

Non vi dico quante ne ho prese…